giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Boeri: “Per le donne flessibilità in base all’età”
Pubblicato il 12-10-2015


Se si vuole introdurre nel sistema pensionistico “una maggiore flessibilità, tenendo conto delle problematiche delle donne, sarebbe importante non ripristinare vecchi requisiti di anzianità contributiva, vantaggiosi per gli uomini”. Così si è espresso il presidente Inps Tito Boeri, che ha suggerito più opportuni requisiti anagrafici: “l’età deve essere il fattore centrale”. Secondo Boeri inoltre “La revisione dell’istituto di ricongiunzione onerosa andrebbe fatta, me lo auguro vivamente, ha chiosato, questa sarebbe sì una riforma che guarda alle donne”. Per il presidente dell’Inps è infatti un sistema che “impone costi elevati”, che impediscono di rimettere insieme carriere discontinue”.

Norme 2011 hanno bloccato uscite molte donne – Quanto alla rigidità in uscita “è indubbio – per il presidente dell’Inps, Tito Boeri, che lo ha riferito in una recente audizione in commissione Lavoro alla Camera – che le norme del 2011 abbiano bloccato moltissime donne, allontanando per loro la prospettiva di andare in pensione”. “Il governo è impegnato ad analizzare la questione a partire dalla legge di stabilità e compatibilmente con il quadro di finanza pubblica”. Lo ha annunciato nuovamente il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, parlando, davanti alla Camera, di flessibilità in uscita nelle pensioni, e spiegando che qualsiasi intervento avrebbe un impatto sull’indebitamento.  “Ogni cambiamento” del sistema pensionistico “va attentamente valutato”, a partire dall’impatto sui conti. Ha rimarcato Padoan. Poi sul tema degli esodati: “Non è ancora possibile effettuare un consuntivo” di tutte le sei salvaguardie già adottate, perché “alcune sono ancora aperte”, ha aggiunto Padoan. Al 10 settembre, sono 121.500 tra certificazioni accolte dall’Inps e giacenze e circa 83.400 le pensioni liquidate, che rappresentano quindi “un numero parziale, in continua evoluzione”. Il ministro dell’Economia ha anche illustrato poi lo stato dei sei provvedimenti di salvaguardia degli esodati varati dal 2012, che riguardano una platea di 170.230 persone.

Esodati: Poletti, intervento definitivo in legge stabilità  – “Si conferma la volontà di intervenire sulla materia delle salvaguardie” degli esodati “all’interno della legge di stabilità per una definitiva risoluzione delle problematiche sociali più rilevanti ancora non definite”. Lo ha dichiarato pure il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, anch’egli in audizione presso le Commissioni riunite Bilancio e Lavoro di Camera e Senato. “Le risorse sono lì, non sono state destinate ad altro”: Ha affermato il ministro del Lavoro riferendosi ai risparmi per circa 500 milioni di euro delle salvaguardie degli esodati tra il 2013-2014. Si tratta, ha ripetuto rispondendo nel corso dell’audizione in Parlamento, di prefigurare la modalità per renderle utilizzabili perché “la Conferenza dei servizi non può certificare risparmi su salvaguardie ancora aperte”. E serve, quindi, “un intervento normativo che fornisca la necessaria strumentazione”.

