domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Dieselgate. Indagati i vertici di Volkswagen Italia
Pubblicato il 15-10-2015


Volkswagen-GdF-VeronaFrode in commercio. Questo il reato ipotizzato dalla Procura che ha autorizzato le perquisizioni delle Fiamme Gialle nella sede italiana del gruppo Volkswagen, a Verona, e in quella – a Bologna – di Lamborghini che fa capo allo stesso gruppo tedesco, a quasi un mese dallo scandalo senza precedenti che ha travolto il colosso automobilistico tedesco. Esulta il Codacons: “Accolta in pieno la nostra istanza”. Nel frattempo il Ministero dei Trasporti tedesco ha ordinato il richiamo di 2,4 milioni di auto e il nuovo a.d. di VW, Matthias Mueller parla di «buone possibilità» di riprendersi in due o tre anni dalle conseguenze del cosiddetto ‘dieselgate’.

GLI INDAGATI IN ITALIA – Sul registro degli indagati sarebbero iscritte figure di spicco della dirigenza di Volkswagen Italia: tra queste il direttore generale e amministratore delegato, Massimo Nordio, il presidente del Consiglio d’amministrazione, Luca De Meo e altri dirigenti che erano in carica durante il periodo in cui è stato installato il software che ‘truccava’ i test di emissione dei motori diesel.

CODACONS: “ACCOLTA NOSTRA ISTANZA” – “E’ stata accolta in pieno la nostra istanza” rende noto il Codacons. “Solo pochi giorni fa avevamo chiesto di disporre perquisizioni a tappeto nelle sedi italiane di Volkswagen e presso le abitazioni private di dipendenti e manager, allo scopo di acquisire documentazione circa lo scandalo delle emissioni falsificate, al pari di quanto disposto dalla magistratura tedesca. La nostra ipotesi era proprio quella di una possibile frode in commercio a danno dei consumatori, per la quale ci siamo rivolti alla magistratura e all’Antitrust”.

IL RICHIAMO TEDESCO – Nel frattempo in Germania il ministero dei Trasporti ha ordinato il richiamo di tutte le auto diesel dotate del software che ‘truccava’ i test che, in tutto, sono 2,4 milioni di vetture. Kba (Kraftfahrt-Bundesamt, il maggiore omologatore delle auto in questione, ndr) ha specificato che l’operazione avrà inizio a partire dal prossimo gennaio, e che i difetti tecnici saranno risolti entro la fine del 2016. L’idea che i proprietari portino di loro sponte a controllare i loro veicoli è stata bocciata.

MUELLER: “BUONE POSSIBILITA’ RIPRESA VW” – Oggi, a Lipsia, durante un discorso dinanzi a circa 400 manager, il nuovo a.d. del colosso tedesco, Matthias Mueller ha parlato di «buone possibilità» di riprendersi in «due o tre anni» dalle conseguenze dello scandalo. Inoltre Mueller, in una lettera indirizzata al ministro dei Trasporti, ha garantito che a breve sarà presentata una soluzione che permetterà di mettere in regola tutti quei veicoli sui quali è stato installato il software incriminato.

Siria Garneri

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