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Opinioni e commenti
 

Sorpresa di fine estate: salgono Pil e occupazione
Pubblicato il 01-09-2015


A sorpresa l’economia cresce nel secondo trimestre e migliora il dato sulla disoccupazione a luglio. Infatti secondo l’Istat il prodotto interno lordo è aumentato dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e dello 0,7% nei confronti del secondo trimestre del 2014, più della stima preliminare diffusa lo scorso 14 agosto che aveva rilevato una crescita congiunturale dello 0,2% e tendenziale dello 0,5%. Sul fronte lavoro, per l’Istituto di Statistica, la stima dei disoccupati è diminuita del 4,4% (-143 mila) su base mensile a luglio e dopo la crescita degli ultimi due mesi, il tasso di disoccupazione è calato di 0,5 punti percentuali, arrivando al 12,0% ai minimi da luglio 2013. Nei dodici mesi la disoccupazione è diminuita del 6,6% (-217 mila persone in cerca di lavoro) e il tasso di disoccupazione di 0,9 punti.

Occupazione-aumento-IstatIl doppio dato fa esultare il governo con Matteo Renzi che scrive su twitter: “Cresce il Pil, crescono gli occupati, meno disoccupazione. Le riforme servono”. Per Renzi “è fondamentale che ognuno di noi dia una mano perché l’Italia ricominci a crescere, cosa che negli ultimi anni purtroppo non ha fatto, sembrava che l’Italia avesse bucato una ruota o fosse caduta in una discesa. Gli altri paesi europei andavano più forte, non siamo ancora maglia rosa, ma siamo tornati nel gruppo grazie alle riforme che stiamo facendo. Io non mi accontento, voglio che l’Italia sia maglia rosa”, aggiunge”. Commenta positivamente anche il Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, che rivendicando che la crescita del Pil acquisita per quest’anno è dello 0,6%, una previsione “già vicina alla nostra stima per l’anno (+0,7%). Padoan aggiunge che “con stime ragionevoli e affidabili, le finanze pubbliche sono sotto controllo e ci permettono di dare respiro alla ripresa”. Con l’economia in crescita e la disoccupazione in calo, continua Padoan, bisogna “consolidare e accelerare, ma la direzione è giusta”. “I dati sulla disoccupazione di oggi ci dicono che stiamo andando nella direzione giusta: ora dobbiamo accelerare”, aggiunge il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti. “I numeri del lavoro confermano l’avvio della ripresa economica certificato da indici come l’incremento del Pil, la riduzione dell’utilizzo della cassa integrazione e la crescita della fiducia dei consumatori”, aggiunge.

Freddo il numero uno di Confindustria, secondo cui il dato non è lo specchio vero di una inversione di tendenza: la crescita dello 0,3% del Pil nel secondo trimestre dell’anno “non basta”, dice Giorgio Squinzi, e non è merito del Paese ma di fattori esterni. “Una crescita del Pil dello 0,3% non basta. Non è merito nostro, ma è dovuta solo al dimezzamento del prezzo del petrolio, al rafforzamento del dollaro e al quantitive easing della Bce. Non abbiamo fatto le pulizie interne – ha proseguito Squinzi – abbiamo bisogno di fare le riforme per far ripartire il Paese come si merita”. Allo stesso tempo il presidente di Confindustria si augura che questi dati siano portino all’avvio di “una vera ripresa”: “Sono dati sicuramente positivi, che vanno nella direzione giusta. L’unica speranza è che ci sia una conferma nei mesi successivi, perché abbiamo visto finora che un mese positivo e un altro è negativo”.

Se da un lato i commenti dei sindacati sono positivi, dall’altra invitano ad evitare i trionfalismi. “Una diminuzione della disoccupazione è un fatto positivo che va guardato attentamente per capire come e dove intervenire per rafforzare una tendenza che è ancora, purtroppo, marginale rispetto alle reali esigenze del Paese” dice il leader della Cgil Susanna Camusso che non risparmia critiche per Renzi e Squinzi: “Oggi siamo al colmo di un presidente del Consiglio che vanta i risultati già raggiunti e superati da Monti prima e da Letta poi, e di un presidente di Confindustria che si domanda come mai la crescita sia così bassa. Avevano tutti raccontato tutt’altra storia: il presidente di Confindustria che in cambio della libertà di licenziamento assicurava copiosi investimenti e assunzioni in massa, mentre il Presidente del Consiglio assicurava il mondo che le sue riforme avrebbero garantito un’imprenditoria dinamica, innovativa, capace di dare lavoro e prospettive di crescita”. “Se tornassero coi piedi per terra e la smettessero con la propaganda – conclude il segretario della Cgil – il Paese potrebbe cogliere le opportunità che sembrano prospettarsi.

Anche per il Segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan si tratta di dati ” incoraggianti” ma “è ancora presto per farci cantare vittoria”. Dalla Uil il segretario generale Carmelo Barbagallo, afferma che le statistiche su occupazione e disoccupazione dell’Istat “una realtà che gà appare in tutta la sua evidenza: il crescente divario tra il Nord e il Sud del nostro Paese. E’ interesse di tutti che nel Sud si realizzino vere opportunità di crescita, perché altrimenti il Paese nel suo insieme rischia di perdere l’appuntamento con una possibile ripresa”. E aggiunge che il prossimo 17 settembre a Bari l’Assemblea nazionale della Uil “fara’ alcune proposte concrete su Sud, contratti e sviluppo per dare un contributo di idee alla soluzione di questo problema sociale ed economico”.

Ginevra Matiz

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