domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Una lista per Roma
con tre proposte
Pubblicato il 28-09-2015


Roma CapitaleLa proposta che abbiamo lanciato di lavorare alla costruzione di una lista civica e socialista per Roma – in vista di un sempre possibile showdown elettorale – raccoglie adesioni e attenzioni, ma non può essere sganciata dalla definizione di contenuti programmatici di ampio respiro che tocchino le strategie di sviluppo della città metropolitana, i suoi profili istituzionali e gli evidenti intrecci con gli attuali assetti di Roma capitale. Le politiche per l’ambiente, il social housing, lo sviluppo economico, la mobilità, riguardano i fattori di competitività del “sistema territoriale Roma”, la sua attrattività sul piano internazionale e quindi il posto che riuscirà ad occupare sullo scenario globale;

Sono temi che abbiamo già affrontato nel convegno dello scorso febbraio su
“Roma città smart” e che per essere affrontati richiedono istituzioni efficienti e adeguate, dotate della necessaria dimensione e massa critica tale da poter contenere quanto più possibile le interrelazioni strutturali e funzionali della mobilità, del lavoro e dei processi di innovazione dell’area metropolitana romana. Basti ricordare che il solo Lazio rappresenta il 10,8 % del PIL e che nelle dieci città metropolitane italiane si genera il 38% del PIL nazionale.

Tuttavia ancora oggi non esiste una politica per le città, una vera agenda urbana che ad esempio definisca metodi, obiettivi e risorse finanziarie per raggiungerli, a partire da quelle, pur rilevanti, della nuova programmazione comunitaria. Roma, schiacciata dalle emergenze e da una crisi che coinvolge e impoverisce lo stesso tessuto sociale della città, soffre particolarmente di questa carenza progettuale e di visione dalla quale dipendono le occasioni di sviluppo economico e sociale.

Un primo punto – a mio giudizio il più improntante – riguarda una questione di metodo,che però si trasforma subito in sostanza, e attiene alla costruzione delle politiche pubbliche, alla coalizione di attori sociali che devono sostenerle, agli obiettivi, ai mezzi finanziari e alla traduzione di tali obiettivi in piani e atti di governo. Lo strumento si chiama in questo caso “pianificazione strategica” (da non confondere con roba tipo Gosplan sovietico ) che non a caso è tra le funzioni fondamentali delle città metropolitane. Si tratta di uno strumento di mobilitazione e di partecipazione di tutti i soggetti economici e sociali attorno alla costruzione di politiche pubbliche condivise per programmare strategicamente lo sviluppo urbano.

Il piano strategico è lo strumento più innovativo impiegato dalle città più dinamiche in Europa e ne ha accompagnato le più profonde trasformazioni economiche, sociali e ambientali, costruendo la città metropolitana reale prima ancora di quella istituzionale. Basta guardare a città come Barcellona, che attraverso la pianificazione strategica è diventata un’area tra le più dinamiche d’Europa. O all’esperienza di Torino, giunta al suo terzo piano strategico, che ha riconvertito radicalmente la sua dipendenza produttiva incentrata sulla Fiat reinventandosi città di terziario avanzato, di servizio, di turismo, di musei, proprio attraverso lo strumento della pianificazione strategica. Il piano strategico non è la panacea ma un metodo di lavoro, un “work in progress” partecipativo.

Allora , piuttosto che negoziare nelle stanze del potere con i pezzi forti del potere economico romano, siano essi i costruttori piuttosto che i cooperatori, si facciano emergere con trasparenza le energie migliori. Lo diciamo a Marino:si chiamino gli imprenditori, i sindacati, il terzo settore, i piccoli artigiani, le forze della cultura, i manager pubblici e si chieda loro: che idea avete di questa città, quali obiettivi vogliamo ragionevolmente darci? Qual è il ruolo che ognuno di noi può svolgere per raggiungere questi obiettivi? Con quali strumenti? Poi ognuno faccia la sua parte.

