domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Assolto De Magistris:
«Severino sbagliata»
Pubblicato il 22-10-2015


De Magistris-assoltoRibaltata la sentenza di primo grado: Luigi De Magistris e il consulente informatico Gioacchino Genchi sono stati dichiarati innocenti – «perché il fatto non costituisce reato» nell’ambito dell’inchiesta ‘Why Not‘ che li aveva visti condannati con l’accusa di abuso d’ufficio. Questa sentenza, emessa ieri dalla terza sezione penale della Corte di appello di Roma permetterà a De Magistris non solo di continuare a ricoprire il ruolo di sindaco di Napoli, ma anche di prepararsi e avviarsi, in libertà, verso la campagna elettorale per le elezioni comunali del 2016. In base alla tanto discussa legge Severino, l’ex magistrato non potrà, infatti più essere sospeso. Soddisfazione è stata espressa dal primo cittadino di Napoli che però ribadisce: «La legge è sbagliata».

DE MAGISTRIS: «SEVERINO SBAGLIATA» – Durante la conferenza stampa a palazzo San Giacomo, De Magistris ha infatti ribadito che – nonostante la sentenza della Consulta di martedì scorso – la Severino è«una legge sbagliata. Se un anno fa io, eletto dal popolo, mi fossi dimesso oggi, con questa assoluzione, non sarei potuto tornare a fare il sindaco. Che vulnus democratico ci sarebbe stato?». Per questo motivo, il sindaco di Napoli invita a fare una «riflessione nazionale, serena, pacata, franca, onesta». Sulla questione è intervenuto il presidente del Consiglio dei ministri, Matteo Renzi che ha voluto confermare: «Non cambieremo la legge Severino e non cambieremo le primarie».

IL CASO DE MAGISTRIS – Il 26 settembre 2014 il sindaco di Napoli era stato condannato – in primo grado – a quindici mesi di reclusione (pena sospesa) per abuso d’ufficio, in relazione all’inchiesta ‘Why Not’ da lui condotta nel 2007, quando ancora indossava la toga da magistrato. In particolare l’accusa di abuso d’ufficio nei confronti del sindaco di Napoli – e del consulente informatico Gioacchino Genchi – concerneva l’aver acquisito le utenze, senza le necessarie autorizzazioni – di alcuni parlamentari. Il procuratore generale, Pietro Catalani aveva chiesto l’assoluzione dei due imputati con riferimento all’acquisizione dei tabulati telefonici di Giuseppe Pisanu e Giancarlo Pittelli e la dichiarazione di prescrizione del reato per quelli di Romano Prodi, Francesco Rutelli, Clemente Mastella (all’epoca ministro di Giustizia, ndr), Antonio Gentile, Sandro Gozi e Marco Minniti.

Siria Garneri

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