domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Caso Cucchi. Percosse
e trauma psichico
Pubblicato il 16-10-2015


Cucchi-botte-trauma“Le violenze inferte a Stefano Cucchi sono causa prima della sua morte”. Lindagine medica indipendente realizzata da ‘Medici per i Diritti umani’ (Medu) – organizzazione umanitaria e di solidarietà internazionale – individua nell’aggressione la causa della morte del giovane romano, avvenuta il 22 ottobre 2009 all’ospedale Sandro Pertini di Roma, dove era stato ricoverato in condizioni pietose a una settimana dall’arresto per droga. Il legale della famiglia Cucchi: «Un lavoro come questo, ben introdotto nel processo, può fare capire che esiste un vizio motivazionale importante che può portare a un eventuale annullamento (della sentenza di assoluzione di tutti gli imputati dello scorso 31 ottobre, ndr). Il 15 dicembre ci sarà l’udienza in Cassazione». 

L’INDAGINE DI MEDU – Il documento – stilato da Alberto Barbieri e Massimiliano Aragona – si basa sullo studio e l’analisi della documentazione processuale tra cui deposizioni, perizia, consulenze, documentazione sanitaria, memorie, motivazioni delle sentenze. L’indagine è stata presentata oggi in Senato da Luigi Manconi, presidente della Commissione Diritti umani del Senato, Patrizio Gonnella, presidente Antigone e Cild-Coalizione Italiana per le Libertà e i Diritti Civili, e alla presenza di Ilaria Cucchi e dell’avvocato Fabio Anselmo. Il documento rileva l’esistenza di “una catena causale che collega l’aggressione, il trauma psichico e la sindrome di inanizione, la quale ha provocato, in modo esclusivo o in concausa, la morte di Stefano. In altre parole le violenze subite da Stefano sono state il primum movens che ha portato a una sequenza di eventi patogeni terminata solo con il decesso del paziente”. “Nel caso Cucchi – hanno spiegato i due medici – le conseguenze del trauma psichico, le spine nello spirito, hanno avuto effetti ancora più profondi e devastanti delle ferite provocate dalle lesioni fisiche”.

MANCONI: «C’È STATO VUOTO INVESTIGATIVO» – Secondo Luigi Manconi nelle prime 24 ore – dal momento dell’arresto del giovane all’udienza del giorno successivo – c’è stato un «vuoto investigativo, una omissione sulla parte di competenza dei carabinieri – sottolinea il senatore Pd – che è stata ignorata».

LA NUOVA INDAGINE – Non è un dunque un caso che lo scorso martedì la Procura di Roma abbia iscritto nel registro degli indagati altre quattro persone, tutte appartenenti all’Arma dei carabinieri: tre di queste sono accusate del reato di lesioni aggravate, un’altra è accusata di falsa testimonianza, come il primo indagato, un ufficiale sotto indagine da tempo.

Siria Garneri

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