domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Question time
Pubblicato il 16-09-2015


“Il programma della festa nazionale dell’Avanti mi sembra ricco di presenze forti. E’ il segno che il partito è davvero presente nell’agone politico?”
Giovanni Stefani

Sì. Vivo e vegeto. E rispettato. E nel sistema politico nato nell’ultimo ventennio non era affatto scontato. Ci sono compagni che vivono nella nostalgia. Un pessimo sentimento perché nega la possibilità di vedere le cose come sono.


“Tu dici che il PSI vuole restare autonomo e non vuole aderirte al PD. Ma  allora perché abbiamo accettato votandola una legge elettorale che sarà, se resta così, la meno democratica d’Europa? Anche perché a questa legge elettorale si accompagnano correzioni costituzionali dello stesso segno in un combinato disposto che ci riporta a prima della Legge Acerbo”.
Giorgio Ferrari

La legge abbiamo cercato di migliorarla con nostri emendamenti. In parte accettati in parte respinti. Va spalmato il premio di maggioranza all’intera coalizione e al Senato riproporremo questo orientamento. Se partecipi alla vittoria della coalizione, devi godere anche i vantaggi. Non scomoderei la legge Acerbo – il premio scattava al 25% non al 40% – e ti invito a studiare meglio le leggi elettorali in vigore in molti paesi europei. Avrai delle belle sorprese. Quanto alla riforma del Senato, il superamento del bicameralismo perfetto è sempre stato nelle nostre corde. Alla Conferenza di Rimini, nel 1982, ne facemmo uno dei pilastri della grande riforma.


“Renzi berlusconianamente propone l’abolizione della tassa sulla casa a tutti, ricchi e poveri. Questa misura ignora i più poveri, quelli che non hanno neppure una casa e che rappresentanto pur sempre il 30 per cento della popolazione italiana. Noi come socialisti siamo davvero d’accordo su questa misura? E dove prenderemo i soldi da destinare a questa operazione che ha il sapore della regalia elettorale? Non mi rispondere dal gioco d’azzardo perché non coi crede nessuno, anche perché quelli sono soldi che ci sono, se ci sono, oggi e domani chissà”.
Ludovica Martinetto

La proposta di togliere la tassa sulla prima casa è socialista e risale ai primi anni duemila. Prodi non la cancellò ma la ridusse notevolmente. Continuo a pensare che sia la strada da battere purché riguardi le prime abitazioni. Nel caso, le minori entrate per l’erario locale sarebbero circoscritte e affrontabili. Dai tagli alla spesa pubblica alla migliore condizione di equilibrio del nostro deficit. E, volendo, anche dall’aumento della tassazione sul gioco.

Riccardo Nencini

Riccardo Nencini

Segretario Psi - viceministro dei Trasporti

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