mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Sardegna. Il calvario
dei lavoratori in mobilità
Pubblicato il 07-09-2015


Sardegna-mobilitàSono trascorsi ad oggi 18 mesi di ritardo nei pagamenti delle indennità di mobilità in deroga relative il 2014 ai 15300 lavoratori sardi beneficiari. Ad oggi risultano pagare solo 3 mensilità corrispondenti i mesi di Gennaio/febbraio/marzo 2014. Importo medio dell’assegno mensile 500 euro lordo dal quale è stata decurtato il 23% di tassazioni Irpef causa il mancato pagamento delle somme spettanti nell’arco dell’anno di competenza. Come se il ritardo dipendesse dalla volontà dei lavoratori e non com’è dai continui reiterati ritardi da parte del Governo nel ripartire i fondi. Per quanto riguarda, invece, gli emolumenti relativi il 2015 si contano ad oggi 9 mesi di ritardo. A questo vada a sommarsi la beffa che Assessorato al Lavoro e sindacati hanno posto in esser il 18 maggio 2015 al tavolo partenariale convocato in Assessorato.

“Siamo stanchi – fanno sapere i lavoratori aderenti al Clas, un comitato di lavoratori nato nel febbraio del 2014 proprio con l’intento di fronteggiare la situazione – siamo stanchi del continuo immobilismo di Regione, Governo e sindacati. E’ ora di dire basta. I sindacati con la complicità di tutti coloro che si sono susseguiti alla guida dell’Assessorato al Lavoro in Sardegna, hanno fatto e stanno facendo man bassa dei diritti dei lavoratori. Impongono regole a loro piacimento, e per loro meri interessi, mascherati da accordi per i lavoratori. Di fatto, invece, calpestano i loro diritti. Prova ne sia l’accordo verbale istituzionale per la prima concessione e proroga della mobilità in deroga per gli oltre 15 mila lavoratori sardi firmato in assessorato il 18 maggio 2015. I lavoratori sardi attendono il pagamento dei cinque mesi restanti del 2014 e ad oggi nulla sanno dei pagamenti delle 8 mensilità 2015.

Non si può proseguire cosi. Posto che tutti questi lavoratori risultano non avere più nessuna vertenza aperta alle spalle, posto che nessuna organizzazione sindacale, CGIL, CISL e UIL, non ha fin ora mosso un solo dito a tutela degli stessi, posto che continua il mutismo dell’Assessorato al Lavoro, posto che continuano le non risposte, anche nella forma scritta alle numerose sollecitazioni di intervento, l’unica soluzione resta l’esposto alla procura della Repubblica di Cagliari affinché accerti la corretta attuazione di tutti gli atti ad oggi deliberati e assunti e ne verifichi eventuali abusi d’ufficio e mancata attuazione dei decreti ministeriali. Verifichi anche la correttezza dell’accordo firmato in data 18 maggio 2015 presso l’assessorato al lavoro. Verifichi anche se sussistano i presupposti per il riconoscimento del danno morale, materiale imposto a 15300 lavoratori e alle loro famiglie.” La vicenda va avanti da mesi e nonostante gli annunci del Governo secondo cui sono in calo le CIG, qualcuno continua ad omettere di parlare e peggio ancora declina tutti declinano le proprie responsabilità. Ivi compresi i consiglieri regionali della Sardegna, i quali sembrano esser più concentrati a risolvere il problema dei loro 4 colleghi decaduti dalla carica a consigliere a seguito di una sentenza del Consiglio di Stato piuttosto che, chiedere in maniera coesa e decisa alla Giunta Regionale guidata da Francesco Pigliaru, e al suo Assessore al Lavoro, il pieno rispetto della volontà della commissione lavoro della regione e dell’intero consiglio regionale che l’11 maggio aveva approvato una legge secondo la quale, la regione si impegnava a compartecipare con somme proprie ai pagamenti delle indennità arretrate. In maniera del tutto arbitraria e palesemente lesiva dei diritti acquisiti da questi lavoratori Assessore e Sindacati si accordano per destinare le somme ad altri interventi da loro chiamati “sinergiche politiche attive del lavoro”.

Di fatto, nulla di nuovo si vede all’orizzonte. “Per chiudere la partita del 2014 – fanno sapere dal CLAS – ci è stato detto che occorrono circa 179 milioni di euro. Allo stato attuale non si conosce il modo per aver ragione dei pagamenti. Abbiamo provato a contattare gli uffici, Inps, Assessorato al Lavoro, e lo stesso Ministero del lavoro. Poco si sa. Incredibile il mutismo e l’arroganza dell’ Assessorato al lavoro che insiste nel non riconoscere il fatto che migliaia di lavoratori non si sentono rappresentati dalle OO.SS. che nulla hanno fatto fin ora per porre fine a quest’incresciosa situazione. Per quanto riguarda il Governo e il Ministero, nei mesi scorsi abbiamo avuto modo di parlare direttamente con il Presidente Renzi, la sottosegretaria Teresa Bellanova e il Ministro Del Rio, in occasione della loro visita a Olbia. Eloquenti sono state, in quell’occasione, le parole della Sottosegretaria Bellanova – “per quanto ci riguarda la partita del 2014 è chiusa con l’ultimo decreto di riparto fondi del 2014”. Allora, chi ci pagherà i restanti 5 mesi?” Anche l’ Inps, per ammissione del Dottor Emanuele Pizzicaroli, direttore regionale Inps, conferma – “mancano i fondi per la copertura del 2014.

Ad oggi la novità è lo sblocco del primo decreto di riparto fondi relativo il 2015, alla Sardegna è arrivata una dotazione di 21 milioni di euro che non sono sufficienti nemmeno per il pagamento di una mensilità per tutti gli aventi diritto, che ricordo, sono circa 26 mila in totale tra lavoratori in CIG e in Mobilità in deroga. Questi fondi non possono esser usati per compartecipare ai pagamenti delle spettanze arretrate del 2014. Inoltre se i pagamenti potranno esser fatti, si è raggiunto l’accordo affinché sia data assoluta precedenza a quei lavoratori che hanno maturato ad oggi il diritto di andare in pensione ma che fin ora non ne possono godere appunto perché non hanno la copertura dei contributi figurativi proprio a causa dei mancati pagamenti delle indennità di mobilità in deroga che li contemplano”. Insomma, davvero una situazione che ha del paradossale se si pensa che proprio nei giorni scorsi l’Inps ha reso noto che le pensioni dei sindacalisti sono più vantaggiose rispetto le altri e soprattutto rispetto a quello di milioni di lavoratori abbandonati. Che si fa, chi deve dare risposte a questi lavoratori?

Antonella Soddu

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