sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Pensioni. Padoan vicino a linea Renzi-Poletti
Pubblicato il 24-09-2015


Riforma Pensioni-PadoanSi va verso una soluzione al problema esodati, anche se resta un ultimo ostacolo da superare, il problema dei conti per il Tesoro. Oggi il ministro all’economia, Pier Carlo Padoan, in un’audizione chiesta sulle pensioni da Cesare Damiano, Presidente Commissione Lavoro XVII Legislatura, ha infatti affermato: “Il governo è impegnato ad analizzare la questione a partire dalla legge di stabilità e compatibilmente con il quadro di finanza pubblica”. “Ogni cambiamento” del sistema pensionistico “va attentamente valutato”, a partire dall’impatto sui conti. E ancora sul tema degli esodati: “Non è ancora possibile effettuare un consuntivo” di tutte le sei salvaguardie già adottate, perché “alcune sono ancora aperte”, ha aggiunto Padoan. Il ministro del Tesoro resta comunque cauto. “Ogni eventuale intervento di anticipo del pensionamento rispetto alla legislazione vigente determina un aumento di spesa e dell’indebitamento netto che necessita di copertura finanziaria e il meccanismo attuariale potrebbe non essere sufficiente ad assicurare gli obiettivi”, avverte Padoan per quanto riguarda la possibilità discussa sull’opzione donna.

Maggiore disponibilità e apertura di Padoan invece per quanto riguarda gli esodati, tanto che il ministro si avvicina alla linea di Renzi e Poletti, confermando l’impegno del governo a intervenire in manovra per una soluzione “definitiva” per tutelare i 49.500 ex lavoratori rimasti senza reddito e senza pensione a causa dell’innalzamento dell’età pensionabile della legge Fornero. La soluzione è nella prossima legge di stabilità, dove verrà trovata una copertura per utilizzare i fondi risparmiati nelle precedenti salvaguardie e riassorbite nel bilancio statale.

“Si conferma la volontà di intervenire sulla materia delle salvaguardie” degli esodati “all’interno della legge di stabilità per una definitiva risoluzione delle problematiche sociali più rilevanti ancora aperte”. Così il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, in audizione presso le Commissioni riunite Bilancio e Lavoro di Camera e Senato. “Le risorse sono lì, non sono state destinate ad altro”: lo ha affermato il ministro del Lavoro riferendosi ai risparmi per circa 500 milioni di euro delle salvaguardie degli esodati tra il 2013-2014. Si tratta, ha ripetuto rispondendo nel corso dell’audizione in Parlamento, di definire la modalità per renderle utilizzabili perché “la Conferenza dei servizi non può certificare risparmi su salvaguardie ancora aperte”. E serve, quindi, “un intervento normativo che fornisca la necessaria strumentazione”.

Diversa invece la situazione per quanto riguarda il pensionamento anticipato a 62 anni, sul quale Padoan resta fermo sulle sue posizioni spiegando che non ci sono comunque le coperture finanziare per far fronte a delle opzioni simili, stesso discorso per la cosiddetta opzione donna. Nonostante il problema sia stato generato dalle norme del 2011, problema rilevato anche dal presidente dell’Inps, Tito Boeri, durante l’audizione in commissione Lavoro alla Camera: “è indubbio che le norme del 2011 abbiano bloccato moltissime donne, allontanando per loro la prospettiva di andare in pensione”. Se si vuole introdurre nel sistema pensionistico “una maggiore flessibilità, tenendo conto delle problematiche delle donne, sarebbe importante non ripristinare vecchi requisiti di anzianità contributiva, vantaggiosi per gli uomini”, dice il presidente Inps Tito Boeri, che suggerisce requisiti anagrafici: “l’età deve essere il fattore centrale”. Secondo Boeri inoltre “La revisione dell’istituto di ricongiunzione onerosa andrebbe fatta, me lo auguro, sarebbe una riforma che guarda alle donne”. Per il presidente dell’Inps è infatti un sistema che “impone costi elevati”, che impediscono di rimettere insieme carriere discontinue”.

Sulle pensioni il Governo eviti pasticci”. Lo dichiara in una nota il leader della Uil, Carmelo Barbagallo. “Oggi, nell’incontro con la Commissione lavoro della Camera, abbiamo fatto le nostre proposte che puntano all’equità, all’efficienza e all’equilibrio dell’intero sistema. Ci sono le condizioni e le risorse per gli esodati, per l’opzione donna e per la flessibilità in uscita. Le idee che circolano, invece, non promettono nulla di buono perché le mezze misure rischiano di creare confusione e ingiustizie. Di danni, in passato, ne sono già stati fatti: cerchiamo – conclude – di non aggiungerne altri”.

Liberato Ricciardi

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