lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Scrive Alessio Andrej Caperna:
Unità socialista
Pubblicato il 07-09-2015


E’ necessario svolgere alcune brevi considerazioni sull’Unità socialista, che dalla rivoluzione giudiziaria-giacobina per i fatti del 1992-1994 ad oggi ancora, presenta purtroppo caratteristiche opposte a quelle della unità socialista, ovvero quelle della diaspora, che va ricucita per il bene dell’Italia, per amore dell’Italia.

Difatti in questo momento storico ove forti sono le spinte neo-autoritarie anti-libertarie, identitarie (nel senso di esaltazione dei campanili e dei conseguenti dialetti), razziste, populiste, emerge una priorità cogente: l’unità di tutti coloro che si richiamano ai valori plurali del socialismo, delle libertà dell’individuo, della democrazia reale-solidale, della laicità in un unico soggetto politico, avente una denominazione chiara e precisa, ovvero il Partito Socialista italiano.

Le mie considerazioni vogliono essere solo un appello a tutti coloro che hanno come  priorità la ricostruzione del nostro Paese in un’ottica di crescita, di sviluppo, di benessere e di centralità del lavoro e dell’essere umano, rispetto allo Stato, rispetto alle finzioni costruzioni giuridiche.

Il ritorno ad una politica umana, nel senso che la centralità umana sottoponga il capitale a sé.

Carissimi-e la storia va in avanti, quale continuo fluire, scorrere, interconnettendosi e le idee di progresso, di giustizia sociale, di equità, di eguaglianza, di solidarietà e di rispetto, possono essere illuminate in un percorso politico dentro il Psi, che è un Partito aperto (modellato sul patchwork che è quel tessuto che è formato da un’unione, tramite la cucitura, di diverse parti di vari tessuti) alle energie dinamiche di coloro che hanno come valore il Progresso-modernità, la illuminata idea che porta chiarore al buio della reazione, che non è per la decrescita, che vorrebbe avere un diverso mondo del lavoro, non più improntato al sindacalismo di contrasto vetero lotta-classista, ma in una prospettiva di cogestione delle imprese da parte dei lavoratori.

Quindi benvenuti a tutti/tutte coloro che vogliono far parte del più antico e moderno Partito italiano, che ha reso il popolo italiano nella sua secolare azione quotidiana, più libero, con più diritti.

L’auspicio è che l’unità socialista rafforzi il Partito Socialista italiano, fondato a Genova nel 1892, da sempre il Partito dei Lavoratori, che oggi non sono più solo i lavoratori dipendenti, ma nella grande fabbrica sociale, appartengono alla moltitudine dei lavoratori pure i liberi professionisti, gli artigiani, gli imprenditori medi.

Concludo quindi appellandomi a quelle individualità laiche, progressiste, liberal-socialiste, libertarie, riformiste che vogliono realizzare l’eresia delle eresie, Rifare l’Italia per il futuro, per i diritti, per le libertà molteplici.

Camillo Prampolini, il quale nella sua nota ‘Predica di Natale’ ci fornisce una bellissima indicazione organizzativa per il socialismo 2.0 anche se fu pubblicato su “La Giustizia” il 25 Dicembre del 1897: “Se i lavoratori dei campi e delle città si daranno la mano; se avranno fede nella giustizia; se comprenderanno che gli uomini sono uguali e che per conseguenza nessuno ha diritto di dirsi padrone di un altro e di vivere a spese altrui, ma tutti hanno l’obbligo di prendere parte al lavoro necessario alla via di tutti; se per vivere umanamente – cioè per diventare liberi, per non aver padroni e godere insieme l’intero frutto delle loro fatiche – i lavoratori, invece di vivere isolati e di farsi concorrenza, metteranno in pratica il precetto di Cristo: Amatevi gli uni cogli altri siccome fratelli, e formeranno dovunque le loro organizzazioni; allora, davanti alla loro crescente e sempre più capace organizzazione, le ingiustizie sociali scompariranno come si dileguano le tenebre dinanzi al sole che nasce. E sorgerà così il mondo buono e lieto della solidarietà umana agognato da Cristo, il “regno di Dio”. Lavorate a farlo sorgere, o lavoratori! Se non per voi, fatelo per i vostri figli; i quali – poiché li generaste – hanno bene il diritto che voi vi adoperiate in ogni modo, affinché non siano essi pure costretti a vivere la vita misera e serva che da secoli voi vivete. Unitevi, organizzatevi! per voi, per le vostre donne, per i vostri bambini; per la difesa dei vostri più indiscutibili diritti; per la redenzione doverosa della vostra classe! Per voi e per tutti, o lavoratori, abbiate fede nel bene, sappiate volerlo, – sorgete, lottate perché la giustizia sia!”

E con queste bellissime parole di un Grande Maestro di socialismo chiediamo Unità dei socialisti nel Psi, per rifare l’Italia (illuminata) e la sinistra plurale delle libertà e delle modernità che non urla, che non è nihilista, che non sa solo contestare sempre e comunque, ma che propone e promuove idee concrete di sviluppo e nuovi modelli di lavoro (cogestione delle imprese).

Alessio Andrej Caperna                                             

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

    

 

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