mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Verso la Conferenza programmatica e il Congresso
Pubblicato il 12-09-2015


Consiglio nazionale 12092015Il segretario del partito Riccardo Nencini ha aperto i lavori del Consiglio nazionale abbozzando quello che potrebbe essere il programma organizzativo dei prossimi mesi. Una conferenza programmatica nazionale a fine ottobre e delle conferenze programmatiche da tenere nelle città dove si andrà al voto. Bisogna decidere se tenere il congresso nazionale prima o dopo le conferenze locali.

Sono, ha sottolineato, impegni importanti perché avvengono in “un quadro politico che sta vorticosamente cambiando”.
Nencini ha poi invitato i compagni a “investire politicamente” la compagna Pia Locatelli nel ruolo di capodelegazione socialista alla Camera, “politicamente prima che formalmente” perché sarà poi l’assemblea dei parlamentari a indicare il nome di chi sostituirà Marco Di Lello che ha scelto di aderire al Partito Democratico.
È bene, ha sottolineato Nencini, che i compagni sappiano che abbiamo un responsabile con nome, cognome e indirizzo, della politica socialista a Montecitorio.

Nencini ha poi passato la parola al presidente del CN, Carlo Vizzini.
Vizzini ha sottolineato la riuscita della Festa e il fatto che ci fossero tanti ospiti importanti con opinioni diverse, anche dentro i rispettivi partiti di appartenenza. “Con me ieri sera, ha detto, c’era Enza Bruno Bossio, la quale ha voluto innanzitutto dirmi di essere ‘dalemiana’. Poi c’era il capogruppo di SEL alla camera, Arturo Scotto di Sel, il coordinatore del NCD, Gaetano Quagliarello, che era a dibattere con tutto il peso di quelli che come noi vivono le pene di una legge elettorale ingiusta e sbagliata”.
A questo proposito Vizzini ha ricordato che “non è facendo tetti e sbarramenti che si vincono le battaglie politiche” ma “si vincono quando si ha il coraggio di allargare la coalizione”.
Quanto alla conferenza programmatica, ha detto che questa può essere più importante dello stesso congresso, perché è il luogo in cui dobbiamo decidere di avere alcuni punti forza che devono entrare in tutte le case degli italiani, con la nostra identità, con le nostre iniziative, per conquistarci lo spazio che spesso ci viene negato anche dai media. Tante battaglie da fare su laicità, sulla difesa delle minoranze, su tutto il territorio nazionale parlando tutti lo stesso linguaggio.
Vogliamo allargare le file del nostro partito e non vogliamo che qualcuno creda che abbasseremo la testa per consegnarci a qualcuno.
Quanto all’attaulità politica la battaglia non è sul fatto se l’elezione del Senato debba essere di primo o secondo grado, ma piuttosto sulle funzioni del Senato e su una legge elettorale che neghi ai partiti anche il diritto di tribuna.

Mauro Del Bue, direttore dell’Avantionline!, ha sottolineato come il percorso individuato delle conferenze programmatiche e del congresso serva anche a rispondere a chi ritiene che il partito socialista sia un reperto archeologico del passato, a chi ritiene di organizzare un movimento parallelo per dialogare con Vendola o Fassina per costruire un soggetto politico che si collochi alla sinistra del Pd.
“Mi sono limitato a scrivere – ha detto – anche sull’Avanti!, alcune idee da presentare alla conferenza programmatica” dove dobbiamo arrivare non per elaborare un progetto, ma per definire alcuni obiettivi politci e programmatici.
Secondo Del Bue dovrebbero verte su quattro punti: democrazia, lavoro, sicurezza, libertà. La democrazia intesa come potere del popolo, perché oggi non c’è il potere del popolo, ma delle élite. Sul lavoro bisogna osservare il ‘modello tedesco’, inteso come sistema fondato sulla cogestione. Sulla sicurezza ci sono le posizioni già avanzate da Riccardo e sulla libertà, c’è da intendere anche quella dei diritti, della laicità, perché il Pd è un partito che ha al suo interno una componete cattolico-integralista ed è alleato con l’NCD, e per questo ha tante difficoltà a legiferare in materia.
C’è chi dice che i diritti in Italia si affermano solo grazie alle sentenza della Consulta o della Corte internazionale perché il Parlamento non riesce a legiferare.
Quando si parla di libertà e diritti civili si parla però anche di giustizia.

