venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

BOMBE SULL’ISIS
Pubblicato il 06-10-2015


Italia-USA-controISIS

La notizia di queste ore non è tanto l’eventuale intervento dell’Italia al fianco degli Usa contro l’Isis, ma dopo mesi in cui l’Italia è stata quasi ai margini delle decisioni internazionali il riconoscimento del proprio ruolo strategico nella difesa occidentale con l’arrivo del segretario della Difesa Usa, Ashton Carter, in Italia. Carter con la sua visita, alla vigilia del vertice Nato, fa riemergere il ruolo della posizione del nostro Paese.

Tutto ricomincia proprio da Sigonella, punto strategico dove la Nato ha le sue basi, e dove il segretario della Difesa di Washington incontrerà il ministro della Difesa, Roberta Pinotti. Secondo alcune indiscrezioni gli Stati Uniti starebbero seriamente pensando di utilizzare la base di Sigonella per aerei nella guerra contro Isis in Iraq e Nord Africa, mentre si fanno insistenti le voci che i possibili colloqui tra i due omologhi verteranno sull’impegno italiano nella coalizione anti Stato islamico. Carter, dopo l’incontro con il ministro Pinotti, domani sarà a Roma per incontrare il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Per affrontare la minaccia del terrorismo fondamentalista, “è necessaria la collaborazione di tutti. Iniziative unilaterali non riescono a risolvere ed affrontare adeguatamente il problema”. A dirlo, facendo un riferimento pur non esplicito ai bombardamenti russi, è il Capo dello Stato Sergio Mattarella in un’intervista all’agenzia russa Tass. “Occorre una collaborazione internazionale con strategie e azioni comuni”, ha poi aggiunto.

“In merito a indiscrezioni di stampa su operazioni militari aeree italiane in Iraq, il Ministero della Difesa precisa che sono solo ipotesi da valutare assieme agli alleati e non decisioni prese che, in ogni caso, dovranno passare dal Parlamento”. In una nota la Difesa appare molto cauta e ricorda che la “maggiore operativita” dei nostri aerei in Iraq è solo un’ipotesi da sottoporre prima al vaglio del Parlamento. Nonostante ci sia una leggera smentita delle anticipazioni del Corsera, proprio l’ultima frase sull’ok del Parlamento apre la possibilità che sull’impegno italiano sul fronte iracheno si tratti molto più di un’ipotesi.

Come ipotizza il Sole24ore “Far filtrare oggi la notizia di un maggior impegno dei Tornado (solo sugli obiettivi Isis in Iraq) risponde evidentemente all’esigenza di mostrarsi pronti ad esaudire eventuali richieste da parte americana ancor prima che l’amministrazione Usa ne faccia esplicita richiesta e allontanare il sospetto che l’Italia sia troppo appiattita sulle decisioni Usa”.

L’Italia fa parte della Nato e non può esimersi da un’eventuale collaborazione in caso di un attacco al sedicente Stato Islamico, ma arrivare all’ok del Parlamento richiede comunque una serie di passaggi, ostacolati anche dal dissenso di alcune forze politiche come M5S e Sel che dopo le indiscrezioni apparse sul principale quotidiano italiano, chiedono che la ministra della Difesa Roberta Pinotti riferisca in Parlamento sull’ipotesi che anche l’Italia partecipi con i suoi aerei ai bombardamenti in Iraq contro l’Isis. Il ministro della Difesa infatti stasera sarà in audizione in Commissione Esteri con il ministro Paolo Gentiloni. Bombardare per l’Italia sarebbe difficile, ma non impossibile, visti i precedenti in Kosovo.
Se la lotta all’Isis è sempre stato uno dei punti rivendicati dalla Difesa, la Pinotti non potrà che confermare quanto già ricordato dal premier Matteo Renzi durante il suo discorso alle Nazioni Unite e cioè che il nostro Paese non parteciperà a raid aerei in Siria, per evitare una “Libia bis”.

Diverso è invece il discorso per quanto riguarda l’impegno italiano nella coalizione anti Isis con i Tornado italiani e gli addestratori dei carabinieri a Baghdad, ruolo guida nella stabilizzazione del Medio Oriente con la missione Unifil in Libano. I Tornado italiani sono stati utilizzati fino ad ora per le missioni di ricognizione, mentre l’esercito italiano ha addestrato e fornito armi alla polizia irachena e alle forze Peshmerga curde impegnate nella lotta all’Isis.

L’Italia torna così in gioco, ma solo per i nuovi “allineamenti” globali, gli Usa sono molto preoccupati per i raid russi in Siria, che stanno portando non solo a nuove alleanze per Putin, come quella di Tel-Aviv, ma non possono essere impediti, poiché autorizzati dallo stesso Presidente Assad. Ancora più complicata risulterebbe per gli americani un’alleanza di intenti con i russi in Siria, poiché in tal caso bisognerebbe riconoscere l’autorità del regime di Assad.
Nel frattempo sta insorgendo la Turchia che denuncia la violazione del proprio spazio aereo da parte dei jet russi. L’esercito di Ankara ha riferito che caccia F-16 turchi che stavano pattugliando il confine con la Siria si sono trovati per 4 minuti e 15 secondi nel mirino di radar dei sistemi missilistici di Damasco e per 4 minuti e mezzo in quello di caccia MiG-29 di provenienza ignota. “Otto jet turchi F-16 sono stati inseguiti da MiG-29 non identificati per 4 minuti e 30 secondi durante un volo di pattugliamento al confine con la Siria” di ieri, riferisce un comunicato dell’esercito turco citato dal sito del quotidiano Hurriyet.

Maria Teresa Olivieri

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Commenti all'articolo
  1. Gli aerei servono a poco, le guerre si vincono con gli uomini sul terreno. Finché l’Europa non recluta una brigata europea sotto il comando della Legione Straniera francese noi europei non conteremo niente. Butteremo solo soldi al vento.

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