domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Serie tv. In arrivo
‘Grand Hotel Paradiso’,
tra misteri e intrighi
Pubblicato il 09-09-2015


grand-hotelEugenio Franceschini e Valentina Bellé protagonisti. Nel cast anche Emanuela Grimalda, Andrea Bosca, Federica De Cola, Ugo Dighiero, Marion Mitterhammer.

Su Rai Uno con settembre ricomincia la nuova stagione delle serie tv avvincenti. Dopo ‘Velvet’ e il film di successo ‘Grand Budapest Hotel’, che ha ricevuto ben nove candidature agli Oscar 2015, arriva la serie ‘Grand Hotel Paradiso’. Quest’ultima unisce i due filoni lanciati dai già citati prodotti cinematografici, aggiungendo un tono ancor più entusiasmante e concitato se possibile, che si tinge di un giallo poliziesco molto intrigato, fornito soprattutto dalle vicende personali segrete che animano i rapporti tra i protagonisti.

L’ambientazione è la stessa di ‘Grand Budapest Hotel’: un hotel di prestigio dove il rigore e il lusso sono la principale regola da rispettare; e se appunto la regola cardine è rispettare le regole, dietro l’apparente formalismo e compostezza dei concièrge, della servitù e della dirigenza, si celano loschi lati oscuri da svelare. Ogni personaggio ha una propria vita privata che si va ad intrecciare con quella degli altri protagonisti, sulla base di più di un giallo da risolvere. Proprio come avvenne in Velvet, in cui ci si muoveva tra intrighi amorosi e problemi da risolvere a non finire, il privato si unisce alla vita dell’hotel. Qui c’è ancora più giallo e ancora più poliziesco sulla linea de “La Dama Velata”.

L’interesse personale ed economico, l’arrivismo di chi è senza scrupoli complica una situazione tormentata fino a far diventare questo “paradiso”, come cita il nome dell’albergo di lusso, un inferno che si tinge di sangue. Una cameriera dell’albergo, Caterina, scompare e viene trovata la sua divisa macchiata di sangue; una prostituta, Jiji, viene trovata morta sulle sponde del lago circostante. L’interesse privato ed economico, il profitto che spesso acceca e tende a sopraffare il bene comune e soprattutto l’importanza di rispettare il proprio ruolo. Il continuo contrasto e tormento che nasce da scelte dettate dall’obbligo morale, da ciò che è giusto, e quelle più istintive che spingono in direzione opposta sulla pulsione dei sentimenti. Debiti da saldare, un bene immobile quale un albergo da mantenere, verità oscure da mascherare e celare, con armi del delitto ritrovate che diventano mezzi fuorvianti per depistare e incolpare innocenti. Difficile compiere questa sorta di scelte, ma di sicuro domina la volontà di far prevalere la verità, la ricerca e il riscontro di essa. Tutto questo è alla base di “Grand Hotel paradiso” dove quello che conta è solo scoprire la verità. In questo la coppia dei protagonisti che guida tale ricerca è quella di Pietro Neri (Eugenio Franceschini, che già abbiamo imparato a conoscere ed apprezzare in ”Fango e gloria”, che lo ha reso noto al grande pubblico) e di Adele Alibrandi (la giovane 23enne esordiente nelle fiction, ma molto in gamba, Valentina Bellè). Il primo è fratello della scomparsa Caterina (Federica De Cola) e si fa assumere per scoprire cosa le sia successo.

La seconda è la figlia della proprietaria dell’albergo Donna Vittoria (Marion Mitterhammer), che la destina in sposa a Marco Testa (Andrea Bosca, che abbiamo visto ne “La Dama Velata” in un ruolo simile), per saldare i debiti di famiglia. Ma lei si innamorerà di Pietro. Ad arricchire il cast anche Emanuela Grimalda (la Ave de “Un medico in famiglia”), nei panni di Rosa, governante a capo del personale femminile. E poi, sempre da “Un medico in famiglia”, Ugo Dighero, nel ruolo dell’ispettore Venezia che indaga su questi gialli oscuri. E le sue indagini andranno avanti per altre quattro puntate. Le prime due sono andate in onda il primo e il 2 settembre scorsi. È stato definito dallo stesso regista Luca Ribuori, “un melodramma moderno e un noir”, in cui predomina “il lato oscuro dei sentimenti”, che fa sì che il Grand Hotel diventi “teatro di forti passioni, intrighi e mistero”. A sostegno di tutto questo, i paesaggi e lo sfondo di Bels e della Provincia Autonoma di Bolzano. Ancora una volta, poi, la produzione televisiva di Cattleya, in collaborazione con Rai Fiction e in coproduzione con Beta Film, sceglie di attualizzare una storia in costume per aggiungere più pathos e mistero ad una trama avvincente quanto surreale ed assurda per gli intrighi e i risvolti inediti che assume. Scegliendo per di più un albergo che è quasi una residenza reale, in quanto una delle mete più ambite dall’aristocrazia austro-ungarica nel primo Novecento.

Barbara Conti 

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