Governo stringe su pensioni, nodo coperture – L’esecutivo intanto stringe sul tema delle pensioni, che resta sullo sfondo della prossima legge di stabilità. “La flessibilità è un gesto di buon senso e buona volontà”, ha puntualizzato nei giorni scorsi il premier, Matteo Renzi, ma “l’equilibrio di finanza pubblica deve essere mantenuto”, ha a sua volta spiegato il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan. E’ proprio fra questi due punti fermi che il governo si muove per cercare di trovare una soluzione per quei lavoratori e quelle lavoratrici che nel 2016 si troveranno di fronte ad uno “scalino alto che blocca il turn over introdotto dalla Legge Fornero”, come espressamente sottolineato dal titolare del Lavoro, Giuliano Poletti. Non a caso, in vista dell’audizione che hanno tenuto di fronte alle commissioni congiunte di Camera e Senato, Padoan e Poletti sono andati a Palazzo Chigi, ricevuti dal sottosegretario Claudio De Vincenti, a tracciare le linee guida di quella che potrebbe essere la flessibilità pensionistica da introdurre in legge di Stabilità. Al momento l’esecutivo sta pensando all’uscita anticipata delle donne dal lavoro dal 2016 a 62-63 anni con 35 di contributi: si tratta di una nuova ‘opzione donna’ che prevedrebbe, invece del ricalcolo contributivo, una riduzione dell’assegno legata alla speranza di vita e pari a circa il 10% per tre anni di anticipo rispetto all’età di vecchiaia. Per gli uomini, invece, le strade sono diverse, ma riguarderebbero principalmente quelli che perdono il lavoro a pochi anni dalla quiescenza. Quello che al momento è certo è che la flessibilità non sarà generalizzata, distribuita ‘a pioggia’, ma dovrà essere ben calibrata, soprattutto tenendo conto dei costi relativi. L’idea di base è di portare ad un bilanciamento del sistema pensionistico nel medio-lungo periodo, ma eventuali squilibri, anche minimi nell’immediato, devono essere comunque coperti. Anche perché, ha evidenziato Poletti, “l’Europa guarda con attenzione” al rispetto dei vincoli di bilancio. Sul tavolo resta pure la questione esodati, sulla quale il Governo ha confermato il massimo impegno per trovare una soluzione definitiva: in questi giorni intanto c’è stato un nuovo presidio dei sindacati di fronte alla Camera, in vista di un incontro con il presidente della Commissione Lavoro, Cesare Damiano. “Il Governo non ha né scuse né alibi: deve varare subito la settima salvaguardia per i 49.500 lavoratori previsti”: ha affermato il segretario confederale Uil, Domenico Proietti.

Pensioni, Cisl: Basta annunci, subito confronto 

“Ancora una volta rinnoviamo la richiesta al Governo perché esca dagli annunci e dai rimpalli di responsabilità e apra un confronto per dare soluzione nella prossima legge di stabilità ai numerosi problemi”, in tema di pensioni, a cominciare dagli esodati. Lo ha recentemente affermato la Cisl con il segretario confederale Maurizio Petriccioli. E’ “ora di passare dalle parole ai fatti e dare risposte definitive”, ha aggiunto, ribadendo la necessità di introdurre flessibilità nel sistema.

TFS, TFR DEI PUBBLICI DIPENDENTI ED EFFETTI SUI TRATTAMENTI PENSIONISTICI

Con circolare n. 154 del 17 settembre 2015, la Direzione Centrale Pensioni fornisce le istruzioni per l’applicazione delle disposizioni normative della legge 23 dicembre 2014, n. 190, aventi effetti sui Tfs e Tfr dei dipendenti pubblici:

– riduzione percentuale della pensione anticipata prevista per i soggetti con età inferiore a 62 anni ed effetti sui termini di pagamento dei Tfs e dei Tfr in caso di risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro da parte di pubbliche amministrazioni

– effetti sulla pensione e sui trattamenti di fine servizio derivanti dell’abrogazione di articoli del codice dell’amministrazione militare e di altre disposizioni in materia di promozioni ed altri benefici in occasione della cessazione del rapporto di lavoro

– incremento dell’aliquota dell’imposta sostitutiva della rivalutazione  del TFR con riferimento a redimenti maturati  dal 2015

– termini di pagamento dei Tfr e dei Tfs dei lavoratori iscritti alle gestioni del fine servizio dell’Inps in caso di pensione determinata esclusivamente con il metodo di calcolo retributivo.

Per eventuali, ulteriori precisazioni si rinvia alla consultazione della circolare n. 74 del 10 aprile 2015 per la trattazione degli effetti sui trattamenti pensionistici.

