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Opinioni e commenti
 

Barani e il garofano volgare
Pubblicato il 03-10-2015


Solo chi non lo conosce bene si può stupire. L’esibizionismo è il suo vanto. Ad Aulla quando era sindaco decise di dare la cittadinanza onoraria ai cromosomi x e y di casa Savoia. Nominò un assessore al malocchio, eresse un monumento alle vittime di Tangentopoli. Sia ben chiaro, difese Craxi e il Psi quando era difficile, tremendamente difficile e anche per questo divenimmo amici. Poi, una volta eletto deputato, scrisse una lettera al presidente della Camera per sapere dove orinasse Valdimirir Luxuria, sempre con quel suo garofano piantato all’occhiello, con una punta di vanità e di provocazione. Prima ancora si era portato un pendolo per chiedere a Prodi perché si dedicasse alle sedute spiritiche. Barani si guarda allo specchio ogni giorno. E ama apparire non importa come. Fino alla volgare manifestazione antisessista al Senato. Che con il PSI e le sue tradizioni, con le grandi battaglie per i diritti civli e la libertà, con l’emancipazione femminile, fanno a pugni. Barani però è sostanzialmente un leghista della Lunigiana, uno che ce l’ha duro (a parole) e ci tiene. Un personaggio che del culto dell’apparire, più che della coerenza ideale, ha fatto il suo credo. Sono convinto che tornando ad Aulla riunirà i suoi e dirà: “Avete visto i giornali? Ho fatto centro”. Peccato che si sia parlato di socialisti e di Craxi per un gesto volgare, che contrasta con i comportamenti parlamentari socialisti e craxiani tradizionalmente miti. Non giustificabile nemmeno dalla risse e dalle offese. Lucio, stavolta hai superato il segno, e anche il senno.

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Commenti all'articolo
  1. Grave il gesto, anche per la sacralità del luogo in cui è stato compiuto, ma ancor più grave il fatto che Barani sia andato ad rinfoltire la schiera dei verdiniani e che abbia, così, contribuito a rafforzare lo squallido progetto di riforme di Renzi e del PD. Il suo è anche un tradimento della coalizione in cui è stato eletto, oltre che dei valori del socialismo italiano. Io stesso, proprio qualche giorno fa, avevo scritto che speravo si potesse dialogare anche con lui per ricostruire un progetto socialista non sottomesso al PD. Mi sbagliavo. Peccato.

  2. Caro direttore,
    nel condividere pienamente le Tue considerazioni,oggi mi hai reso doppiamente orgoglioso alla fede socialista. “Un personaggio che del culto dell’apparenza piu’ che della coerenza ideale, ha fatto il suo credo” che vale per inchiodarlo e svergognarlo per lo show sessista. La bagarre al Senato avrebbe richiesto un intervento di alto spessore da parte del Sen. Buemi e non gia’ una difesa d’ufficio che la dice lunga e non pertinente sui provvedimenti da adottare da parte del Presidente Grasso. Per cogliere a pieno l’opportunita’ di uno sviluppo economico e sociale, di fronte ad una fase di cosi profondi cambiamenti,occorrerebbe che le forze politiche fossero in grado di misurarsi con i problemi concreti e non da avanspettacolo burlesco. La grave caduta di credibilita’ nella politica , e per certi aspetti, anche nei valori della democrazia, trova la sua origine anche da questi messaggi che ci provengono. A tutto cio’ si aggiunge un’altra triste verita’ che da socialisti nascondiamo : produciamo poca politica e molta polemica.

  3. Adesso Lucio Barani sostiene di non avere fatto alcun gesto volgare e in effetti dal video diffuso non si capisce bene. Resta il fatto della sospensione per cinque giorni assieme all’altro suo collega di gruppo, il cui gestaccio invece si vede bene. Quel che a me interessa non è che leghisti e Cinque stelle abbiano fatto altrettanto e anche di peggio, ma che Barani sia associato alla comunità socialista e al suo garofano che richiama il PSI di Craxi. Questo è per me fastidioso. Non quel che Barani ha fatto, ma quel che di lui, anche per responsabilità sua, si è detto e che rischia di coinvolgere tutti noi,

  4. E aggiungo che se Lucio Barani, col quale ho avuto un rapporto di amicizia che non rinnego, volesse davvero rimarcare, con quel garofano sempre al’occhiello, la sua fede socialista non sceglieva di militare tra i verdiniani ma aderiva al Psi.

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