domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

ARRIVA LA MANOVRA
Pubblicato il 22-10-2015


Manovra-tagli-sanità

Della manovra non si sa ancora nulla se non il titolo in copertina. Stasera arriverà al Quirinale con testo e tabelle. Si sa che c’è una versione base e una accessoriata.  L’unica certezza è che la manovra è in deficit, quindi in debito, con il Governo pronto a sfruttate la possibilità data da Bruxelles di alzare il rapporto deficit/pil dando al nostro paese il permesso di spendere soldi che in realtà non ci sono ma  che andranno prima o poi restituiti. Preoccupazione per gli interventi sulla sanità con la possibilità di un aumento automatico di addizionali Irpef e Irap con i presidenti e le giunte che potranno anche scegliere di agire sui ticket. Voci confermate dal sottosegretario Zanetti per quelle regioni con disavanzi sanitari. Ma Renzi ha risposto nella sua enews  “a chi dice che aumenteremo altre tasse, dico che nel 2016 nessun comune o regione le potrà alzare rispetto al 2015, per legge!”.

Ma torniamo alla manovra. Il basso livello dello spread, arrivato sotto quota 100, permette di muoversi in deficit. Spread basso vuol dire interessi più bassi e quindi maggiore facilità a ripagare i debiti assunti. E questo permette al governo di andare in questa direzione senza l’alt perentorio della Commissione europea. E se lo spread è basso il merito non è tanto del governo, quanto del Qe di Draghi e dei sui effetti.  “Il quantitative easing – ha detto il presidente delle Bce – sta funzionando e spinge il credito a famiglie e imprese, ma restano rischi sulla crescita e l’inflazione, legati anche ai mercati emergenti e ai prezzi delle materie prime”. E proprio per questo a dicembre il consiglio Bce riesaminerà il quantitative easing, alla luce delle nuove stime su inflazione e crescita. Draghi ha poi aggiunto che la Bce “non ha ancora fatto alcuna scelta specifica” su come rilanciare il Qe ma “è pronta ad agire se necessario”. Sull’inflazione, il cui basso livello è un dato indubbiamente positivo per i paesi altamente indebitati, la Bce sta valutando gli effetti di un ritorno a livelli prossimi al 2%. Il presidente della Bce prevede un’inflazione ancora “molto bassa” nel breve termine e un graduale rialzo nel corso del 2016 e 2017. Dopo le parole di Draghi l’Euro ha segnato un brusco calo. E questo è un ulteriore elemento di aiuto all’economia europea  e quindi anche per quella italiana, che trova nel basso valore dell’Euro un aiuto per le esportazioni.

Oggi la Confcommercio ha presentato il Rapporto ‘Outlook Italia’. Un rapporto con numeri positivi dove si legge, come ha sottolineato il presidente Carlo Sangalli, che “nel 2016 il Pil potrebbe avvicinarsi al 2%” questo nel caso in cui “il Governo riduca le tasse in maniera generalizzata su famiglie e imprese e la legge di stabilità esplichi a pieno i suoi effetti espansivi”. Stando solo alla manovra, il direttore dell’Ufficio studi della Confcommercio Mariano Bella stima un blocco di “5,9 miliardi” di misure espansive”. Se tutta la cifra, spiega Bella, si traducesse in maggiori consumi ciò determinerebbe “un rialzo della previsione di crescita del Pil tra i 3 e i 4 decimi di punto. Questo significherebbe – sottolinea – passare dal +1,4%, che rimane la nostra indicazioneufficiale sul 2016, a un +1,6% / +1,7%”. Un vantaggio che però si ridurrebbe a 1 massimo 2 decimi di punto in più rispetto alla stima dell’1,4% nel caso in cui, evidenzia Bella, “venisse rialzata l’Imu sulle seconde case e sugli immobili strumentali”. Previsioni positive anche da Confindustria che prevede che dalla Legge di stabilità arrivi un “impatto positivo pari allo 0,3% del Pil nel 2016; solo una piccola parte di esso era stato già incluso nelle proiezioni di settembre. Nel complesso, quindi, la previsione di un aumento del Pil dell’1,5% l’anno prossimo esce consolidata”.

A preoccupare restano, le voci, perché di voci al momento si tratta, che vengono dai tagli sulla sanità, la cui reale consistenza ancora non è chiara. Nelle Regioni in disavanzo sanitario (8) ”la legge prevede un aumento automatico di addizionali Irpef e Irap, ma i presidenti e le giunte possono anche scegliere di agire sui ticket” ha affermato il coordinatore degli assessori al Bilancio Massimo Garavaglia. E il sottosegretario all’Economia, Enrico Zanetti, ha assicurato che il blocco all’aumento delle tasse locali varrà per tutti “fatta eccezione per situazioni straordinarie legate all’addizionale regionale per le Regioni in eventuali disavanzi sanitari”. Che a parole ha un senso tranquillizzante, ma che nella realtà è ben diverso visto che i conti della sanità sono in dissesto nella metà o quasi delle Regioni italiane.

Ginevra Matiz

 

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