domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Dal 2017 stop al roaming
e la rete sarà ‘neutrale’
Pubblicato il 27-10-2015


Stop roaming

Meglio tardi che mai. Dal giugno 2017 finalmente l’odiosa e ingiustificata pratica di far pagare cifre incongrue, e spesso molto alte, ai consumatori che vogliano usare il loro telefono dall’estero, non sarà più permesso. Una pacchia assoluta per le compagnie telefoniche che in questi decenni si sono ingrassate lucrando cifre immense su una pratica assurda che passa sotto la definizione tecnica di ‘roaming’, ovvero il passaggio dalla rete del proprio gestore a quella di un altro. Ai gestori il roaming non costa praticamente nulla, ma faceva molto, molto comodo.

Con la votazione finale di oggi al Parlamento Europeo entrerà in vigore, dal giugno 2017 lo stop alla gabella su telefonate, sms e traffico dati con una tappa: per il traffico in partenza dal proprio telefono in un altro Paese Ue, dal 30 aprile 2016 il sovrapprezzo degli operatori dovrà essere limitato ai 5 centesimi al minuto per le chiamate, 2 centesimi per gli sms e 5 per ogni megabyte di navigazione.

Entro l’anno poi sarà stabilito anche un tetto per i costi delle chiamate ricevute e ci si aspetta che tali costi siano considerevolmente più bassi rispetto a quelli previsti per le chiamate effettuate.

Il PE ha anche stabilito norme più chiare sul diritto di accesso a internet con una serie di misure per migliorare la neutralità della rete, eliminando i colli di bottiglia e proibendo agli operatori di penalizzare alcuni servizi, come Skype.

“L’abolizione delle maggiorazioni per il roaming – ha detto durante il dibattito prima del voto la relatrice del provvedimento, la spagnola Pilar del Castello (PPE) – è stata a lungo attesa da tutti: la gente comune, le start-up, le PMI e tutti i tipi di organizzazione”. “Grazie a questo accordo, l’Europa diventerà anche l’unica regione nel mondo che garantisce giuridicamente internet aperta e neutralità della rete. Il principio della neutralità della rete sarà applicato direttamente nei 28 Stati membri. Esso garantisce anche che non avremo internet a due velocità”.

Quanto a internet la nuova legislazione obbligherà le imprese che offrono l’accesso al web a trattare tutto il traffico dati in modo equivalente e non potranno più bloccare o rallentare la ricezione di contenuti, applicazioni o servizi offerti da singole aziende a meno di un intervento della magistratura che potrebbe essere deciso nel caso di problemi di intasamento della rete come per contrastare i più comuni attacchi informatici, i cosiddetti DoS (Denial of Service) quando su un indirizzo IP vengono concentrati migliaia di richieste di accesso contemporaneamente. Se tali misure saranno necessarie per la gestione del traffico dati, dovranno essere “trasparenti, non discriminatorie e proporzionali” e non dovranno durare più del necessario.

Questo non toglie che se un operatore vorrà offrire servizi speciali in termini di qualità nella trasmissione dati, potrà farlo, ma non a detrimento della qualità dei servizi offerti agli altri utenti, non potrà insomma tagliare la cosiddetta ‘banda passante’ a vantaggio di qualche cliente.

Finalmente poi dovrebbe cessare la pratica truffaldina di spacciare attraverso campagne pubblicitarie volutamente confuse inesistenti velocità della rete, in download e in upload, sempre massimi teorici mai realmente ottenibili dal povero (e incompetente) utente. In questo caso gli europarlamentari hanno stabilito che i provider dovranno fornire agli utenti, che stanno per firmare un contratto, una spiegazione chiara sulle velocità di download e upload (rispetto a quelle pubblicizzate) che possono realisticamente aspettarsi dal servizio. Ogni differenza evidente darà diritto a compensazioni, quali l’estinzione del contratto o l’ottenimento di un rimborso. Spetterà alle autorità nazionali di regolamentazione verificare se le eventuali differenze riscontrate dall’utente possano o meno costituire una violazione del contratto.

Armando Marchio

Il testo del Parlamento Europeo

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