Questo significa selezionare i grandi progetti , le infrastrutture materiali e immateriali su cui puntare prioritariamente e concentrare prioritariamente le risorse, che nella crisi della finanza pubblica e ( vedi l’enorme deficit strutturale del sistema Comune di Roma ) e dal “fiscal compact” non possono che essere anche risorse di partner privati.

Il piano strategico è infatti il luogo dove le azioni e i progetti, seppure elaborati e pensati da un’altra parte,trovano un momento di condivisione, una coalizione di attori sociali che li sostiene e una collocazione in un disegno strategico, organizzativo e di messa a punto con la regia del sistema pubblico, al quale compete il ruolo di facilitatore attraverso gli adempimenti urbanistici, di regolazione sociale o economica che gli competono.

Vi sono poi due altre questioni, strettamente connesse e tuttavia concettualmente distinte che riguardano Roma e il suo hinterland. La prima riguarda le competenze del nuovo soggetto città metropolitana, che ha sostituito la vecchia Provincia arricchendosi di nuove funzioni come il coordinamento e la promozione dello sviluppo economico, la strutturazione di sistemi coordinati di servizi pubblici locali, la pianificazione strategica appunto e la programmazione territoriale di area vasta . La seconda questione riguarda invece le funzioni amministrative attualmente attribuite al Comune di Roma in quanto Capitale della Repubblica, che spaziano dai beni culturali e ambientali fino alle fiere e al turismo. Questo intricato rapporto tra città metropolitana e Roma capitale fa oscillare il pendolo dei poteri e delle competenze ora a favore dell’una, ora a favore dell’altra, rendendo complicata la ricerca di un punto di equilibrio soddisfacente. Punto di equilibrio la cui ricerca deve partire da una domanda fondamentale : si è costituita la città metropolitana di Roma? Allora si faccia di questa realtà un soggetto forte e autorevole, in grado di dare un governo unitario e una prospettiva di sviluppo ad una macro area tra le più rilevanti del sistema paese. Quindi, tendenzialmente, Roma capitale e città metropolitana dovranno coincidere in un unico soggetto istituzionale. Questa è la nostra proposta, in grado di superare quella che a tutti gli effetti appare un’aporia, una contraddizione insanabile. L’impressione invece è che nella costruzione della legislazione regionale di attuazione della legge Delrio si privilegino le funzioni di Roma-Comune a discapito della città metropolitana, creando così un sistema squilibrato in cui le funzioni fondamentali della città metropolitana, definite dalla legge nazionale, non trovano un naturale e logico complemento in quelle conferite dalla legislazione regionale, indebolendo un soggetto nato già debole perché privo di una forte legittimazione democratica. Infatti gli organi di governo della città metropolitana, piuttosto ristretti, sono eletti con un complicato meccanismo che coinvolge gli amministratori locali ma non i cittadini. Mentre il Sindaco è di diritto il Sindaco della città capoluogo. Non si capisce perché un milione di cittadini debbano essere rappresentati da un Sindaco che non hanno contribuito ad eleggere. E qui veniamo ad un altro punto di criticità e alla terza proposta: l’elezione diretta del Sindaco della città metropolitana e del Consiglio metropolitano. Un ente con forti e decisivi poteri ci sembra giusto che venga legittimato da una investitura diretta da parte dei cittadini. E’ una questione elementare di democrazia .Tanto più che per fare questo non occorre più rompere l’unità amministrativa del Comune capoluogo, scorporandolo in tanti comuni urbani. Basterà creare, come dice la legge, delle aree amministrative omogenee alle quali ricondurre l’esercizio di particolari funzioni o servizi.

Mettere a sistema risorse pubbliche, quelle derivanti dalla programmazione comunitaria, investimenti privati, creare il consenso. Questo dovrebbe essere il compito di una buona politica per creare una città più coesa e proiettata verso il futuro, ma con una forte legittimazione democratica e un modello istituzionale semplice ed efficiente .

Loreto Del Cimmuto
Segretario federazione romana PSI

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