domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Al Teatro Olimpico
il magico e visionario
‘Dall’Inferno al Paradiso’
Pubblicato il 08-10-2015


Dall'Inferno al ParadisoReduci dal grande successo ottenuto ultimamente a Pechino, invitati direttamente  dal Governo Cinese,  la ‘Nogravity Dance Company‘ di Emiliano Pellisari sarà dal 6 al 18 ottobre 2015 al Teatro Olimpico di Roma per presentare ‘Dall’Inferno al Paradiso’, ovvero i viaggi dell’anima.  Si tratta di uno spettacolo di danza in assenza di gravità, un misto di ballo e magia, il tutto coniugato con musiche di Bach, Rossini, Sybelius, Stravinskj, Meredith Monk, Steve Reich. I sei danzatori – Marianna Porceddu, Antonella Perrazzo, Lucia Orru, Eva Campanaro, Mirko Simeone e Rocco Ascia – compongono delle coreografie aeree molto accattivanti. Impossibile per lo spettatore, nonostante gli sforzi, capire quale sia il trucco che renda quei corpi così leggeri. Anzi lo spettatore, nel corso delle quattordici coreografie inventate da Emiliano Pellisari e Marianna Porceddu, si trova catapultato in un mondo irreale ed è teso ad indovinare fin dove questa finzione possa spingersi.

Si tratta di un’opera di grande originalità, in cui le luci ed i colori, oltre alla musica, giocano un ruolo fondamentale.  Lo spettacolo vuole ripercorrere il viaggio dantesco dall’Inferno al Paradiso e così le diverse scene sono intervallate da voci che recitano alcune fra le più belle terzine della Divina Commedia. Come indicato da Sandro Cappelletto, Direttore dell’Accademia Filarmonica Romana, le donne e gli uomini, terrestri e divini, mortali e immortali, che Dante racconta nella divina commedia non sono corpi. Ma intelligenze, memorie, visioni, desideri, idee: anime. E le anime non pesano. Questa intuizione fisica e poetica è il punto di appoggio dal quale prende, letteralmente, il volo l’allestimento di Emiliano Pellisari. Dall’Inferno verso il Paradiso il viaggio si smaterializza sempre più: i riferimenti, mai realistici, eppure all’inizio riconoscibili agli episodi e ai diversi protagonisti del Poema, diventano via via meno evidenti. E nello stesso tempo, sempre più a fuoco è il cuore visivo dello spettacolo.

porta infernale

La prima scena rappresenta la porta infernale: un’architettura vivente costituita dai sei danzatori, un cerchio umano che di volta in volta si trasforma, cambia continuamente: i corpi creano figure geometriche. La coreografia si svolge lungo geometrie arabescate, architetture barocche, accompagnate dalla voce fuori scena che recita Dante. Ulteriori scene dell’Inferno sono quella dei Dannati, dei Sette Peccati Capitali, degli Angeli Ribelli, della Scala. In quest’ultima Dante e Virgilio escono dall’Inferno per mezzo di una scala vivente: i dannati stessi formano gli scalini e l’apparente normalità di una camminata contro le leggi della fisica ci ricorda che stiamo vivendo in un mondo in cui queste regole sono abolite in un solo istante, magicamente, ironicamente.

Il passaggio dalla concretezza dell’Inferno alla dimensione simbolica del Purgatorio, dove l’anima soffre ma non è condannata in eterno, è rappresentata da una immagine che offre la chiave di lettura della Cantica: una breve ed intensa scena dove una fanciulla vola dentro una grande sfera trasparente sospesa nell’aria. E’ l’anima “fanciulletta” cui Dio ha dato la vita e che ha il libero arbitrio di scegliere il bene e il male, di stare “dentro” Dio o allontanarsi da Esso. Per simboleggiare l’ascesa delle anime del Purgatorio ed i gironi che i pentiti percorrono con tempi interminabili viene rappresentata, circa a metà dell’opera, una suggestiva scena in cui lo spettatore rivive una famosa immagine di Escher: quattro scale si intersecano nell’aria, quattro danzatori percorrono le scale in tutte le direzioni, sia ascendente che discendente, sia diritti che a testa in giù, vincendo la forza gravitazionale. L’alto e il basso sono aboliti. La musica è quella di Bach, circolare e perfettamente geometrica.

Nogravity Dance-Kandinskij

Ma le scene più belle sono senza dubbio le due finali: Origami e Kandinskij. La tecnica dell’Origami prevede che da un semplice foglio di carta nascano straordinarie figure: una tecnica che nello spettacolo viene utilizzata sui corpi dei danzatori che, nascosti dentro i tessuti, costruiscono figure simboliche le cui suggestioni ricordano i fiori bianchi con cui Dante simboleggia gli angeli ed i beati. L’ultima scena è dominata da tessuti colorati che rappresentano i raggi di luce divini che avvolgono il mondo, che appaiono e scompaiono magicamente sulla scena, che intrappolano o sostengono i danzatori ed alla fine creano la maglia della realtà nella quale l’uomo vive.

Nogravity Dance-Origami

“Dall’Inferno al Paradiso” è dunque un’opera molto originale, visionaria, poetica, magica. Da vedere assolutamente.

Al. Sia.

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