lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Bulgaria. Versione discordante su morte profugo
Pubblicato il 16-10-2015


Migranti-afgano uccisoLa dinamica è ancora tutta da ricostruire e la procura locale ha aperto un’inchiesta, quel che è chiaro è che la Polizia bulgara ha sparato e ucciso un profugo afgano mentre tentava di varcare la frontiera nei pressi di Sredets, cittadina bulgara a trenta chilometri dal confine bulgaro-turco. Secondo le informazioni rese note dal ministero degli Interni di Sofia, intorno alle 22 di ieri una pattuglia della polizia di frontiera avrebbe intercettato un gruppo di 54 persone che avevano attraversato in modo irregolare il confine tra Turchia e Bulgaria.

Attualmente sono diverse le versioni sull’accaduto, una di queste, diffusa subito dalle autorità bulgare è che i migranti avrebbero opposto resistenza agli agenti, così uno dei poliziotti avrebbe sparato in aria ma, in modo non imprecisato dalla polizia, il colpo avrebbe poi colpito “di rimbalzo” uno dei fermati, che sarebbe poi deceduto durante il trasporto in ospedale. La versione data nelle ultime ore è anche quella secondo cui l’uomo ucciso era armato, secondo il ministero dell’Interno. Ma in sostanza nello zaino dell’uomo ucciso sarebbe stata ritrovata una pistola. A riferirlo è un alto responsabile del ministero dell’Interno bulgaro, Georgi Kostov prima alla radio nazionale Bnr, poi durante una conferenza stampa: “La nostra pattuglia di guardie di frontiera insieme alla polizia della zona ha intercettato un gruppo di 54 persone entrati illegalmente nel Paese”. Dura la replica da parte del portavoce dell’Alto commissariato ONU per i rifugiati (UNHCR), Boris Cheshirkov, ha condannato l’uso della forza contro i migranti e ha rivolto al governo bulgaro un appello a indagare con trasparenza.

Invece l’Europa ha fatto sapere che la Bulgaria può contare sul sostegno dell’Europa per il controllo delle proprie frontiere, ad affermarlo è proprio presidente del Consiglio Ue, Donald Tusk, appena venuto a conoscenza della morte dell’uomo afgano. L’annuncio è infatti arrivato mentre a Bruxelles si teneva il vertice con la Turchia sulla gestione degli immigrati, tanto che il primo ministro bulgaro Boyko Borisov ha dovuto lasciare la riunione.
L’uomo afgano è la prima persona che viene uccisa mentre tenta di varcare la frontiera dall’inizio della crisi siriana, ma non è il primo a perdere la vita nel tentativo di arrivare in Europa. In queste stesse ore anche a Calais, all’imbocco francese dell’Eurotunnel, un migrante è stato investito da una navetta merci proveniente dalla Gran Bretagna e non è stato possibile identificarlo, perché il suo corpo è stato trascinato sui binari per qualche centinaio di metri.

È la sedicesima persona a perdere la vita nel tunnel dal 26 giugno.

Maria Teresa Olivieri

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