giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Avanza la destra xenofoba,
ma Vienna resta ai socialisti
Pubblicato il 12-10-2015


Vienna-Strache

Heinz-Christian Strache (Fpö)

I socialisti della Spö, il partito socialista austriaco, restano alla guida del Comune di Vienna. Con il 39,44% hanno perso quasi 5 punti rispetto alle precenti elezioni del 2010, ma si confermano comunque come il partito più forte. A sette punti di distanza, col 32,26, il secondo posto è andato al ‘Partito della libertà’ (Fpö) di Heinz-Christian Strache, che nonostante il nome, è in realtà una formazione di destra, antieuropea, dai tratti populisti e xenofobi e che in queste elezioni ha guadagnato 6 punti.

Al terzo posto il partito ambientalista, Die Grünen, con l’11,14% mentre i Popolari (Övp) subiscono una pesante flessione del 5% fermandosi all’8,7%. Buon piazzamento infine per il neonato partito dei liberali Neos (Neos – Das Neue Österreich und Liberales Forum) di Matthias Strolz, che ha superato la soglia di sbarramento del 5%, aggiudicandosi il 5,95% dei suffragi.

Molto alta l’affluenza al voto, che ha toccato il 74% contro il 67,6% della precedente consultazione.

Per la Spö, il risultato, sebbene inferiore a quello di 5 anni fa, può essere considerato una vittoria. Sulle elezioni ha pesato infatti moltissimo il problema dei migranti e Vienna è stata al centro delle tensioni con la confinante Ungheria, come strada di transito verso la Germania e il nord Europa.
La municipalità ha saputo gestire molto bene un fenomeno esplosivo, con una media di ingressi che durante i mesi scorsi è stata le 6 e le 12 mila persone al giorno. Il sindaco attuale, che resterà in carica perché potrà comunque contare su una maggioranza consiliare assieme ai Verdi, Michael Haeupl, è soddisfatto: “Posso vivere bene” con questi risultati. “Quelli che fuggono dal terrore e dalla fame – ha detto – devono essere aiutati”. “Mi sono battuto per questo, sempre, in tutta la mia vita politica”.

Soddisfatto anche il leader della Fpö, Strache, che mette una pesante ipoteca sulla politica austriaca e che conferma un trend di crescita che si era già registrato nelle altre elezioni amministrative. La pressione dell’immigrazione spinge verso una radicalizzazione della politica europea che in Austria si sta traducendo in una crescita della destra e in una flessione dei partiti tradizionali, ma soprattutto di quello dei Popolari che assieme ai Socialisti ha governato il Paese dal dopoguerra a oggi. Il sindaco Haeupl, con il suo partito e l’alleato ambientalista, ha fatto da argine alla marea montante della destra e dato prova che con saggezza e buon governo si possono ottenere risultati soddisfacenti, ma la sfida a livello nazionale ed europeo può essere vinta solo con una forte cooperazione politica dei 28 perché in gioco e l’Unione stessa e non solo i singoli governi nazionali o locali.

C. Co.

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