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Opinioni e commenti
 

Dieselgate. Gli Usa estendono l’indagine ad altri marchi
Pubblicato il 02-10-2015


Volkswagen-test emissioniSi allarga a macchia d’olio il cosiddetto dieselgate. L’Enviromental Protection Agency (Epa, l’ente americano per la protezione dell’ambiente, ndr) ha esteso l’indagine sulle emissioni diesel anche ad altri marchi, tra cui Bmw, Chrysler, General Motors, Land Rover e Mercedes. Nel frattempo la Procura di Parigi ha avviato una inchiesta preliminare per truffa aggravata, e l’Antitrust italiana apre un’istruttoria per violazioni. Riccardo Nencini, viceministro dei Trasporti: «Bene la decisione dell’Antitrust di avviare un procedimento istruttorio nei confronti di Volkswagen. La cosa giusta a difesa dei cittadini».

L’EPA ESTENDE INDAGINE – Secondo il ‘Financial Times’ l’Epa – che ha fatto scoppiare lo scandalo – avrebbe esteso l’indagine sulle emissioni di gas di motori diesel anche su una ventina di modelli di Bmw, Chrysler, General Motors, Land Rover e Mercedes Benz.

ITALIA. ISTRUTTORIA DELL’ANTITRUST – Nel nostro Paese l’Antitrust ha aperto un’istruttoria per violazioni, decisione accolta dal viceministro dei Trasporti, Riccardo Nencini perché è «la cosa giusta a difesa dei cittadini». Parallelamente Adusbef e Federconsumatori hanno presentato esposti presso le dieci maggiori Procure della Repubblica, con l’ipotesi del reato di frode in commercio e truffa nei confronti del colosso automobilistico tedesco. In Italia sono quasi 650 mila le auto che saranno richiamate dalla casa automobilistica di Wolfsburg ‘per manutenzione’.

I PAESI COINVOLTI NEL DIESELGATE – Con il maggior numero di vetture truccate è la Germania, con 2,8 milioni di vetture coinvolte, il Paese originario del colosso automobilistico. Seguono Gran Bretagna (1,2 milioni), seguita da Francia (950mila), Spagna (680mila), Italia (650mila), Belgio (500mila), Stati Uniti (482mila), Austria (363mila) e Svezia (225mila).

Redazione Avanti!

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