sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Spegniamo i fuochi.
Gigi D’Alessio canta
per la ‘Terra dei Fuochi’
Pubblicato il 29-09-2015


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Circa 200mila i fan accorsi a piazza Carlo III alla Reggia di Caserta per il concerto benefico di Gigi D’Alessio, organizzato dalle acque della salute Rocchetta e Uliveto. A scopo benefico, si sono volute far diventare protagoniste le cosiddette “terre dei fuochi” di un impegno civile, sociale, umanitario, lanciando anche un importante messaggio ambientale. Tutto questo è ben spiegato nel sottotitolo #spegniamoifuochi. L’evento si è tenuto lo scorso 6 settembre, ma La7 lo ha trasmesso ieri sera, 27 settembre, in prima serata. Interamente gratuito, rientrava in un progetto partito lo scorso 31 dicembre, in occasione del concerto di Capodanno, in cui fu lanciato un sms solidale per avviare una raccolta fondi destinati alla ristrutturazione del Pronto Soccorso del presidio ospedaliero pediatrico Santobono-Pausilipon di Napoli. Finora erano stati ricavati circa 80mila euro, ma ne occorrevano almeno altri 150mila per completare i lavori.

A questo si è aggiunto l’altro scopo rilevante di acquistare un’ambulanza neonatale per l’ospedale S. Anna e S. Sebastiano di Caserta. Qui è entrato in gioco l’intervento delle “acque della salute”: infatti l’azienda produttrice delle stesse ha deciso di devolvere alla duplice causa 30 centesimi per ogni fardello di Uliveto e Rocchetta da un litro e mezzo venduto in Campania. “E tutti potranno controllare la raccolta fondi online. Sarà un aiuto oltre tutto quello che farà lo Stato”, ha garantito D’Alessio alla presentatrice della serata, la giornalista Tiziana Panella. La location per il concerto ha permesso poi di mirare a far sorridere chi ha bisogno e queste terre, che versano in condizioni difficili e che sono molto a rischio; tra l’altro il tastierista della band di Gigi è proprio di Caserta. Territori dall’enorme ricchezza, che si sta man mano perdendo, un fascino che viene distrutto giorno per giorno nel silenzio dell’omertà; che porta dolore, amarezza, e un po’ di rancore e rabbia per un profondo senso di ingiustizia, all’origine della canzone “Malaterra” di D’Alessio di questo 2015, che vuole essere all’insegna dell’attivismo e non dell’indifferenza; ed arrangiata dall’eccellente maestro Adriano Pennino.

Dopo l’impegno lanciato lo scorso dicembre, infatti, Gigi D’Alessio si è improntato giornalista ed ha filmato un documentario che attesta la grave situazione locale. Una testimonianza di impegno civile che gli va riconosciuta e che ha dato una garanzia di serietà che ha convinto molti altri artisti a partecipare all’evento. Un vero successo e uno spettacolo che sono stati soprattutto i fans a realizzare. Aperto con “Prima o poi”, nel mezzo non è potuta mancare “Non mollare mai” perché “noi non molliamo mai”, ha esortato D’Alessio. La conclusione è stata affidata, giustamente, a “Ora”, dedicata al suo pubblico di seguaci che hanno fatto sentire fortemente la loro presenza. La determinazione di Gigi è stata chiara sin da subito, a cominciare dalla scritta sulla maglia che ha indossato per tutta la serata: “Choise is mine”, “la scelta è mia”, invitando a prendere decisioni per la realtà che ci circonda, ad impegnarsi, ad attivarsi, a fare qualcosa di significativo. Insieme si può. Infatti i fan sono accorsi da tutte le parti d’Italia: su un palloncino di alcuni sostenitori del cantante napoletano c’era scritto “Dalla Sicilia solo per te”. Quando cause del genere chiamano, impossibile non rispondere. Così sul palco sono saliti due amici storici del cantante napoletano: Gigi Finizio (che ha cantato “Quanti amori” con D’Alessio) e Sal Da Vinci (che ha interpretato anche il testo che portò a Sanremo nel 2009 “Non riesco a farti innamorare” e “Tu si ‘na cosa grande”).

I tre poi, nel finale, hanno cantato insieme “Napule”, un giusto tributo a una città meravigliosa con un omaggio a Lucio Dalla proiettato alle loro spalle. Infatti, se la parte iniziale è stata caratterizzata da tutti i maggiori successi di D’Alessio, nella parte conclusiva l’hanno fatta da padrona brani storici in napoletano; nonostante fossero in dialetto: non era prioritario che tutti comprendessero per intero le parole, perché l’importante era sentire la passione che ci mettevano artisti come i tre appena citati o come Valentina Stella. Gigi, però, ha voluto dare spazio anche ai giovani talenti emergenti. Sul palco, infatti, si sono potuti esibire anche Vania (direttamente da “Ti lascio una canzone”), Mariano Bruno e il rapper Clementino. Per i saluti terminali è arrivata anche Anna Tatangelo, che si è esibita con Gigi in “Un nuovo bacio”, per poi eseguire “Libera”, scritta per lei da Kekko dei Modà: il brano di Francesco Silvestre, come si ricorderà, che ha presentato allo scorso Sanremo; ma ha voluto regalare al pubblico anche un altro suo successo sanremese: “Ragazza di periferia”, scritto da Vincenzo D’Agostino e composto da Gigi e da Adriano Pennino; lo portò al Festival del 2005, classificandosi terzo nella categoria “Donne”. Per loro panoramica dal cellulare coi fans. Ma, a proposito di supporters, due fans un po’ scalmanati hanno dato un leggero scompiglio, piombando all’improvviso sul palco per fare una foto e un selfie con D’Alessio, mentre stava cantando.

E d’altronde uno scenario meraviglioso del genere forse non si era mai visto prima. Uno spettacolo che sono stati proprio i fans a regalare. Luci dei telefonini accese, cori di voci che hanno cantato a memoria i testi dei brani,quasi a stringersi in un unico abbraccio. E Gigi D’Alessio a guardare ammirato in silenzio estasiato quello che si potrebbe definire un concerto del pubblico. Come mai era avvenuto forse in precedenza, si sono viste mani tese al cielo, braccia distese per scattare foto, filmati e selfie, occhi lucidi e sorrisi commossi tra i fan in delirio con fasce alla fronte. Il cantante li ha ringraziati dicendo: “siete voi la risposta”, alla mobilitazione necessaria per cambiare, al bisogno e alle necessità di questa terra dei fuochi; questa è “una festa di inizio per fare sempre meglio. Si deve partire da qui, da chi è nato in questo posto”. Per questo, per la prima volta, anche la pubblicità e le interruzioni per i messaggi promozionali sono state gradite ed utili durante la trasmissione del concerto; perché si è potuto, mandando in onda quelle delle acque della salute, ricordare questo importante impegno per cui ci si stava prodigando con convinzione e determinazione. Un ulteriore contributo lo hanno dato le testimonianze di Aurora, una bimba malata; di Annamaria Minicucci, presidente della Fondazione Santobono-Pausilipon; e del dirigente medico, dott. Attilio Romano: direttore U.O.C. assistenza neonatale dell’azienda ospedaliera Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta. L’obiettivo è l’ottimizzazione di queste strutture portanti per la salute della gente e per tutta la sanità locale.

Barbara Conti 

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