martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Altra strage a scuola. Obama: legge sulle armi
Pubblicato il 02-10-2015


APTOPIX Oregon School Shooting

L’ennesima carneficina ieri in un campus universitario – 10 morti – ha riportato di attualità gli appelli di Obama per una legge che imponga un controllo assai più severo sulle armi mentre scuole sembrano diventare ogni giorno di più, i luoghi più pericolosi degli Stati Uniti.
All’Umpqua Community College a Rosenburg, in Oregon, il killer, Chris Harper Mercer, un ragazzo bianco ventiseienne, ha utilizzato ieri mattina due pistole e un fucile per uccidere dieci persone e ferirne una ventina tra ragazzi e insegnanti, senza alcun ragione apparente prima di essere a sua volta colpito a morte dalla polizia.

A Roseburg, la cittadina colpita da questa nuova tragedia della follia, con una popolazione di 22 mila abitanti e una disoccupazione all’8,1%, la seconda più alta degli Stati Uniti, non serviva proprio questa mazzata. È una piccola comunità, molto legata, dove la ripresa ancora non si avverte e il settore della lavorazione del legno che prima costituiva la principale fonte di lavoro, difficilmente sembra in grado di tornare ai successi degli ultimi decenni. Regge ancora invece l’agricoltura, soprattutto la viticultura, ma non abbastanza per tenere a galla l’economia della cittadina che registra un quinto della popolazione al di sotto della soglia di povertà. Non a caso nel College dove è avvenuta la strage, frequentato da circa 3 mila ragazzi, molti corsi professionali sono destinati a chi vuole entrare subito nel mondo del lavoro: viticoltura e vinificazione, saldatura, meccanica.

Strage scuola-USA

Harper, molto legato alla madre, stando alle testimonianze raccolte, prima di aprire il fuoco chiedeva agli studenti di alzarsi in piedi e dire quale fosse la loro religione; se rispondevano di essere cristiani gli sparava in testa, altrimenti alle gambe. In attesa di chiarirne la personalità, l’unica cosa chiara di questo ragazzo che a detta dei vicini di casa vestiva sempre con gli anfibi militari ai piedi, una mimetica e una maglietta bianca, sembra essere stata la passione malata per le armi da fuoco, anche fucili mitragliatori d’assalto, che praticamente chiunque può acquistare ai grandi magazzini. E questa è forse la malattia collettiva che Obama vorrebbe curare nei suoi concittadini.

“Possiamo fare qualcosa per cambiare le cose – ha detto Barack Obama in diretta tv visibilmente provato dalla tragedia – ma non posso farlo da solo. Spero di non dover tornare di nuovo qui nel mio mandato da presidente a fare le condoglianze. Ma, basandomi sulle mie esperienze, non posso garantirlo”. “Di fronte questi episodi che si ripetono le preghiere non bastano”.”Ancora una volta le vite di famiglie sono cambiate per sempre”. “Siamo l’unico Paese moderno al mondo che vede questo tipo di sparatoria quasi ogni mese. Sono diventati una routine”. “Non ci sono leggi sufficienti sul controllo delle armi. Siamo tutti collettivamente responsabili per questo tipo di tragedie. Gli Usa sono l’unico Paese avanzato dove non è possibile varare una legge di buon senso sulle armi da fuoco, come vorrebbe la maggioranza degli americani”.

“Numeri alla mano – scrivevamo su queste pagine appena un mese fa –  Obama è riuscito a diminuire in questi anni la spesa militare, ma non il business legato alle armi che ha portato, nel solo 2013, alla morte di ben 11 mila americani”.

Alvaro Steamer

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