domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Per favore, Debora…
Pubblicato il 23-09-2015


Debora Serracchiani ha rilasciato una dichiarazione, in realtà non nuova, ma sulla quale é esplosa in ritardo la polemica, con la quale invita testualmente il presidente del Senato Grasso, eletto dal Pd, a uniformarsi alle decisioni della direzione del Pd. Abbiamo letto e riletto e proprio questo era scritto. La frase virgolettata e riportata da un’intervista a Rainews è la seguente: «Io rispetto molto il presidente Grasso. Credo sia un presidente di garanzia, ma credo anche che, essendo stato eletto nel Pd, debba accettarne le indicazioni». C’è da stropicciarsi gli occhi. Il presidente della seconda istituzione dello Stato, almeno ora, il presidente della Repubblica vicario, deve non già interpretare correttamente le norme costituzionali sulle procedure del voto, ma accettare le indicazioni del partito che lo ha eletto.

Neppure tanto dei gruppi parlamentari che lo hanno eletto presidente, ma solo quelle del partito che lo ha eletto, sia pur da indipendente, senatore. È evidente che questo non solo stona maledettamente con la norma dello svolgimento dell’incarico senza vincolo di mandato e questo riguarda tutti i parlamentari, ma configge con le funzioni del presidente del Senato che, da un lato, deve interpretare le norme e dall’altro rispondere al solo Senato. Ricordo una presidente della Camera, una grande presidente come Nilde Iotti, che era talmente gelosa della sua autonomia che spesso, anche senza ragione, si schierava contro il suo gruppo e le opinioni espresse anche sul regolamento dai suoi compagni. Mai ebbe rimprovero alcuno per non avere rispettato le decisioni del suo partito.

Oltre che irriguardosa nei confronti del presidente del Senato, la dichiarazione della Serrachiani è anche ridicola oggi, visto che sono proprio i semplici senatori del Pd a pretendere sulla materia della revisione costituzionale libertà di voto. Libertà che invece dovrebbe essere negata al presidente del Senato sulla interpretazione dell’articolo 138 della Costituzione. Le parole in libertà possono scappare. Resta il fatto che la brava Debora almeno dovrebbe precisare se non smentire, perché smentire ciò che viene detto in tivù è molto complicato. Non lasci l’impressione che la sua è una forza politica che si sovrappone alle istituzioni. Nemmeno il vecchio Pci, nel fulcro del suo centralismo democratico, aveva mai ostentato questa volontà. Deborah, mia Deborah, ascoltami…

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Commenti all'articolo
  1. Mauro,
    tu hai giustamente ricordato Nilde Jotti, ma io immagino Pertini, da Presidente della Camera, se un compagno socialista gli avesse mai fatto un intervento come quello della Serracchiani. Questa new generation non ha la minima idea di quello che sono i rapporti tra istituzioni e partiti, perchè loro stessi hanno finalizzato i partiti solo al raggiungimento di obiettivi di gruppo.
    Spero non ci si debba poi trovare qualcosa di simili nei confronti del Presidente Mattarella, mutuando la stessa logica. Vale la pena di riflettere seriamente se questo Italicum non sia da rigettare e semplificare. Elezione anche con collegi uninominali, con proporzionale e sbarramento. Fine. Magari riducendo il numero di deputati e senatori.

  2. Questa è la realtà di questo PD renziano!
    Giovani virgulti saccenti e arroganti, pronti a prendersi tutto per tornaconto personale!
    Scusate ma lo si può definire “democratico” cio che ha detto la Serracchiani? Una volta si sarebbe detto che si voleva zittire la seconda carica della Repubblica! Apriti cielo, si sarebbe parlato di un tentativo di Golpe!
    A proposito della Serracchiani, ma visto che costei è pure Governatrice del friuli venezia Giulia, non il comune di Vattelapesca insomma, non ha nulla da fare, vedere, decidere, valutare da Pordenone a Trieste? Va tutto bene cosi? Contenta lei e i suoi cittadini…

  3. Dovrebbe esserci una legge che impedisce ai magistrati di candidarsi alle elezioni se non dopo l’interruzione della professione per almeno cinque anni. La politica e la magistratura sono funzioni così diverse e complementari che è impensabile la loro commistione.

  4. Caro direttore, quelli del vecchio P.C. non dicevano quello che pensavano, ma facevano quello che pensavano.
    All’apparenza rispettosi delle regole, ma nei fatti esercitavano il potere a proprio uso e consumo.
    Almeno questi giovani P.d. e la Serracchiani lo è, parlano come pensano e questo se vuoi è un pregio.
    Altra cosa è condividere o meno quello che dicono.

  5. Come le direbbe Sgarbi (e sinceramente non voglio essere duro con l’infante prodige del PD, diventata essa stessa un’inossidabile personaggio della politica italiana): “CAPRA”!!! Penso però al suo comportamento istituzionale nel ruolo di Presidente della Giunta della regione Friuli V.G., laddove il PD optasse pe scelte di indirizzo non completamente in linea con l’azione amministrativa o con i regolamenti dell’Ente: che farebbe la Presidentessa Debora? risponderebbe al ruolo che riveste per volontà di popolo o alla chiamata del Partito a cui è iscritta e per volontà del quale ricopre incarichi interni di indubbia responsabilità? Di fronte agli inviti rivolti al Presidente del Senato, mi potrebbero sorgere dubbi sulla correttezza e lealtà amministrativa nell’incarico istituzionale ricoperto; però son certo, come qualcuno ha già detto, che quelle della vice segretaria del PD sono dichiarazioni solo frutto di impeto, di timore di ritardare il raggiungimento di un obbiettivo utile al Paese (di cui agli italiani non importa un fico secco), un appello sincero al Presidente Grasso, incautamente senza pensare.

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