domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Patto generazionale, l’azione del FGS
Pubblicato il 13-09-2015


FGS_questione_kurdaPresenta il dibattito Roberto Sajeva, con gli ospiti e il tema, quello del Patto generazionale e insieme anche la questione Kurda a cui doveva essere dedicato interamente il dibattito, ma che a causa delle difficoltà imposte agli ospiti per raggiungere l’Italia, è stato rinviato.
Luca Cefisi introduce ricordando non solo quella kurda, ma anche le altre crisi regionali e come vengono viste dall’opinione pubblica.
Lampedusa scoppia dice Salvini, per forza è uno scoglio. Imprenditori del razzismo. Creato l’imbuto, le condizione, si crea il problema. La questione è prima di tutto quella di chi strumentalizza il problema dei migranti per la loro carriera politica. Ma non c’è solo Salvini.
Come Giovani socialisti, ci si aspetta che siate intransigenti, di non cadere nella cosa ‘furbetta’ del ‘ma anche’, a questi come Salvini dovete dire che sono razzisti e basta.FGSi_questione_kurda

Ma che tipo di destra abbiamo in Italia? Alla Merkel, no perché lei è sì di destra, ma democratica. All’ungherese piuttosto.
Dobbiamo avere l’idea di un’Italia che ha un ruolo nel Mediterraneo. Vi chiedo di essere aggressivi. Noi non siamo né radical chic né buonisti. Noi abbiamo l’idea di un’Italia migliore.
Il primo conflitto resta quello che c’è da decenni attorno ai territori palestinesi. Un bubbone che non va mai dimenticato. Poi c’è il conflitto innescato dal salafismo, che non è dell’Islam, ma dell’elemento più retrivo del mondo musulmano. È un conlfitto tutto interno all’Islam.
Nel momento in cui ci si sceglie come interlocutore il Governo di Riad, si è scelto uno dei regimi peggiori dell’Islam.
Attenti però. Noi siamo per i diritti dei popoli. Noi non sposiamo mai una causa nazionale contro l’altra. Noi non siamo per Israele contro la Palestina o viceversa. O per i Kurdi contro i turchi. Il problema kurdo non sta nel creare un Kurdistan indipendente, nel ‘taglia e cuci’ dei confini. Dobbiamo sostenere la causa dell’autodeterminazione nei confini esistenti, si può immmaginare una confederazione delle regioni curde che sia trasversale ai confini siriano, turco, iracheno.
Dobbiamo sostenere tutto un assetto nuovo del Medioriente. Comunque anche Israele e Palestina dovranno confederarsi, non hanno altra scelta.
Dobbiamo chiedere più ambizione alla politica estera italiana.

Riccardo Galetti
Possiamo fare poco come Giovani socialisti, ma possiamo fare formazione.
Uno scacchiere molto complesso. Abbiamo visto il bambino Aylan in braccia al gendarme turco, ma sappiamo ben poco di come sia arrivato su quella spiaggia.
Ci dobbiamo concentrare sulla comprensione dei conflitti del Mediterraneo, per poi pensare a qualche proposta che aiuti a comprendere meglio la questione.
Anche nel Kurdistan la questione è molto complessa con situazioni diverse. Il popolo curdo si è guadagnato una certa legittimità anche perché l’Iraq e la Siria sono Stati falliti. Anche all’interno della comunità curda e irachena ci sono problemi.

Alessandro Munelli
Siamo presenti su tutto il territorio nazionale. partiranno a breve degli incontri per portare le nostre proposte sul territorio. Il passo successivo importante sarà quello della formazione, con degli imput, con progetti e workshop destinati ai quadri. Ci servirà per preparare i nuovi Giovani Socialisti.

Enrico Maria Pedrelli
Dobbiamo sviluppare la curiosità di chi ci segue e quella di chi ci potrebbe seguire. Il nostro obiettivo è quello di coinvolgere anche tutte quelle sottoculure a cui di solito non si dà peso. Gli hypster per esempio, che possono avere un interesse per la cultura socialista. La forma è molto importante perché può stimolare la curiosità per noi.
C’è Radio Eretika, che si sta sviluppando ha un anno di vita e devo ringraziare tutti quelli che ci lavorano e che mi hanno aiutato a farla. Ci serve per arrivare ai giovani, con della buona musica, per parlare non solo ai socialisti, ma anche a quelli che socialisti non sono.
Poi c’è Facebook, twitter e abbiamo aperto anche altri due canali. Tumbler, un social network, conosciuto come quello dei ‘creativi’, una sorta di blog e Google+ che ci permette di condividere contenuti e arrivare a chi non ci segue.

Rosario Longo
Ambiente e lavoro, mi interessa parlare dell’ambiente perché spesso se ne parla, ma non si sa bene che cos’è, anche per questo è molto importante la formazione. C’è poi la questione del lavoro, un tema di grande importanza per i giovani.

Francesco Meringolo
Penso che parlare di lavoro oggi comporti necessariamente tener in conto il contesto internazionale. Immaginiamo il Quarto Stato. Parlare di lavoro significa parlare di persone con titolo di studio, di persone che girano con la ventiquattrore. Oggi lo stipendio dei manager è in competizione e tende al rialzo, quello degli operai è in competizione, ma tende al ribasso.
Cosa possiamo fare noi su questo tema? Le ricette del jobs act arrivano con dieci anni di ritardo. Bisogna parlare di cosa ha fatto la finanza all’economia. Mi sembra importante parlare della globalizzazione e dei diritti a livello internazionale.

Francesco Giorgi
Metterei l’accento sull’interesse di ciò che è pubblico. La prima lezione è di non accontentarsi della semplicità, perché così si diventa facilmente manipolabili, soprattutto dal populismo. Ho sempre sentito dire che la politica è fatta dagli adulti per lasciare un mondo migliore. Ma davvero i giovani non possano fare nulla?
Il Risorgimento è stato fatto dai giovani. Sandro Pertini partì volontario nella Prima Guerra mondiale, era un giovane avvocato che partì volontario e partì non perché amava la guerra, ma perché non gli sembrava giusto che partissero solo i contadini e lui che invece era un benestante restava a casa. Persone come lui hanno partecipato poi alla scrittura della Costituzione. L’impegno resta fondamentale.

Barbara Messina
L’importanza del Patto generazionale. Ci stiamo lavorando. Siamo una generazione che vive una stagione difficile. Abbiamo delle tematiche in comune da portare avanti e su questo dobbiamo impegnarci.

Silvano Del Duca
Dentro lo slogan di questa festa, il nuovo inizio dell’Italia, ci sono tematiche che dobbiamo affrontare come Giovani socialisti. Abbiamo Radio Eretika torniamo anche noi a essere eretici nei territori. Abbiamo le prossime elezioni amministrative, chiediamo al partito di sostenerci per entrare nei consigli comunali per portare le nostre proposte nei territori, per essere il motore del cambiamento. Per un nuovo inizio. Con la determinazione di un partito forte e dinamico. Con le compagne e i compagni.

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