mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Senza IMU e Tasi, guai per il Sud
Pubblicato il 15-09-2015


L’abolizione di IMU e Tasi sulla prima casa, annunciato in questo periodo dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi, porterebbe al collasso totale tantissimi Comuni del nostro Paese, ma soprattutto ne risentirebbero quelli del Sud .

Su tale problema è intervenuto Il presidente di Anci Campania Giosy Romano (sindaco del comune di Brusciano) che in una sua dichiarazione ha stimato e quantificato , in caso di soppressione delle tasse locali che gravano sugli immobili, un danno di 2,3 miliardi di euro per i soli Comuni Campani.

Analizzando attentamente tali dati si apre innanzi a noi una situazione assolutamente drammatica.

Come primo scenario possiamo solo pronosticare una riduzione dei servizi essenziali ed indispensabili di cui ne beneficiano i cittadini, come secondo una situazione di dissesto finanziario per molti Comuni Italiani.

Gli enti locali , da parte loro, per tutelarsi e garantire i servizi ordinari per la guida di una comunità, saranno costretti ad un aumento della tassazione sugli altri immobili attraverso una Local Tax.

La Local Tax sarà una vera e propria patrimoniale locale e sarà calcolata , dagli enti, per garantire i fondi necessari per il commercio, per la polizia locale, per la sicurezza urbana, per la manutenzione degli edifici , delle strade , del verde pubblico, per garantire i servizi di mobilità e trasporto urbano e soprattutto per garantire i servizi socio-assistenziali necessari.

In tutti Paesi della Comunità Europea esiste un sistema di tassazione degli immobili che, se è anche molto meno complessa della nostra, garantisce i servizi necessari ai cittadini .

Germania Tassa fondiaria: i comuni applicano un’imposta sul possesso di immobili basato sul valore catastale (multiplo valore locativo); le aliquote variano in ogni comune ed in ogni Bundesland a seconda dell’utilizzazione del bene (aliquote base 0,35%).

Tassa di proprietà: varia da città a città (tra 150 e 300 euro per appartamento).

Oneri urbanistici-tasse locali: da 0,75 a 1,5 euro per metro quadrato.

Francia Tax fonciere: è dovuta dal proprietario dell’abitazione; la base imponibile è pari al 50% del valore locativo; l’aliquota varia a seconda della regione.

Impot de solidaritè sur la fortune (Isf) sui patrimoni netti posseduti superiori a 800.000 euro (aliquota tra lo 0,5% e l’1,50%).

Tax d’habitation: è dovuta dall’inquilino dell’immobile; l’aliquota è variabile a seconda della regione di residenza.

Spagna Impuesto sobre Bienes Immeubles (Ibi): è dovuta dal proprietario con un’aliquota di solito pari allo 0,50% del valore catastale per le proprietà urbane e 0,30% per le proprietà agricole da applicare al valore catastale (pari a circa il 70% del valore di mercato).

Regno Unito Council Tax: è un’imposta locale; esistono otto classi di appartenenza per ogni immobile; l’aliquota varia a seconda della regione (da 1,2% a 3,5%).

Questa descrizione sintetica delle varie tipologie di tassazione degli immobili nei maggiori Paesi Europei, illustra la semplicità della loro fiscalità locale.

Semplificazione, di questo ha bisogno oggi l’Italia semplificare per dare servizi e non creare nuove patrimoniali per evitare la scomparsa dei Comuni.

Francesco Brancaccio

 

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