sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

In mostra a Roma
il poeta dell’immagine
Pubblicato il 09-09-2015


TruffautTra i grandi registi della storia del cinema, François Truffaut è stato il solo a trasporre sul grande schermo la sua vita e le passioni che lo hanno animato, prima fra tutte quella per il cinema, raccontata esplicitamente ne “I 400 colpi” e in “Effetto notte”. Il suo stile inconfondibile nasce dal continuo confronto con i classici del passato, reinventati secondo una poetica personale fondata su grandi amori: quella per i libri in “Farheneit 451”, per il teatro in “L’ultimo metro” e non ultima quella per le donne proprio nel film “L’uomo che amava le donne”.

La Casa del Cinema rende omaggio al grande regista francese con la mostra, ideata da Cecilia Di Stefano e curata da Giulio D’Ascenzo e Elisabetta Centore, Francois Truffaut poeta dell’immagine – presentata dall’Associazione & Compagnia Teatroantico – aperta al pubblico dall’8 settembre all’11 ottobre accompagnata da una rassegna cinematografica dei suoi capolavori dall’8 al 27 settembre.

François Truffaut e Françoise Dorleac

François Truffaut e Françoise Dorleac

Figlio di una segretaria e di un architetto, che lo riconosce solo dopo due anni dalla sua nascita, Francois Truffaut è stata una delle voci più imponenti del cinema francese. Egli fu uno dei creatori della Nouvelle Vaugue, primo movimento cinematografico a documentare l’immediatezza dell’avvenire, nel momento stesso in cui essa prende vita.

In mostra foto di scena originali dei suoi film, brochure, manifesti, riviste e fotobuste italiane, francesi, inglesi, americane. Le testimonianze raccolte nella mostra confermano la radice autobiografica da cui nascono le storie del regista francese, a partire da frammenti di esistenza che attinge senza dubbio dalla propria esperienza, da quella degli amici, dai giornali e dai libri.

Truffaut

Truffaut-L‘enfant Sauvage

Al centro della sua ricerca estetica è lo spettatore, che bisogna incuriosire, stupire, avvicinare e commuovere, tenendo sempre presente la lezione dei cineasti del passato, detentori di un segreto perduto la cui nostalgia lo tormentava. Il suo successo consiste nell’aver saputo riprodurre tale segreto nei suoi film, appassionando in tutto il mondo, spettatori di ogni nazionalità, di ogni età e di ogni cultura.

La mostra, inoltre, si avvale della supervisione artistica di uno dei più noti critici cinematografici italiani: Vittorio Giacci che aiuterà il pubblico a comprendere meglio la singolarità del lavori di Truffaut che, con una macchina da presa e poco altro di più, ha trasformato il cinema in un diario intimo e sincero di quella che era la nuova generazione del dopoguerra, confermando la sua abile conoscenza dell’ animo umano.

Gioia Cherubini

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