giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Politica e partiti. Work in progress
Pubblicato il 10-09-2015


Politica e partiti

Politica e partiti: work in progress, un dibattito introdotto dalla portavoce nazionale del Psi Maria Cristina Pisani e moderato dal giornalista di Repubblica Goffredo De Marchis. Pisani ha spigato che questa festa “ha un particolare significato, perché è utile discutere delle diverse forme di organizzazione politica, è però errato cercate un modello di unico partito che vada bene per tutti”.

A intervenire Lorenzo Guerini vicesegretario del Pd, Giovanni Toti presidente della regione Liguria e consigliere politico di FI, Stefano Bonaccini presidente della Regione Emilia Romagna, Gian Franco Schietroma coordinatore della segreteria nazionale del Psi.

Guerini ha parlato della positiva “relazione che in questi anni si è sviluppata tra Pd e Psi anche in virtù di un patto federativo stretto tra i due partiti, patto che dovrà nei prossimi anni essere rafforzato così come va rafforzata la sinistra riformista”. Sulle riforme, ora all’esame del Senato dopo la pausa estiva, Guerini “invita a guardare per un attimo a quello era alla nostre spalle all’inizio della legislatura che da legislatura morente è diventata legislatura costituente e il camino fatto ci deve guidare nelle prossime settimane. Abbiamo lavorato molto, sulla legge elettorale per esempio, coinvolgendo anche altre forze che non fanno parte della maggioranza. Almeno lo hanno fatto in prima battuta. Ora cerchiamo di valorizzare il lavoro fatto. Il cuore della riforma Costituzionale è scritto nel programmi dell’Ulivo e del Pd, quindi non è una cosa che arriva inaspettata. E deve essere fatta con la responsabilità di tutti noi. Non si deve riaprire quello che è chiuso. Sull’articolo 2 vi è stata una doppia lettura, riaprire ora significa che ammettere la possibilità di riaprire completamente il dibattito”. “Il tema dell’ articolo 2 e della sua emendabilità si valuterà in commissione. La fiducia sull’ articolo 2 non è all’ ordine del giorno”.

“Per anni – ha detto ancora Guerini – abbiamo immaginato e detto che è necessario definire il Senato come camera delle autonomie. In altri paesi la seconda Camera ha funzioni di questo tipo: così in Francia, in Spagna e anche in Germania. Questo disegno è alla nostra portata e deve essere portato fino in fondo, non c’è la nostra disponibilità a riportare le lancette dell’orologio all’inizio. Sono convinto – ha continuato – che il Senato approverà la riforma e lo farà all’interno del confronto dei prossimi giorni. La spinta delle elezioni europee ci spinge a andare avanti e con la consapevolezza che il cammino fatto fino ad ora non può interrompersi, se così fosse la responsabilità cadrebbe, prima di tutto, sulle spalle del partito democratico.

Bonaccini: “Di fronte ai problemi globali come il lavoro e i migranti, andare a dire ai cittadini che facciamo cadere un governo per il problema dell’elettività dei senatori è complicato. Non bisogna ora rifare il giro dell’oca. Sono 20 anni che faccio campagne elettorali in cui ho sempre detto che bisogna superare il bicameralismo perfetto. Ora non possiamo fermarci. La riforma nel suo complesso è convincente e rende il sistema più veloce. Quindi non dobbiamo impantanarci nei sofismi e fermare tutto per quello che rischia di apparire come uno scontro tra maggioranza e minoranza del Pd. L’importante è avere una riforma nel più breve tempo possibile e votata in modo ampio”.

Toti: “Io sono all’opposizione rispetto a questo governo, io non ho nostalgia del Patto del Nazareno. Un Patto che ha preso una deriva che non potevamo seguire, e ed è bene che sia finito. Più larghe si fanno le riforme è meglio è, ma questo non vuol dire che non si possa essere d’accordo con il merito. I punti di principio generale sono condivisi, oggi si tratta di fare un passo in più. La riforma del Titolo V ha delle ambiguità così come la clausola di supremazia che può ledere i diritti di alcune autonomie o la composizione del Senato. Su questo si parlare. Siamo a un passo per approdare a delle riforme condivise. Anche su l’Italicum bisogna ragionare: costruire il partitismo per legge può portare a situazioni pericolose che possono invece favorire i movimenti antisistema, facendo fare un passo indietro a tutto il paese. Ma sottolineo che non stiamo offrendo scialuppe: se queste sono le riforme Fi voterà contro. Se poi passano di un solo voto, sarà comunque una sconfitta per tutti. Mi interessa invece un impegno per dare alle riforme una condivisione di sistema più ampia”.

Schietroma: “In questi anni siamo passati da un centrosinistra formato da numerosi partiti a un centro sinistra in cui c’è il Pd e poco altro. E invece interesse del centro sinistra l’esistenza di una coalizione plurale e ampia. Chi lavora sul territorio, come me, sa benissimo che non tutti gli elettori di centro sinistra si riconoscono nel Pd. Ecco il motivo del prolificare delle liste civiche ed ecco perché riteniamo che affianco al Pd serva un Partito Socialista”. Parlando delle riforme Schietroma ha detto che il Psi ritiene necessaria “una piccola modica, passando dal premio di maggioranza dalla lista alla coalizione. Nel momento in cui Camera e Senato hanno funzione diversa deve essere il modo di elezione che li riguarda. La preoccupazione per la duplicazione degli incarichi tra consiglieri regionali e senatori è forte. Serve quindi una correzione molto semplice che suggeriamo: ossia far sì che i consiglieri regionali che approdano in Senato vengano sostituiti dai primi non eletti”.

Ginevra Matiz

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