domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Dieselgate. Si dimette l’a.d VW, accuse al governo
Pubblicato il 23-09-2015


Volkswagen-test-gas-scaricoUno scandalo che si sta diffondendo a macchia d’olio, minando non solo l’immagine del ‘Made in Germany’, ma anche quello del governo e dell’intero sistema-Germania. Secondo le rivelazioni fatte dal sito online ‘Die Welt’, infatti, «la tecnica di manipolazione dei gas di scarico dei motori Volkswagen era nota sia a Berlino che a Bruxelles da lungo tempo». Nel frattempo il consiglio di sorveglianza di VolksWagen ha accettato le dimissioni dell’a.d. del gruppo tedesco, Martin Winterkorn, sottolineando che nei prossimi giorni anche altri dirigenti – al termine di una indagine interna – saranno licenziati.

L’ACCUSA – Secondo quanto riferito dal sito online ‘Die Welt’ esisterebbe un documento del ministero dei Trasporti tedesco redatto in seguito a una interrogazione dello scorso 28 luglio, presentata dai Verdi in cui si chiedevano chiarimenti sul problema dei software sui controlli dei test anti-smog su motori diesel. Berlino ha respinto le accuse al mittente, definite «false e inopportune» dal ministro dei Trasporti Alexander Dobrindt. «Non sapevamo dell’utilizzo di una tecnologia sui controlli delle emissioni».

UE: TOLLERANZA ZERO – Nel frattempo l’Unione europea ha invitato i 28 Stati membri ad avviare le indagini e a effettuare gli accertamenti necessari e «a riferire alla Commissione Ue» che «discuterà con loro come coordinarle al meglio e faciliterà lo scambio di informazioni – ha dichiarato Lucia Caudet, portavoce dell’esecutivo comunitario al mercato interno – Accogliamo con favore le indagini avviate in Germania, Francia e Italia» ha poi aggiunto la portavoce. “Le autorità nazionali – che sono responsabili dell’applicazione delle norme Ue in materia di limiti e test di emissione – devono essere particolarmente vigili e rigorose nell’esecuzione degli obblighi imposti ai produttori nazionali” ha precisato Caudet, ricordando che la Commissione Ue ha «tolleranza zero per le frodi».

LE REAZIONI POLITICHE ITALIANE – Sul cosiddetto dieselgate è intervenuto il ministro dello sviluppo economico, Federica Guidi, descrivendo la situazione di «grande gravità e preoccupazione. I ministri Galletti e Del Rio, competenti sulla materia, hanno già chiesto informazioni alle aziende». Sulla vicenda si è espresso anche il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi auspicando che lo scandalo «non determini scossoni troppo violenti sulle aziende italiane visto che abbiamo diversi subfornitori. Certamente i numeri che stanno circolando sono drammatici».

Siria Garneri

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