domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

CAOS MARINO
Pubblicato il 12-10-2015


Marino-conferma dimissioni

Un lunedì mattina di lavoro per il sindaco Ignazio Marino. Non solo la formalizzazione delle sue dimissioni (annunciate lo scorso 8 ottobre), ma anche la firma ad alcuni provvedimenti. Da domani scattano i 20 giorni – previsti dalla legge – durante i quali Marino può revocare le dimissioni, altrimenti queste saranno irrevocabili ed esecutive. Nel frattempo, secondo indiscrezioni, la petizione online per chiedere a Marino di ripensarci – non solo ha superato le 45mila firme –  ma potrebbe trasformarsi in una lista civica. Riccardo Nencini (Psi): «Bisogna regolamentare le primarie». Del Cimmuto: «Ipotesi lista civica da valutare».

MATTINA DI LAVORO – Oltre ad aver siglato il provvedimento di costituzione di parte civile del Comune di Roma nel procedimento penale nei confronti di cinque imputati del procedimento penale ‘Mafia capitale’, Marino ha firmato tre ordinanze in materia di traffico, mobilità e inquinamento atmosferico e acustico – in vista del Giubileo straordinario, che inizierà il prossimo 8 dicembre, – per una spesa complessiva di circa 10 milioni di euro.

LE TAPPE DEL POST MARINO – A partire dal prossimo 2 novembre – qualora Marino non revocasse le dimissioni – si aprirà la fase del commissariamento, ossia l’individuazione del nome del commissario che nei prossimi mesi guiderà il Campidoglio. Secondo quanto ribadito dal presidente del Consiglio dei ministri, Matteo Renzi, a scegliere il commissario della Capitale sarà il Prefetto, dunque Franco Gabrielli, commissario per il Giubileo ed ex capo della protezione civile. In un secondo momento si procederà alla scelta dei candidati che si sfideranno alle prossime elezioni comunali che dovrebbero tenersi una domenica tra il 15 aprile e il 15 giugno 2016.

DEL CIMMUTO (PSI): «IPOTESI LISTA CIVICA DA VALUTARE» – Qualora il sindaco uscente decidesse di creare una sua lista – a cui potrebbero aderire, sembra, i radicali e alcuni esponenti del Pd romano – incentrata – sottolinea Loreto del Cimmuto, segretario romano del Psi – su un progetto «orientato verso una città migliore, che unisca le migliori energie della società romana, con l’obiettivo di scansare l’antipolitica, recuperando la buona politica, sarebbe da prendere in considerazione». Un’ipotesi questa che fa discutere e spaventa molti. In caso di «redde rationem – nota Del Cimmuto – da parte di Marino nei confronti del suo partito – che diventerebbe il suo ex partito – la nascita della lista Marino, non avrebbe alcun senso, e condurrebbe allo sfacelo».

NENCINI: «REGOLAMENTARE LE PRIMARIE» – Ma chi sceglierà il successore di Marino per il Pd? Su questo si è aperta un’altra battaglia che registra la presa di posizione di Matteo Renzi. Il presidente del Consiglio, che è anche segretario nazionale del Pd, passato a sua volta dalle primarie, ha preso posizione spiegando – nella trasmissione di Fabio Fazio, ‘Che tempo che fa’ – che deve essere lasciata ai romani la possibilità di individuare il candidato sindaco. Insomma le primarie.

Sul tema primarie sì, primarie no, è intervenuto anche il segretario del Psi, Riccardo Nencini che pur sposando la scelta di Renzi, ha sottolineato una questione cruciale tutt’ora irrisolta. A margine dell’iniziativa ‘Mi sento sicuro, non bevo e guido’ che si è svolta a Firenze, Nencini ha invitato a procedere «verso una regolamentazione perfetta delle primarie, che hanno sortito effetti positivi da talune parti, ed effetti negativi a Roma con la vicenda di Marino». Quelle primarie aperte vinte da Marino «a sorpresa» come ha dichiarato lo stesso Renzi. Difatti, a oggi, nessuno ha mai sciolto il nodo dei confini ‘democratici’ delle primarie, quale possa e debba essere la platea dei votanti, chi abbia insomma diritto al voto quando la scelta riguarda il candidato di un partito, se non addirittura il suo segretario nazionale.

Silvia Sequi

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