Luigi Covatta direttore di mondoperaio, interviene ricordando che la Conferenza di Rimini, precedette di un anno la nomina di Craxi al governo, e fu pensata a uso interno ed esterno.
Si voleva modificare l’immagine del partito. Le ultime esperienze governative di centrosinistra anni ‘60, ci facevano apparoire come i fratelli scemi del PC che stavano al governo facendosi carico delle proposte dei comunisti. Noi – dice – rovesciammo questa immagine presentandoci all’opinione pubblica non come quelli del ‘+1’, ma quelli che si rivolgevano direttamente all’opinione pubblica riformista che dialogavano col Paese non con la Dc e il PCI.
Con la Conferenza di Rimni ci prefiggevamo di “governare il cambiamento”, nel sistema sitema produttivo, nella composizione sociale, nelle relazioni internazionali, e
in questo momento la conferenza programmatica si deve muovere nella stessa direzione.
Qualcuno pensa che negli anni ’90 siamo stati sconfitti perché abbiamo osato troppo e qualcuno perché abbiamo osato troppo poco. La vulgata dice perché abbiamo osato troppo col solo il 13% dei voti. “Io penso che siamo stati sconfitti perché abbiamo osato troppo poco”. Perché, ad esempio, abbiamo lasciato la riforma istituzionale nelle mani di Segni o di Pannella.
Nel governo spesso hanno le intuizioni giuste, ma non sanno perché. Una volta imboccata una strada non sanno motivarla davanti all’opinione pubblica e all’opinione pubblica di sinistra. Pensano che basti un tweet o una compassata in tv.
C’è un terzo capitolo da affrontare su questioni apparentemente risolte come quella delle riforme istituzionali. Non difendo il bicameralismo paritario, se una Camera non dà la fiducia perché deve essere eletta in primo grado? Un pasticcio diventa poi se gli se gli si riconosce un ruolo legislativo. Resta ancora incompiuta la riforma delle istituzioni, per quanto riguarda, ad esempio, il governo territoriale dopo l’abolizione delle province. L’amministrazione della giustizia. La riforma dell’articolo 81 sul pareggio di bilancio con la cessione di sovranità all’Unione Europea.
Una considerazione sui principi. La questione degli immigrati. La Merkel ha dato una scossa a tutta l’Europa. Bisogna smetterla con questa caricatura di un confronto tra oscurantisti nel PD e nel NCD. La dichiarazione del papa che ha invitato tutte le parrocchie a ospitare gli immigrati, vale molto di più di tante chiacchiere. Nel mondo cattolico è cambiato tutto. Inutile attardarsi su certe battaglie del passato.
Mi interessa piuttosto la legge sulla cittadinanza. Aprire una grande campagna elettorale e politica contro i Salvini e contro i Grilli; con loro non c’è possibilità di compromesso.
Non dobbiamo fare le mosche cocchiere, ma dare un contributo alla crescita del Paese.

Pia Locatelli ha ringraziato per la fiducia e il calore che i compagni hanno mostrato alla proposta di Nencini per la guida della delegazione parlamentare alla Camera e ha sottolineato come i parlamentari socialisti abbiano già tradotto in progetti di legge tanti dei punti citati negli interventi che l’hanno preceduta. Ha concluso ribadendo l’impegno alla coerenza nel lavoro dei socialisti alla Camera.

Il Consiglio Nazionale è poi proseguito con interventi di Alessandro Gilleri, Ferdinando Pastore, Enrico Buemi, Gianfranco Schietroma, Bobo Craxi.

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