domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Usa. Ciclone ‘Francesco’
ha lasciato il segno
Pubblicato il 28-09-2015


Papa Francesco-Filadelfia

New York, 28 settembre – Fortune alterne, in questi giorni, per le più importanti cariche religiose del mondo e la loro popolarità. Mentre le paladine de “gli uomini sono tutti uguali” vivono giorni di gloria dopo le dichiarazioni sessiste del Dalai Lama, i conservatori americani sono tutti – come si dice – in fibrillazione per un Papa i cui discorsi sono stati definiti “marxismo puro”. Papa Francesco, la cui visita negli USA si è appena conclusa con l’incontro mondiale delle famiglie a Philadelphia, è passato come un ciclone (come titola anche il ‘New York Post’, che per l’occasione ha cambiato la propria testata in ‘New York Pope’), mettendo in imbarazzo conservatori e repubblicani, che l’hanno definito un “marxista puro” e raccogliendo consensi e acclamazioni aspettate e inaspettate.

Pope FrancisA Philadelphia, dove una folla impazzita lo ha accolto, il Papa ha voluto ricordare il ruolo fondamentale che le donne e i laici avranno nel futuro della Chiesa. Più la visita di una rockstar che di un’autorità religiosa, quella di Papa Francesco, accolto a Central Park da 80,000 persone, 20,000 al Madison Square Garden, dal quale ha detto Messa e introdotto un grande concerto in suo onore. Mentre venerdì il Papa ha tenuto banco alle Nazioni Unite, e il giorno prima al Congresso americano, sabato è stato il turno dei fedeli, che hanno fatto a gara con le alte cariche religiose per aggiudicarsi un selfie con il Papa. Non è certo il primo Papa a recarsi alle Nazioni Unite, Bergoglio, ma è il primo che sia stato chiamato ad aprire l’Assemblea Generale, per di più in un anno speciale per le Nazioni Unite, che segna il 70° dalla fondazione ed il lancio dei ‘Sustainable Development Goals’, gli SDG che vanno a sostituire i vecchi obiettivi del millennio, in scadenza questo mese.

E il Papa è riuscito a dare un’introduzione molto esaustiva ai lavori di questa Assemblea Generale trattando nei suoi più di 30 minuti di discorso, un’enorme varietà di tematiche. Partendo dai nuovi Obiettivi del Millennio, Bergoglio ha parlato di iniquità, immigrazione, tecnologia, narcotraffico, nucleare, corruzione, Isis, riunendoli tutti sotto il grande cappello delle celebrazioni per i 70 anni delle Nazioni Unite. Ma è sceso anche più nello specifico, trattando della riforma dell’ONU e del debito dei Paesi in via di sviluppo, dando al proprio discorso quel sapore innovativo che ha voluto far diventare il suo marchio, l’idea di un Papa che evolve con l’evolvere dei tempi.

papa Francesco-ONU

Dopo il discorso all’ONU, il Papa si è poi recato a ‘Ground Zero’, dove ha voluto fosse organizzato un simbolico incontro con le autorità religiose, al quale hanno partecipato anche i familiari delle vittime dell’11 settembre. Papa Francesco ha voluto utilizzare questa occasione simbolica per sottolineare quanto tutte le religioni debbano lavorare assieme, pur mantenendo le proprie differenze, per un futuro di pace. Il Papa si è poi recato in una scuola di Harlem, a dimostrazione dei diversi volti che il Vaticano ha voluto dare a questo storico viaggio. Qui Bergoglio, accolto come un messia, ha tenuto una sorta di lezione su Martin Luther King, fermandosi ad abbracciare e baciare molti dei bambini presenti, nonostante le proteste degli addetti alla sicurezza.

Un insieme di momenti commoventi, ufficiali, storici quello della visita appena conclusa, che lascia in territorio americano molte forti sensazioni. Bergoglio ha voluto dare alla propria visita un carattere dirompente, per quanto concesso dal proprio ruolo, e la sensazione è che abbia scompaginato molti degli equilibri, anche della corsa alle presidenziali del prossimo anno. Se, infatti, questo Papa si è confermato come figura particolarmente carismatica e gradita alla cosiddetta “gente comune”, ha anche creato non pochi imbarazzi all’interno del partito repubblicano, schierandosi apertamente contro le armi e a favore dei più poveri, in questo regalando gioco facile ai Democratici, e specialmente a Bernie Sanders, il candidato apertamente socialista la cui campagna sta riscuotendo un incredibile, e di certo inaspettato, favore. Una visita, quindi, decisamente di successo, tanto per il Vaticano, che parte sapendo di aver conquistato i cuori di molti fra i potenti e meno potenti, quanto per le autorità locali, che hanno dimostrato di riuscire a gestire una visita tanto complicata in un momento molto particolare, sia politicamente che in termini di sicurezza e che hanno tutte le intenzioni di spendere questa carta importante per le prossime presidenziali.

Costanza Sciubba Caniglia 

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