venerdì, 2 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Welfare e sviluppo. Un nuovo inizio per il lavoro
Pubblicato il 11-09-2015


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Non poteva mancare tra i temi della Festa del Psi, quello del lavoro. L’ultimo dibattito del primo giorno di incontri si chiama “Welfare e sviluppo. Il nuovo inizio per il mondo del lavoro”, a confronto Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro e Susanna Camusso, segretario generale della CGIL, con la partecipazione di Marco Gay, presidente dei Giovani imprenditori, Francesco  Delzìo, manager e scrittore e Federico Parea segreteria nazionale del Psi. A moderare il dibattito il conduttore di Agorà, Gerardo Greco.

“Molti indici per non dire tutti, dal Pil all’aumento dei consumo, all’aumento dei contratti, alla cassa inntegrazione, dicono che pian piano questo Paese ha ripreso la strada della crescita. Non vuol dire che possiamo fare festa, specialmente in un Paese con tre milioni di disoccupati, però il numero dei contratti a tempo indeterminato è una cosa molto importante perchè è un obiettivo che ci siamo prefissati”. Così esordisce al dibattito il ministro del lavoro, Giuliano Poletti commentando i dati dell’Inps sull’occupazione. “Questo dato – ha detto il ministro intervenendo alla Festa dell’Avanti! – è molto importante proprio perché è quello che vogliamo: un mercato del lavoro più stabile nel quale è possibile investire. E’ oggi un elemento che non si può contraddire, anche se nessuna enfasi fuori misura, ma abbiamo preso la strada giusta e lavorare perchè questi dati vengano consolidati”.
Il segretario della Cgil Susanna Camusso, ha risposto che “questi dati ci dicono che c’è una trasformazione dei contratti di lavoro”. Aggiungendo che questo “fenomeno è dato dalla decontribuzione, ma non aggredisce il fenomeno”. Infatti abbiamo “tre milioni di disoccupati”, ma “non c’è nessun trend che porta all’occupazione”.

Il presidente dei giovani imprenditori afferma l’importanza del Jobs Act: “Dopo anni si vede una crescita, specie nell’esportazione, dando un clima di fiducia”. “C’è una ripartenza – spiega Marco Gay – grazie a flessibilità e decontribuzione, con il Jobs Act noi ad esempio abbiamo assunto otto persone”. “Le stabilizzazioni lavorative producono effetti positivi anche per chi le fa, perché così si fa girare l’economia”.

Il Ministro Poletti poi parla dell’altra faccia della medaglia del problema del pensionamento, la “flessibilità in uscita si può fare ma senza generalizzare”, precisa il Ministro. “L’invecchiamento attivo è un problema strutturale su cui si dovrebbe lavorare”, e porta ad esempio il pensionamento graduale.
Sul problema delle pensioni, il segretario della Cgil sottolinea che “non tutti i lavori sono uguali né le contribuzioni”. “Dobbiamo iniziare a ragionare sulla diversità” che caratterizzano i vari lavori. E sull’occupazione aggiunge: “Abbiamo il dovere di costruire degli intrecci. Se tu fai crescere delle occupazioni aumenti anche le entrate”, sottolineando che “tra i tanti problemi” dei lavoratori “c’è la discontinuità dei lavori”. Concludendo: “Ridurre le tasse sulla casa non è una cosa urgente, lo è ridurre le tasse sul lavoro. Vorremmo che nella legge di stabilità sia inserita la flessibilità delle pensioni e le risorse si potrebbero prendere non abolendo l’Imu”.

Per Delzìo il “jobs act funziona”, e porta come esempi la profonda tarsformazione che si ha tra le generazioni attuali e quelle passate: “Per quindici anni siamo stati fermi ora almeno per alcuni esiste una chance”. C’è un ricambio generazionale e di prospettive “per le nuove generazioni ad esempio non è più prioritario lavorare nella pubblica amministrazione”. Quello di cui hanno bisogno i giovani sono delle nuove possibilità e non ad esempio “l’accesso al credito che non da garanzie, dove tutto è affidato alla benevolenza di qualche mecenate”, afferma lo scrittore per il quale rappresenta “un esempio di opportunità zero”.
Per il socialista Parea “si parla con troppa leggerezza delle pensioni, sulle quali c’è un profondo conflitto d’interessi”. La pensione per “molti della mia generazione è qualcosa di impalapabile”.
E aggiunge: “Non possiamo continuare a darci la prospettiva di veder le pensioni una corsa al ribasso”, ma “dobbiamo immaginare il lavoro per lavoratori maturi”.
Altro punto toccato durante il dibattito è stato quello degli esodati che per il segretario della Cgil “sono rimasti in un limbo nel quale il Governo li ha portati, ma non li ha fatti più uscire”, e che occorre un’ultima sanatoria per tentare di porre fine al problema. Poletti ribadisce che il Governo con l’ultima sanatoria “l’anno scorso ne ha portati dentro 30mila”, concludendo: “le risorse” per risolvere il problema esodati “ci sono e ora la discussione è come utilizzarle”.

Tornando al problema degli investimenti, il presidente dei giovani imprenditori è d’accordo con il segretario della Cgil “più che l’abolizione dell’Imu, la priorità degli investimenti va fatta sull’impresa e sul lavoro”. E aggiunge che “il costo del lavoro è un volano per economia”, ma resta comunque “un gap per gli imprenditori italiani rispetto a quelli del resto dell’Europa”. “Le risorse- precisa Marco Gay – vanno messe sulle garanzie degli investimenti, così si costruisce il modo per rendere il lavoro competitivo”.
Infine il dibattito si è concluso con il rapporto lavoro/immigrazione.
“Il problema dell’Italia – per Delzìo – è che a differenza di Usa e Germania non è molto brava ad attrarre talenti, a differenza degli anni 90”. “Senza dare un un senso razzista a queste mie affermazioni- aggiunge lo scrittore – è importante attrarre un certo tipo di immigrazione” e precisa “attraverso programmi con le università e le imprese”. Per la Camusso “la discussione strumentale sul ‘lavoro rubato'” unita a “marchi sulle braccia e a filo spinato sta facendo riaffacciare periodi bui per l’Europa”. E’ sempre più evidente “la sensazione delle popolazioni europee di sentirsi sempre più impotenti rispetto a guerre che sono sempre più vicine”. Infine Parea ricorda che
“il sistema pensionistico riceve i contributi anche di lavoratori non italiani”.
Liberato Ricciardi

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