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Opinioni e commenti
 

Corte: Severino giusta, De Magistris e De Luca a rischio
Pubblicato il 20-10-2015


Consulta-De Luca-De Magistris

A sinistra il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris e il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca

Rigettato – come infondato – il ricorso presentato contro la legge Severino, in particolare sugli aspetti della norma concernenti l’incandidabilità e l’ineleggibilità dei condannati. Così si sono pronunciati i giudici costituzionali sulla questione sollevata nell’ambito – prima – del caso del sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, poi del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca. Alla luce della sentenza di oggi da parte della Consulta – secondo cui la legge Severino non presenta alcun profilo di incostituzionalità sull’incandidabilità – entrambi saranno sospesi. Sia de Magistris sia De Luca erano stati condannati in primo grado con l’accusa di abuso d’ufficio ed entrambi avevano continuato a ricoprire le loro cariche grazie all’accoglimento dei loro ricorsi da parte del tribunale regionale che ne aveva ha sospeso i provvedimenti.

LA LEGGE SEVERINO – Votata alla fine del 2012 la norma – che prende il nome da Paola Severino, ministro della Giustizia durante il governo Monti – prevede, tra le altre cose, la sospensione, la decadenza e l’incandidabilità dei candidati alle elezioni politiche e amministrative. Sul fronte delle cariche elettive a livello locale la non candidabilità è prevista per coloro che abbiano riportato condanne definitive per alcuni reati (per esempio corruzione, concussione, peculato e abuso d’ufficio) mentre – nel caso di condanna non definitiva – la legge prevede la sospensione automatica, per almeno diciotto mesi, dalla carica per gli amministratori pubblici.

IL CASO DE MAGISTRIS – Il 26 settembre 2014 il sindaco di Napoli era stato condannato – in primo grado – a un anno e tre mesi di reclusione (pena sospesa) per abuso d’ufficio, in relazione all’inchiesta ‘Why Not’ da lui condotta nel 2007, quando ancora indossava la toga da magistrato. Lo scorso 25 giugno, De Magistris aveva vinto il terzo round, tornando a sedersi sulla poltrona di Palazzo San Giacomo. Per domani è prevista la sentenza sul processo d’Appello per l’indagine ‘Why Not’: qualora fosse nuovamente condannato per il sindaco di Napoli si ripresenterebbe la sospensione dall’incarico; se dovesse essere, invece, assolto potrà avviarsi – in libertà – verso la campagna elettorale per le elezioni comunali del 2016.

IL CASO DE LUCA – Vincenzo De Luca, ex sindaco di Salerno, ora presidente della Regione Campania, era stato condannato a un anno di reclusione –  in primo grado – per abuso d’ufficio per aver fatto nominare project manager il suo ex capo-staff nell’ambito della costruzione di un termo-valorizzatore a Salerno. Lo scorso 22 luglio i giudici partenopei avevano accolto il ricorso di De Luca consentendogli di insediarsi a Palazzo Lucia e di formare la sua nuova Giunta ‘in rosa’.

Siria Garneri

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