domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Tutelare le eccellenze
e il ‘Made in Italy’
Pubblicato il 25-09-2015


agroalimentareIl dibattito sul settore agroalimentare meridionale è sempre di forte attualità; esso è uno degli elementi di traino dell’economia del territorio ed è costantemente sotto la lente degli organismi di governo europei, nazionali e regionali. Il sistema agroalimentare in Italia ed in particolare nel Mezzogiorno, presenta un’importante dimensione quantitativa, in termini di produzione, valore aggiunto e occupazione, anche se permangono forti squilibri a livello territoriale: Nel Nord si concentra circa il 72 % del fatturato, mentre nel centro e nel sud incidono ciascuno per appena il 14% del fatturato totale nazionale.

Stesso ordine di grandezza si mostrano le esportazioni. Il peso economico dell’agricoltura e dell’industria della trasformazione alimentare è tuttavia superiore nel Meridione rispetto al resto dell’Italia, nell’ambito del Sud le prime tre regioni , in termini di valore della produzione , sono la Campania, la Puglia e la Sicilia, che insieme rappresentano 80% della produzione della circoscrizione. La struttura del settore agroalimentare meridionale è prevalentemente composta da medie e piccole imprese che devono confrontarsi con  sfide concorrenziali sempre più accese ed agguerrite soprattutto dopo scelte politiche da parte della Ue che spesso  navigano contro il nostro Paese (come ad esempio la liberazione dei mercati come nel caso dell’accordo con il Marocco e la Ue) o ancora peggio spesso si trovano a combattere attacchi mediatici o di cattive e false informazione.

Senza un’Italia forte in Europa sono a rischio anche i tanti prodotti Dop e Igp nazionali, sempre più oggetto di frodi e contraffazioni (in particolare all’estero). Carlo Sangalli, presidente nazionale di Confcommercio, ha sottolineato in una nota ufficiale, come l’agroalimentare sia una delle eccellenze del made in Italy. I nostri prodotti sono noti e diffusi ma, proprio per questo, sono anche i più contraffatti, con danni gravissimi alle imprese e rischi anche per la sicurezza dei consumatori”. Quindi, “serve un supplemento di impegno anche a livello europeo per contrastarle nuove forme di Ecomafia e questi fenomeni”. Del resto, ha insistito il presidente di Confcommercio, “proteggere i prodotti italiani significa anche salvaguardare imprese e occupazione. Da una nostra ricerca, i prodotti contraffatti sottraggono 17,2 miliardi di euro al nostro terziario, mettendo a rischio 70.000 imprese regolari e 185.000 posti di lavoro.

Proprio sul fenomeno Ecomafia, Legambiente ha realizzato, come ogni anno,  la fotografia sull’illegalità ambientale con il suo “Rapporto sugli eco-crimini in Italia per il 2015” che sinteticamente andremo ad illustrare ed analizzare. Crescono i guadagni delle Ecomafie rispetto al 2014: l’introito è stato di 22 mld di euro, con un incremento di 7 mld rispetto al 2013. I reati accertati sono stati 29.293, cioè circa 80 al giorno, quasi 4 ogni ora. La fotografia sull’illegalità ambientale scattata dal nuovo rapporto Ecomafia di Legambiente. Nel report si segnala un aumento delle infrazioni nel settore dei rifiuti (+26%) e del cemento (+4,3%), per la maggior parte “alimentati dalla corruzione”.

Per quanto riguarda la classifica degli illeciti la Puglia. Il Lazio è invece la prima regione del Centro Italia, la Liguria la prima del Nord mentre la Lombardia è al top per le indagini sulla corruzione. Puglia, Sicilia, Campania e Calabria” la fanno da padrone con più della metà (14.736) del totale delle infrazioni per un totale di 12.732 denunce, 71 arresti e 5.127 sequestri. Il settore più redditizio sembra essere quello agroalimentare con un “fatturato” di 4,3 miliardi per 7.985 illeciti, mentre il racket degli animali colleziona 7.846 reati. Legambiente spera che grazie alla legge sugli ecoreati il 2015 sia, l’anno in cui le ecomafie e l’ecocriminalità cominceranno ad essere contrastati con gli strumenti repressivi adeguati e per tale motivo si prevederanno un minor numero di reati.

Francesco Brancaccio

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