lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Unioni civili. La sollecitazione dell’Europarlamento
Pubblicato il 08-09-2015


Unioni civiliNemmeno due mesi fa, la Corte europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo condannava l’Italia per l’assenza del riconoscimento legale delle coppie dello stesso sesso. Oggi arriva la sollecitazione da parte del Parlamento europeo affinché il nostro Paese acceleri sulle unioni civili. Nel frattempo procede il muro contro muro sulla cosiddetta legge Cirinnà, in esame in Commissione Giustizia al Senato. In particolare continua l’ostruzionismo di Area popolare sul testo che intende regolamentare le unioni civili. Enrico Buemi (Psi): «No a compromessi al ribasso». 

EUROPARLAMENTO: ITALIA RICONOSCA UNIONI GAY – L’Europarlamento ha invitato dieci Stati membri, tra cui l’Italia, a “prendere in considerazione” l’accesso a istituti giuridici quali “coabitazione, unione registrata o matrimonio” per le coppie formate da persone dello stesso sesso. La richiesta del Parlamento europeo è inserita nel paragrafo 85 del rapporto sulla Situazione dei diritti fondamentali nella Ue approvato oggi a Strasburgo. Con la risoluzione – proposta dall’europarlamentare del Movimento Cinque Stelle Laura Ferrara – l’Europarlamento chiede anche alla Commissione Ue di «presentare una proposta di normativa ambiziosa che garantisca il riconoscimento mutuo» delle unioni e matrimoni registrati in altri Paesi in modo da «ridurre gli ostacoli amministrativi e giuridici discriminatori che devono affrontare i cittadini» per esercitare il loro diritto alla libera circolazione.

BUEMI (PSI): MENO COMPROMESSI – “Sui diritti dei cittadini, necessaria chiarezza normativa e obiettivi precisi, la ricerca di compromessi al ribasso non aiuta”. Così il senatore Enrico Buemi, capogruppo Psi in Commissione Giustizia. «È evidente che la parificazione delle unioni civili al matrimonio, non in termini morali – ma nei riflessi sulla finanza pubblica che ne deriverebbero, anche per le eventuali strumentalizzazioni per finalità puramente economiche, – rappresenta un problema che deve essere valutato – ha proseguito Buemi – ma ciò non toglie che l’Italia, senza una legge seria sulle unioni omosessuali, rimane fuori dal contesto dei Paesi civili in materia di diritti individuali e di coppia». «Inoltre – conclude l’esponente socialista – rende difficile il confronto l’ostruzionismo diffuso su tutti i punti significativi di una normativa che, comunque, contiene una complessità per le interazioni con altri istituti giuridici fondamentali per i cittadini».

Siria Garneri

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