venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Gabrielli: «Nessuna
diarchia con Marino»
Pubblicato il 01-09-2015


Marino-MafiacapitaleSarà un rientro in città per nulla morbido quello che attende il sindaco della Capitale, Ignazio Marino. Spinose sono le questioni che il Comune di Roma – che non verrà sciolto per infiltrazioni di tipo mafioso – sta affrontando in questi giorni: dai funerali-show del clan Casamonica allo scioglimento del municipio di Ostia per mafia, che sarà commissariato. Sulla vicenda è intervenuto il prefetto di Roma, Franco Gabrielli precisando che «il sindaco è uno solo e lo sarà fino a che avrà la fiducia della sua maggioranza e ha il dovere di ripristinare le condizioni di legalità». Secondo Loreto Del Cimmuto, segretario della Federazione romana del Psi si dovrebbe far tornare alle urne i cittadini di Roma poiché al sindaco della Capitale si sovrapporranno una serie di vincoli e paletti da far dubitare che la città abbia ancora un sindaco. 

GABRIELLI: ALCUNA DIARCHIA – Il Prefetto Gabrielli ha inoltre spiegato che «l’attività di vigilanza attiene alle procedure e il prefetto non entra nelle scelte politiche che rimangono esclusivamente del sindaco. Io mi sento un leale collaboratore nel rispetto delle reciproche competenze e funzioni». Gabrielli ha inoltre sottolineato che «non esistono diarchie o consolati», precisando di non avere poteri di scioglimento del Comune che «sono del presidente della Repubblica – in base all’articolo 141 del Testo unico enti locali (Tuel) – su proposta del ministro dell’Interno». Il Prefetto ha poi definito la vicenda romana «molto più complicata di quella della rimozione della Costa Concordia all’Isola del Giglio (che aveva coordinato all’epoca come capo della Protezione civile, ndr)». Ecco perché, ha infine sottolineato «non penso di avere i numeri per compiere da solo un’impresa del genere, anche perché non ho mai creduto all’uomo solo al comando».

DEL CIMMUTO: TORNARE ALLE URNE – Sulla complicata situazione amministrativa del Comune di Roma è intervenuto Loreto Del Cimmuto, rilevando che Marino sarà «fondamentalmente privo di poteri (il bilancio è già nei fatti commissariato), pur essendo stato eletto dai cittadini. Avremo poi una struttura di raccordo presidiata dal Prefetto che governerà sostanzialmente la città e gli interventi per il Giubileo al riparo di ogni responsabilità politica verso i cittadini». Secondo Del Cimmuto, il governo – nel tentativo «di salvare capra e cavoli – priva i romani di un riferimento istituzionale, il sindaco, che è l’unico al quale eventualmente imputare le responsabilità del governo della città. Ci chiediamo qual è il senso di una tale decisione. Stando così le cose dovrebbe essere Marino stesso a scogliere gli indugi e a provocare lo scioglimento anticipato del Comune di Roma” conclude l’esponente socialista.

Siria Garneri

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