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Opinioni e commenti
 

Riforme, ora si litiga sul calendario
Pubblicato il 24-09-2015


Riforme-ottobre-voto finaleOra lo scontro è sui tempi. Il voto finale dell’aula a Palazzo Madama è stato fissato per martedì 13 ottobre. Questa la decisione presa nella conferenza dei capigruppo del Senato.  Sel ha ritirato i suoi 62.000 emendamenti, lasciando quelli di merito che sono circa 1.100. La Lega ha fatto lo stesso.  “Io e la Lega  – ha detto Roberto Calderoli – abbiamo ritirato ufficialmente circa 10 milioni e ne abbiamo mantenuti 19 all’articolo 1 e sei all’articolo 2”. In tal modo, ha aggiunto,  è stato “sventato il golpe di Renzi”.

Gli emendamenti verranno illustrati martedì 29 settembre, a oltranza fino alla notte, mentre mercoledì verranno votati. I lavori proseguiranno a oltranza anche il venerdì, il sabato fino alle 13 e il lunedì. La maggioranza avrebbe voluto stringere ulteriormente i tempi anticipando le votazioni all’8 ottobre. Ipotesi respinta dal Presidente Grasso che si è detto non disponibile a fare  “il boia della Costituzione” riferendosi alla  ‘ghigliottina’ che sarebbe scattata sul ddl Boschi se il voto finale fosse stato fissato per quella data.

Il Pd avrebbe voluto tempi più stretti e per non finire i lavori troppo a ridosso della sessione di bilancio il cui inizio è fissato per il 15 ottobre. Ma l‘opposizione ha insistito sulla necessità di prolungare i tempi per recuperare quel dibattito negato in commissione. Grasso ha così tentato una mediazione, indicando la data del 13 ottobre. Una data che non consente di calendarizzare prima della ‘tagliola’ del 15 le unioni civili, oggetto di un altro duro scontro in Aula tra M5S e Sel e il Pd.

Bersani è tornato su quanto successo ieri per mettere alcuni puntini sulle i: “Il Senato sarà elettivo e già con alcune funzioni di garanzia rafforzate. Chi parla di un cedimento di chi dissentiva ribalta semplicemente la realtà”. “Sulla vicenda del Senato – scrive l’ex segretario su facebook – c’è chi fa circolare retroscena totalmente inventati. Volevamo un Senato elettivo e non costruito a tavolino. Il Senato sarà elettivo e già con alcune funzioni di garanzia rafforzate. C’e’ ancora del lavoro da fare, ma fin qui questi sono i fatti, nudi e crudi”.

Io mago degli emendamenti Roberto Calderoli, ora punta ai voti segreti sull’articolo 1. Lo ha detto lo stesso esponente della Lega, spiegando ai giornalisti a Montecitorio i motivi che lo hanno indotto a ritirare gli emendamenti ai primi due articoli del ddl Boschi, durante la Conferenza dei Capigruppo. “Innanzi tutto abbiamo ottenuto una settimana in più di discussione – ha spiegato Calderoli –. Poi abbiamo ottenuto che siano votati gli emendamenti all’articolo 1 che, se verrà modificato, tornerà di nuovo cambiato alla Camera e lì saranno dolori; inoltre sull’articolo 1 ci saranno dei voti segreti, e li mi voglio divertire”.
Intanto il ‘super canguro’ è già  pronto. Lo firma ancora una volta il senatore democratico Stefano Esposito, lo stesso del ‘blitz’ sulla legge elettorale che, in un sol colpo, consentì di cancellare 35mila emendamenti all’Italicum. Non è detto che sarà necessario ricorrervi, ma intanto il sentore Dem ha messo le mani avanti. L’operazione è la stessa dell’altra volta: sintetizzare l’accordo di maggioranza, con le nuove modifiche da apportare al ddl, in un testo che, se approvato, renderebbe automaticamente ‘nulle’ le altre richieste di modifica.

Dure le parole del Movimento 5 Stelle. “Come capogruppo del M5s – ha detto il capogruppo dei senatori pentastellati Gianluca Castaldi in Aula durante la discussione del calendario – non ho votato il calendario per non avallare questa ghigliottina sulla nostra Costituzione. Fanno le riforme affinché siano sempre loro, sia di destra che di sinistra, a gestire gli affari e non permettere al popolo di arrivare al governo di questo paese”.  “Non solo non avete voluto incardinare la proposta della De Petris il provvedimento sulle Unioni civili – ha proseguito Castaldi –  ma neanche quella del Movimento 5 stelle sul reddito di cittadinanza”.

A fare un riferimento alla legge elettorale, facendo filtrare la volontà di apportavi modificche, è il leader di Ncd Angelino Alfano: “Abbiamo sempre detto che l’abbiamo votata, la consideriamo buona, ma vorrei dire che abbiamo ancora due anni, cioè mezza legislatura per migliorarla…”.

Ginevra Matiz

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