lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Scrive Manfredi Villani:
Psi e liberal-socialismo
Pubblicato il 21-09-2015


L’ultimo editoriale di Riccardo Nencini ha evidenziato la necessità di ridefinire rapidamente la strategia politica di una sinistra europea partendo proprio dall’Italia. I commenti all’articolo sono stati vari e qualificati. Il mio commento è stato rivolto alla prossima Conferenza Programmatica del PSI. Si chiede di introdurre in primis un progetto di convergenza centripeda di governo delle forze liberal-socialiste imboscate in Forza Italia e nel PD mediante il tesseramento nel PSI di codesti compagni ed amici sensibili al socialismo democratico, laico e cattolico. PSI e lberalsocialismo non sono antitetici.

Siamo consci del parallelismo politico del socialismo del PSI ed il socialismo liberale. Parallelismo che è ispirato sia dall’insieme delle teorie filosofiche ed economiche scaturite dai movimenti e sistemi politico-sociali che si propongono il controllo collettivo dei processi sociali, facendo prevalere l’interesse e il bene comune sugli interessi privati; sia dalla teoria filosofica che si fonda sulla difesa dei diritti di libertà, rifiutando la dittatura del proletariato e l’autoritarismo del socialismo marxista e leninista. Entrambe sono teorie che si prefiggono la conservazione della proprietà privata dei mezzi di produzione ed avversano la furbocrazia (governo dei furbi). Si vuole progettare il futuro di una società più libera e più autonoma tesa a realizzare la cosiddetta ‘economunione’ proprio per democratizzare la democrazia italiana ed europea.

Dobbiamo impegnarci per ricostruire un Paese migliore scuotendo le coscienze e dare nuova linfa vitale agli italiani per conquistare prestigio in Europa. Non guasta rievocare un recente assunto di Roberto Bartolomucci: la forza dei valori condivisi guidi sempre il nostro agire e per non sprecare il nostro tempo usiamolo per crescere e non perire. Chiudo con il ricordo di alcuni concetti espressi da Ugo Intini nel suo libro “I Socialisti” stampato nel novembre 1996: nell’ultimo secolo, non esiste conquista sociale e di libertà alla quale i socialisti non abbiamo dato il loro contributo. Riappropriamoci della nostra storia, soprattutto raccontandola ai giovani, è la premessa indispensabile per la ricostruzione di un partito socialista. Aggiungo il suggerimento di rileggere il mio articolo dello scorso luglio.

Manfredi Villani

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Commenti all'articolo
  1. Accettare il libero mercato, rifiutare la dittatura del proletariato, rifiutare il leninismo e il comunismo secondo Engels per un socialista sono delle ovvietà. Non sono delle ovvietà, però, sotto la parola socialismo liberale nascondere il liberalismo e il liberismo perché a quel punto anzi direi a questo punto la “GIUSTIZIA SOCIALE” diventa la “chimera” e in qualche caso ci giochiamo anche la libertà. Il partito della nazione e l’italicum ci porteranno a trasformare l’Italia nella Germania dell’est 1960. Che ne pensano i liberalsocialisti che ogni giorno fanno i “peana” a renzi.

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