venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Conferenza programmatica – Riccardo Nencini – Conclusioni
Pubblicato il 29-10-2015


Papa Francesco: si tratta di un cambiamento d’epoca.

DUE ITALIE

1982: l’Italia da società industriale a terziario, fine dell’emergenza terroristica, superamento del compromesso storico e dell’egemonia Dc, ruolo centrale dei partiti, ripresa economica, speranza europea con Maastricht alle porte, Yalta scalfita ma in piedi, assenza problema migranti, desiderio di governi stabili.

Craxi e Pertini

2015: rivoluzione tecnologica in corso, globalizzazione al galoppo, crisi UE, tramontata la repubblica dei partiti, ondate di populismo ovunque, in ombra la società civile, marcate diseguaglianze, crisi ceto medio, leggero vento di ripresa.

Solitudine senza élite e sopravvivenza.

CONFERMA CHE SI TRATTA DI UN CAMBIAMENTO EPOCALE

Seconda repubblica è un naufrago, spiaggiato sulla frontiera Berlusconi/antiberlusconi

Allora si acuisce la crisi della politica e delle istituzioni che hanno intessuto un’idea di nazione. Tra il 1994 e il 2008 poli condizionati dalle forze estreme: 1994 Lega provoca caduta di B.; 1996 vince Prodi con Lega fuori, cade Prodi causa Rifond. Com.; 2006 vince Prodi e cade causa Rifondazione. Com.; dal 2013 Italia senza una maggioranza di parte.

TENDENZE

In Italia accentuate tendenze tipiche delle società contemporanee. Altrove la politica tiene, qui in letargo

– democrazia rappresentativa insufficiente

– verticalizzazione delle decisioni

– crisi della società di mezzo (sindacati, organismi di rappresentanza). Società della disintermediazione (i Twitter di Renzi dopo la legge di stabilità).

– presentismo e mancanza di strabismo

– evoluzione destra e sinistra in dentro/ fuori: chi ha lavoro e chi no, chi ha garanzie sindacali e chi no, chi ha una famiglia e chi no, chi nasce nel posto giusto e chi no.

LA POLITICA  LA SOCIETÀ

Passati da fattore K + maggioranze figlie del proporzionale a bipolarismo acerbo e infine al tripolarismo anomalo.

– due tendenze in contrasto: un partito riformista di centrosinistra che si allarga al centro ( con alleati che guardano nella stessa direzione) con un leader forte ( non e’ la Dc: la Dc. mediava tra i corpi intermedi, lui no )e due poli – destra e cinque stelle – che estremizzano le posizioni.

– Prossime politiche probabile scontro tra Renzi/Grillo: sistema e antisistema (Fronte Popolare/Dc ma Grillo non è Ne Togliatti ne Nenni e il Pd non è la Dc)

– crisi del patto sociale: più povertà, più divario nord/sud, più ricchezza apicale, implosi i corpi intermedi. Paura e insicurezza, mancanza di una missione (‘il permanente plebiscito dei mercati ha sostituito il plebiscito delle urne ‘ Hans Tietmeyer presidente Bundesbank)

– fuori gioco l’idea di sinistra che pensa a uno stato sociale alimentato dal debito pubblico e che non si occupa di creare ricchezza da redistribuire.

 VISIONE STRATEGICA 2016/2023

Recuperare il tempo perduto e tracciare una rotta durevole. Jean Monnet: quello che conta non e’ essere ottimisti o pessimisti ma determinati.

– Congresso straordinario Pse in Italia.

Renzi non gioca seguendo coordinate tradizionali. Ha coraggio e muove in campi considerati in passato scomodi da certa sinistra e da certo mondo cattolico. Su giustizia e diritti civili abbiamo incontrato sulla nostra strada prima Renzi di tronfi alfieri del progresso.

– Se Renzi puntasse all’autosufficienza, farebbe l’errore di Veltroni. Il trasformismo parlamentare non diventerà trasformismo elettorale (gruppi in parlamento ma amebe nei territori. Parlamentari eletti in F.I. presenti in cinque gruppi tra senato e Camera totalizzeranno un coriandolo dei voti raccolti dal loro vecchio partito)

2016 sarà l’anno del Signore: vero test politico tra amministrative e referendum senato.

La risposta non è il Partito della Nazione, di cui Renzi non ha mai parlato, ma una ‘missione Paese’ spinta da un riformismo sfrontato. La missione richiede strategia e passione e un nuovo ‘patto generazionale’.

I SOCIALISTI

La domanda che dobbiamo farci non è dove stanno i socialisti ma come stanno nella sinistra riformista. Leali nell’alleanza, liberi nelle scelte. Non esiste un atto del governo che non abbia conosciuto nostri emendamenti: scuola, senato, legge elettorale. Alcuni accettati, altri no. Sulla legge di stabilità, le modifiche apportate a cancellazione Tasi e gioco d’azzardo portano la nostra firma. Omicidio stradale e codice appalti, divorzio breve e misure sulla giustizia, provvedimenti sulla casa e sulla cultura sono iniziative intraprese dai socialisti in Parlamento.

– rassettare il territorio fino dalle amministrative. Nel 2016 anteprima delle politiche: blocco antisistema, blocco di destra egemonizzato a nord dalla Lega, blocco riformista ( la sinistra radicale sarà marginale).

Noi con i civici, i cattolici democratici, i laici in alleanza col Pd. In alleanza, non con il Pd.

Un errore portare i socialisti in alleanze con la sinistra radicale. Tradiremmo la storia dell’ultimo mezzo secolo e ci infileremmo, per il futuro, in un collo di bottiglia senza via d’uscita.

