domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Trivellazioni. Regioni pronte
a referendum abrogativo
Pubblicato il 29-09-2015


Trivelle-petrolio-AdriaticoSono dieci i Consigli Regionali che hanno approvato le delibere per promuovere il referendum abrogativo contro alcune norme – tra cui l’articolo 38 quello che regola le trivellazioni – inserite nel decreto cosiddetto ‘Sblocca Italia’ che consentono e facilitano la ricerca e le estrazioni di idrocarburi sia in mare che sulla terraferma. Raggiunto e superato, dunque, il quorum previsto dall’articolo 75 della Costituzione per indire una consultazione popolare. A renderlo noto è la Conferenza dei Presidenti dei Consigli regionali, sollecitati anche dalle proteste dei cittadini e delle associazioni ambientaliste, tra cui Legambiente che recentemente ha lanciato la petizione #StopOilAirgun. 

LE REGIONI – Da Nord a Sud, le Regioni che hanno deliberato a favore dei quesiti in materia del decreto legge sono Basilicata, Marche, Puglia, Sardegna, Abruzzo, Veneto, Calabria, Liguria, Campania e Molise. Domani – 30 settembre – i delegati regionali depositeranno in Corte Suprema di Cassazione la documentazione composta da sei quesiti: il primo concerne l’articolo 35 del Decreto Sviluppo, e altri cinque in materia di procedimento introdotto dal decreto ‘Sblocca Italia’; dei quali tre sull’articolo 38 (quello sulle trivellazioni), uno sul decreto Semplificazioni del 2012 e uno sulla legge n. 239 del 2004 che al dl ‘Sblocca Italia’ comunque si ricollega.

LA TECNICA DELL’AIR GUN – La questione delle trivellazioni in mare (la cosiddetta tecnica dell’air gun che consiste nel rilascio di aria compressa che –  producendo una bolla che si propaga nell’acqua – genera onde a bassa frequenza, ndr) è tornata al centro del dibattito dopo che l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) – nel maggio 2012 – aveva rilevato i problemi legati a questa tecnica, considerata altamente nociva per l’ecosistema marino. Recentemente il tema dell’air gun è stato inoltre al centro del dibattito parlamentare durante l’iter di approvazione della legge n.68 del 19 maggio 2015 sugli ecoreati. Ora la decisione finale potrebbe spettare ai cittadini italiani.

Silvia Sequi 

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