domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Argentina al ballottaggio dopo 12 anni dei Kirchner
Pubblicato il 26-10-2015


Argentina-elezioniTesta a testa a Buenos Aires per decidere il futuro del Paese sudamericano. La Direzione Nazionale Elettorale assegna il 36,8% al Frente para la Victoria, il partito della presidente Cristina Kirchner e di Daniel Scioli che, dopo tre mandati di governo, rischiano di dover sgomberare la Casa Rosada, tallonati dal 34,3% dei voti a Cambiemos, la coalizione della destra capitanata da Mauricio Macri. Né le primarie obbligatorie dell’agosto scorso, né i sondaggi delle ultime settimane e nemmeno gli exit poll di ieri sera avevano previsto il colpo di scena.

l candidato del centro-destra Mauricio Macri guarda già al futuro e lancia un appello anche agli elettori che non lo hanno votato.   “Siamo molto contenti”, ha sottolineato il leader di Cambiemos .  “Nella politica argentina è in corso un cambiamento trascendentale, assoluto. E linizio di una nuova tappa”, ha aggiunto incontrando la stampa. Macri ha tra laltro chiesto agli elettori che non lo hanno votato di “accompagnarmi”e di “avere fiducia” in vista del ballottaggio in programma il 22 novembre.

Insomma Scioli è passato dalla certezza dei sondaggi alla quasi disperazione per un ballottaggio tutto in salita. Rispetto alle primarie (obbligatorie per legge su tutto il territorio nazionale) Scioli ha peggiorato la sua performance del 2% mentre Nacri ha ottenuto quasi un 10% in più: non solo ha effettivamente sommato i voti degli altri candidati alle primarie della sua coalizione, Cambiemos, ma ha anche raccolto una buona parte di quel 7% di affluenza in più registratosi alle politiche.

Qualunque sia lesito finale, è certo che il nuovo governo sarà costretto – per volontà o per forza – a cambiare lattuale politica economica. In particolare, da nuovo esecutivo ci si aspettano delle misure più favorevoli ai mercati e agli investimenti esteri e, di riflesso, migliori rapporti con gli Stati Uniti e minori legami con il fronte sudamericano più legato al chavismo o alle sue varianti: Venezuela, Bolivia, Paraguay ed Ecuador, ma anche il Brasile, alle prese con una dura recessione come peraltro la stessa Argentina.

Redazione Avanti!

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