Inps. “La mia pensione”: superato il milione di visualizzazioni 

A quasi cinque mesi dall’avvio del progetto “la mia pensione”, oltre un milione di assicurati ha visualizzato il proprio estratto conto per poter controllare la propria posizione contributiva ed effettuare simulazioni sull’entità della propria futura pensione. Finora, sono esattamente 1.019.758 le persone che hanno consultato il proprio estratto contributivo. Di queste, 885.222 hanno anche fatto la simulazione. Molti degli assicurati hanno ripetuto più volte l’accesso al servizio (in totale gli accessi sono stati 4.604.286), e compiuto molteplici simulazioni, che complessivamente sono state finora 2.562.273. Gli utenti che hanno risposto al questionario che misura il gradimento del servizio sono stati 45.287. Con “la mia pensione” l’Inps sta mettendo gradualmente a disposizione di circa 23 milioni di iscritti alle diverse gestioni previdenziali un servizio di simulazione e calcolo del futuro trattamento pensionistico.  Il calcolo della pensione tiene conto della normativa attualmente in vigore e si basa su tre fondamentali elementi: l’età, la storia lavorativa e la retribuzione/reddito. Dal 2016, il servizio sarà disponibile anche per i dipendenti pubblici e per i lavoratori con contribuzione versata agli altri Fondi e Gestioni amministrate dall’Inps.

SOSPENSIONE PENSIONE DI INVALIDITÀ CIVILE PER ASSENTI AVISITA

A partire dal corrente mese di ottobre 2015, l’Istituto sta procedendo alla sospensione delle prestazioni economiche di invalidità i cui titolari sono stati convocati a visita di revisione dal mese di marzo 2015 e sono risultati assenti ingiustificati. Le sospensioni riguardano unicamente le convocazioni regolarmente effettuate. In tutti gli altri casi nei quali la spedizione abbia fatto registrare anomalie nella consegna (indirizzi insufficienti, sconosciuti o errati), prima di procedere alla sospensione sarà effettuata presso le sedi territoriali una puntuale verifica della correttezza degli indirizzi comunicati dagli assistiti e registrati nelle banche dati dell’Istituto. Nel caso in cui l’assenza a visita sia stata determinata da cause di particolare gravità che ne abbiano reso impossibile la tempestiva comunicazione alla competente Commissione medico-legale, i soggetti destinatari del provvedimento di sospensione possono prendere contatti con la Commissione stessa per verificare la possibilità di concordare una nuova visita

RIORDINO AMMORTIZZATORI SOCIALI IN COSTANZA DI LAVORO

Con Messaggio numero 5919, l’Inps informa dell’entrata in vigore del decreto legislativo numero 148 del 14 settembre (pubblicato nella Gazzetta ufficiale numero 221 del 23 settembre 2015) che riordina in un Testo Unico la materia degli ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro. Il decreto contiene importanti novità sulla Cassa integrazione guadagni ordinaria e sui Fondi di solidarietà. Le prime istruzioni di Inps alle aziende:

Le domande relative alle sospensioni o riduzioni dell’attività lavorativa precedenti il 24 settembre –  data di entrata in vigore del decreto – devono essere presentate con le consuete modalità. Invece, le domande per gli eventi di sospensione o riduzione verificatisi dal 24 settembre devono seguire la nuova disciplina. Questa prevede che le domande siano corredate dall’elenco dei nominativi dei lavoratori interessati alla sospensione/riduzione di orario e dal numero dei lavoratori mediamente occupati nel semestre precedente, distinti per orario contrattuale. Il dettaglio dei dati da fornire è riportato in Servizi online>Servizi per aziende e consulenti. La nuova disciplina, compreso il passaggio tra vecchia e nuova normativa, le modalità di presentazione della domanda e le ulteriori disposizioni contenute nella riforma, verranno illustrate a breve in una circolare dell’Istituto.

Carlo Pareto

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