giovedì, 8 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Amianto alla Olivetti: a processo Passera e De Benedetti
Pubblicato il 05-10-2015


Amianto-Olivetti

Andranno a processo gli amministratori delegati, presidenti e dirigenti della ex Olivetti che tra gli anni ’70 e gli anni ’90 si sono succeduti alla guida dello stabilimento. Lo ha deciso il gup di Ivrea, Cecilia Marino, al termine dell’udienza  preliminare: 17 i rinviati a giudizio, tra cui Carlo e Franco De Benedetti. Per altri 11 imputati, tra cui Marco e Rodolfo De  Benedetti, il giudice ha deciso il non luogo a procedere “per non aver commesso il fatto”. Gli imputati sono chiamati a rispondere a vario titolo  di omicidio colposo e lesioni colpose in relazione ai morti o malati tra gli operai per malattie che l’accusa ritiene correlate alla presenza di fibre di amianto negli  stabilimenti.

Il processo si aprirà il 23 novembre e riguarda la morte di quattordici ex lavoratori degli stabilimenti Olivetti, dovuta, secondo l’indagine, al contatto con le fibre d’amianto, e un caso di lesioni colpose. Indagati a vario titolo i vertici della Olivetti, che a partire dagli anni Sessanta hanno ricoperto incarichi dirigenziali. Tra questi Carlo De Benedetti, amministratore delegato e presidente del Cda dal 1978 al 1996, l’ex ministro Corrado Passera e l’imprenditore Roberto Colaninno, quest’ultimo per un solo caso di lesioni. Il gup Cecilia Marino, in base a quanto è emerso dal dispositivo, non ha però accolto del tutto l’impostazione dei magistrati inquirenti. Ha prosciolto, per esempio, i consiglieri privi di deleghe o di incarichi operativi. Inoltre preliminare, ha ritenuto di non dover procedere per una serie di vicende, fra cui quella della presunta contaminazione dei locali di una mensa aziendale.

Il portavoce di Carlo De Benedetti afferma in una nota che “considerata l’inconsistenza della tesi accusatoria, l’Ingegner Carlo De Benedetti è amareggiato per il rinvio a giudizio deciso dal gup del Tribunale di Ivrea ma resta convinto che il processo stabilirà l la sua totale estraneità ai reati che gli vengono contestati”.  “La corposa indagine dei pubblici ministeri – prosegue la nota – si basa infatti su semplici ipotesi, che non si fondano  né sulla realtà processuale né sulla realtà storica dell’azienda”. “L’Ingegner De Benedetti – conclude la nota – ricorda ancora una volta che per quanto di sua competenza, nel periodo di permanenza in azienda, l’Olivetti ha sempre prestato la massima attenzione alla salute e alla sicurezza dei lavoratori, con strutture organizzative articolate e con misure adeguate alle normative e alle conoscenze scientifiche dell’epoca”.

A giudizio della Fiom-Cgil è invece un passo positivo “per fare giustizia, per tutti coloro che fino ad oggi e, purtroppo, per gli anni a venire, moriranno per una patologia che non lascia scampo”. Lo ha detto Federico Bellono segretario provinciale della Fiom di Torino.  “La decisione di oggi, che pure assolve i semplici membri del Cda, consente di andare a processo e stabilire finalmente – aggiunge – le responsabilità anche individuali, a partire dalle figure più autorevoli, amministratori delegati e presidenti, evitando lo scaricabarile verso le figure più in basso nella scala gerarchica”.

Redazione Avanti!

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento