domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Al cinema ‘Io e lei’.
Le donne innamorate
di Sole Tognazzi
Pubblicato il 01-10-2015


Ioelei-TognazziChi pensa di scorgere cosa accade sotto le lenzuola abitate da due corpi femminili dovrebbe stare lontano da ‘Io e lei’, pellicola diretta da Sole Tognazzi, scritta con Ivan Cotroneo e Francesca Marciano, in uscita oggi in tutta Italia. Chi, invece, intende capire, riflettendo, come si accomoda, nello spazio e nel tempo, una relazione d’amore tra due donne adulte – con una vita alle spalle e un futuro ancora da incidere – è ben accolto. Sì, perché l’obiettivo della regista è proprio quello di raccontare la quotidianità – fatta di risate complici di cui godere, noie spontanee da consumare e difficoltà inevitabili da affrontare – di una coppia in cui non ci sono un ‘lui’ e una ‘lei’, ma due ‘lei’. Che si amano da cinque anni, e che inciampano in una crisi provocata da un ‘fantasma’ lontano, riapparso nella vita di una delle due protagoniste, che va sconvolgere i loro equilibri. «Un film la cui cifra è quella dell’uguaglianza, e non della diversità» specifica Tognazzi, dedicando la pellicola a Graziella Bonacchi, l’agente di cinema venuta a mancare nei giorni scorsi, lasciando un vuoto in molti artisti. «Senza di lei non sarei così amata, e non avrei neanche debuttato» ha dichiarato. Io-lei-Bui-Ferilli

LA TRAMA – Sole Tognazzi – con delicatezza ed eleganza – entra nella storia di Federica e Marina – interpretate rispettivamente da Margherita Buy e Sabrina Ferilli (per la prima volta insieme sullo schermo, ndr) – due donne diverse tra loro nel carattere e nelle radici: la prima è architetto, madre di uno studente universitario, ex moglie di un dentista e alla sua prima esperienza saffica. Marina, ex attrice – ora nel campo della ristorazione – è di estrazione popolare, da sempre amante convinta delle donne, passionale e verace. Ma soprattutto certa della stabilità del suo rapporto sentimentale, a differenza della tormentata partner che a un certo punto entra in profonda crisi.
Ed è proprio in questa diversità che si cela il vacillare di Federica che la macchina da presa accompagna – indagandone le dinamiche – sino ad approdare a una accettazione più ampia del suo amare le donne. Ed è così che in una coppia saffica lo spettatore si ritroverà a vivere circostanze e difficoltà per nulla diverse da una coppia formata da un uomo e da una donna. Gradualmente è come se si ci dimenticasse che le due protagoniste sono due donne, così credibili e convincenti da non poter non tifare per loro, in un alternarsi di sorrisi e malinconia. Una commedia sentimentale – in tutte le sue tipiche tappe – che scansa facili pregiudizi e soliti stereotipi sull’omosessualità, lasciando spazio alla purezza del sentimento, che prescinde dal genere dei protagonisti.

FERILLI: «UN FILM CHE UNISCE» – Ed è proprio sul tema dell’omosessualità che Sabrina Ferilli ha ipotizzato di definire il film «una commedia ‘omo-sentimentale’ perché ho il sospetto che il riferimento al sesso – nella parola omosessuale – spaventi ancora. C’è molta ignoranza – aggiunge l’attrice romana – e l’ignoranza provoca paura. ‘Io e lei’ non mette paura: è un film che può accomunare, piuttosto che dividere. Nel rapporto tra due persone il punto non è il sesso: ciò che conta sono i sentimenti».Io e lei-M.SoleTognazzi

TOGNAZZI: «OGNUNO È LIBERO DI SCEGLIERE» Sole Tognazzi la definisce «una commedia sentimentale, una storia d’amore. Volevo far capire che non stavo raccontando una storia diversa dalle altre, e quindi inevitabilmente parlavo degli stessi diritti per tutte le coppie» senza l’intenzione di realizzare un film di denuncia. Inevitabile, però, pensare che nella realtà odierna – ove è ambientato il film – non è ancora riconosciuta la parità dei diritti tra eterosessuali e omosessuali. E tra le pieghe di questa, più volte bacchettata, assenza di una legislazione sulle unioni civili si inserisce la pellicola che, in punta di piedi e per la prima volta in Italia, incentra l’attenzione sull’amore tra due donne.

Sulla scelta della tipologia delle protagoniste delle ultime due pellicole di Tognazzi, il fil rouge è lo stesso: la libertà di scegliere. Se in ‘Viaggio Sola’, Margherita Buy era una donna che aveva deciso di non sposarsi e avere figli, ma di viaggiare per il mondo, anche per il suo lavoro di ispettore di alberghi di lusso, in questo film è una donna libera di scegliere. Di amare un’altra donna.

L’auspicio della regista è che ‘Io e lei’ possa essere «un regalo per tutte le coppie, non solo omosessuali» perché, come ebbe a dire recentemente «Non c’è una felicità che va bene per tutti. Ognuno, da solo, in coppia etero o gay, deve avere il coraggio di cercare la propria».

Silvia Sequi 

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