domenica, 4 dicembre 2016
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Pubblicato il 01-09-2015


Immigrati-Budapest

Accolti nella stazione ferroviaria di Budapest con gas lacrimogeni della polizia ungherese, è questo il benvenuto dato agli immigrati, per la maggioranza profughi provenienti dalla Siria.
Il governo di Budapest, che lunedì aveva permesso ai migranti diretti in Germania di salire sui treni, stamane ha prima chiuso del tutto la stazione, poi l’ha riaperta, ma solo ai non-migranti.
I migranti arrivati in Ungheria sono passati dalla rotta dei Balcani, attraverso la Turchia, il Mar Egeo e la Grecia, la Macedonia e la Serbia, riuscendo a entrare nel Paese nonostante una barriera di 175 chilometri costruita nel mese di agosto lungo il confine con la Serbia. Il ministro della Difesa ungherese, Csaba Hende, ha annunciato oggi in Parlamento l’invio di 3000-3500 militari sul confine sud del Paese, in sostegno alla polizia.

Il malinteso “merkeliano”
I profughi siriani avevano acquistato i biglietti per la Germania e volevano partire senza registrazione, facendo riferimento alle dichiarazioni della Merkel. Si è arrivati così al caos che ha portato a un doppio cordone degli agenti ungheresi per chiudere le entrate della stazione ferroviaria. Centinaia di profughi furenti hanno allora inscenato una manifestazione di protesta davanti alla stazione, sventolando i biglietti e urlando “Germania, Germania”. Non è ancora chiaro perché l’Ungheria abbia sospeso i controlli ieri, decidendo oggi improvvisamente di riattivarli per chi fosse sprovvisto di visti per l’espatrio. Il portavoce del Governo ungherese ha spiegato che Budapest ha voluto applicare la normativa Ue, il regolamento di Dublino, che richiede agli extracomunitari che vogliano muoversi all’interno dell’area Schengen di aver un passaporto e un visto.

Il dito contro la Cancelliera Merkel
Il vice Premier, Janos Lazar, intervenendo in Parlamento, incolpa la cancelliera tedesca Angela Merkel, che alcuni giorni fa aveva annunciato l’apertura delle frontiere a tutti i profughi siriani. A fargli eco nelle accuse alla Cancelliera anche l’Austria che nella sola giornata di ieri si è vista arrivare nella stazione di Vienna 3.650 migranti, mai così tanti in un solo giorno dall’inizio dell’anno. Il ministro dell’Interno dell’Austria, Johanna Mikl-Leitner, ha chiesto alla Germania di chiarire la sua posizione sulle regole europee relative all’asilo in modo che ai rifugiati in Ungheria non vengano date false speranze: “Ci sono rumors secondo i quali la Germania sta addirittura mandando treni a Budapest per prendere i rifugiati. La cosa più importante è che la Germania informi i rifugiati in Ungheria che gli accordi di Dublino non sono stati sospesi”.

Merkel: “Europa crei centri di accoglienza in Italia e Grecia”
La Cancelliera Angela Merkel risponde alle accuse sottolineando che le regole di Dublino in Europa valgono ancora, in base ai quali i migranti devono chiedere asilo nel primo Paese Ue in cui arrivano, anche se la Germania ha annunciato che di fatto rinuncerà a mandare indietro i siriani in arrivo nel Paese. “Dobbiamo definire quali siano i paesi di origine sicuri, e centri di registrazione devono essere stabiliti in Italia e in Grecia”. Angela Merkel torna ad affrontare la questione profughi, nella conferenza stampa tenuta questa mattina con il premier spagnolo Rajoy. “Coloro che non hanno un diritto di soggiorno devono essere rimandati ai loro paesi d’origine”.

Bobo Craxi: “Si adeguino gli asili alle emergenze umanitarie”
Sulla vicenda che sta generando un vero e proprio caos nel cuore europeo è intervenuto anche Bobo Craxi, ex Sottosegretario agli Affari Esteri con delega ai rapporti con l’ONU: “Il rigore delle regole europee sui migranti come si è visto mal si concilia con le emergenze umanitarie con le quali si deve fare fronte”.
“Penso che il caso Ungherese – precisa Craxi – che si caratterizza per l’inumanità del suo Governo, ci dice che la cooperazione fra i Paesi europei di frontiera o si fa più stretta oppure dietro l’angolo ci ritroveremo il caos e xenofobia”. “Gli appelli italiani – conclude – sono rimasti inascoltati e solo oggi si prendono sul serio le richieste di adeguamento delle regole di accoglienza e di asilo proposti dall’Italia”.

Cresce il numero di immigrati rispetto all’anno scorso
Secondo l’OIM (Organizzazione internazionale per le migrazioni) nei primi otto mesi del 2015, sono 351mila i migranti che hanno intrapreso la via del mare, la maggiorparte per scappare dalle guerre. Nel 2014 invece nello stesso periodo erano stati 219mila gli immigrati sbarcati. L’Oim stima in 235.000 i migranti arrivati in Grecia e in 115mila quelli approdati in Italia. Più di 2.000 sono arrivati in Spagna e un centinaio a Malta.

Strasburgo condanna l’Italia per tre rimpatri nel 2011
I giudici della Corte di Strasburgo hanno condannato l’Italia per violazione dei diritti umani, lo Stato italiano dovrà risarcire 30mila euro per il trattamento riservato a tre immigrati tunisini. I fatti risalgono al 2011, ma ai tre migranti non furono mai comunicate le ragioni della loro detenzione e non venne dato loro alcun modo di appellarsi, i tre tunisini sono stati detenuti senza che alcuna legge lo prevedesse e in condizioni di detenzione profondamente degradanti della dignità umana.
Inoltre la Corte ha stabilito che l’Italia ha violato il divieto alle espulsioni collettive perché ha rimpatriato i tre uomini senza aver prima condotto un’analisi sulla situazione specifica di ciascuno di loro.

A Vienna anche la Polizia sfila a sostegno dei rifugiati
«Essere umani a Vienna- contro l’inumano trattamento dei rifugiati». Sotto questa bandiera almeno 20.000 persone, e tra queste agenti antisommossa in divisa, lunedì hanno sfilato per le vie di Vienna a favore dei diritti dei rifugiati che arrivano a migliaia ogni giorno sul territorio dell’Unione europea. Lo ha riferito la stessa polizia austriaca. Il corteo è partito dalla stazione centrale di Westbannhof, infine i manifestanti si sono fermati dopo tre chilometri davanti alla sede del Parlamento.

Maria Teresa Olivieri

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