Obiettivo: tornare nelle grandi città dalle quali manchiamo dal 1990.

– Avanti e Mondoperaio aperti ai senza patria del riformismo italiano e la Fondazione Socialismo la scuola della sinistra del cambiamento.

                                     LE COSE DA FARE

  1. COMPLETARE LA RIFORMA DELLE ISTITUZIONI E CAMBIA LA LEGGE ELETTORALE

– ricordate casi Acerbo (535 deputati di cui 37 fascisti) e Mattarellum.

Parisi: ‘se cambia premio maggioranza si torna al centrosinistra col trattino’. No, non torniamo ai dieci microfoni al Quirinale.

Spalmare premio di maggioranza

– Reti territoriali più larghe, quindi più autorevoli e più in linea con le piattaforme di sviluppo economico: fusione comuni, via enti territoriali superflui, revisione specialità regionali, riforma titolo V. Ma soprattutto forme di democrazia diretta per rendere vitale il nostro sistema. Montesquieu temeva pericoli autocratici ma nessuno aveva previsto un così forte allontanamento dei cittadini. Servono voto ai sedicenni nei comuni, referendum non solo abrogativo, debat publique, primarie regolate, sorteggio per CSM, elezione diretta vertici città metropolitane ( dalle città transita il futuro: come le città medievali, una sorta di frontiera per la sperimentazione, la cultura, l’impresa ), gestione in comune di progetti tra regioni (art.117 già lo consente – in Francia ridotte le regioni da 22 a 15 e creato le intermunicipalita’),voto ai sedicenni.

  1. MIGRANTI: no a multiculturalismo etnico, si al monito mazziniano diritti/doveri.
  1. DIRITTI: (Milano già maggioranza nuclei familiari atipici: piano casa, unioni civili, diritti di cittadinanza….). Troppa ansia di mediazione. Da qui immobilismo. Corte e Cedu obbligano l’Italia a decidere in fretta. Riconosciuto il diritto fondamentale ‘a vivere liberamente una condizione di coppia ottenendone il riconoscimento giuridico’.
  1. UN’ALTRA EUROPA: necessaria perché Maastricht e’ stato indebolito da quattro fenomeni: crisi lunga, euro dissociata dall’oro e dalla sovranità, globalizzazione che ci ha trovati impreparati (Europa con 7% popolazione e 50% welfare), allargamento. Ironia della storia che l’unione monetaria pensata per fare l’Europa ora la stia demolendo. Due economie: quella mediterranea ( crescita legata alla domanda interna e stimolata da inflazione e sorretta da alto deficit pubblico. Da qui pace sociale ma perdita di competitività internazionale) e quella nordeuropea ( più competitiva sui mercati esteri e con politiche monetarie più rigide) = conflitti laceranti.

– Conferenza del Mediterraneo

  1. UN’ALTRA ITALIA: C’e’ la storia del Grande Gatsby e c’e’ la storia di 4 milioni di poveri assoluti; fonte Inps: su 100 euro di spesa sociale solo 3 vanno ai più poveri; delle prestazioni assistenziali, il 30% va alla popolazione piu’ ricca. Fondi rilevanti per combattere la poverta’ nella legge di stabilità ma servono misure straordinarie e soprattutto un’idea diversa.

– maggiore eguaglianza e merito al cancello di partenza ( sostenere studenti poveri ma meritevoli, famiglie indigenti….per accrescere le opportunita’) e sostegno durante la vita ( accrescere i risultati). Punto di riferimento e’ il ciclo di vita non il qui e ora; valutare non solo il reddito ma l’appartenenza di genere, l’etnia, la generazione; welfare mantenga la sua universalita’ ma sia orientato soprattutto ai meno favoriti.

Non più solo pensioni e risarcimenti passivi ma lotta alla povertà e promozione mobilità sociale.

INVESTIMENTI PUBBLICI PER INNOVARE SETTORI STRATEGICI

SOSTEGNO DI INCLUSIONE ATTIVA: non è il reddito di cittadinanza. Erogato solo a persone povere e prevede un programma di attivazione. Un patto con lo stato, non pasti gratis, che, se non rispettato, decade.

Tetto a stipendi manager: differenze alte giustificate solo se aumentano il reddito complessivo e i frutti vanno a vantaggio dei più sfavoriti. Nel caso Atac, stipendi manager ridotti al lumicino.

Investire nella conoscenza: in passato il progresso tecnico ha aumentato le capacità dell’uomo. La rivoluzione delle tecnologie digitali , con la macchina che sostituisce le capacità cognitive dell’uomo, ci rende superflui, come il cavallo con la locomotiva. Da qui: estendere il raggio dei mestieri, valorizzare e investire sui ‘ nuovi artigiani’

GREEN ECONOMY: 30% imprese del settore innovano contro il 15% delle altre, il 44% esportano contro il 24% delle altre.

BELLEZZA: Italia vanta il maggior numero di siti UNESCO. Incentivi fiscali a chi investe e recupera, mobilità leggera, Francigena

MADE IN ITALY: PMI, export manifatturiero, premialita’ a chi si connette, si consorzia, supera la tensione verso una narcisistica onnipotenza.

Siamo come la 500: affidabili e con una bella storia. E con l’ambizione di tracciare una strada.

Preservare la comunità integra.

Siamo gli unici ad aver attraversato il deserto, gli unici ad aver conservato ideali raccolti in una comunità, un un nome, in un simbolo, in una bandiera.

Tra reduci nostalgici e pionieri, preferisco i pionieri.

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