venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Dieselgate. Volkswagen pensa anche a tagli ai salari
Pubblicato il 06-10-2015


Il  neo a.d. di Volkswagen, Matthias Muller

Il neo a.d. di Volkswagen, Matthias Muller

Per la prima volta, il nuovo amministratore delegato di Volkswagen, Matthias Muller ha parlato dinanzi ai dipendenti – circa 20 mila persona – che indossavano magliette con lo slogan ‘Una squadra – una famiglia’ e striscioni con scritto ‘Siamo Volkswagen’. Per uscire dal pantano in cui si trova impigliato il colosso automobilistico tedesco – in seguito allo scandalo sui test truccati, soprannominato ‘dieselgate‘ – «bisognerà modificare il nostro sistema di efficienza» e questo «non sarà indolore» ha dichiarato l’a.d., durante l’assemblea straordinaria in una hall dell’impianto di Wolfsburg.  

RISPARMI MASSICCI – «Le conseguenze finanziarie e di business non sono ancora chiare” ha avvertito Muller, aggiungendo che il gruppo effettuerà «risparmi massicci» verso gli investimenti non indispensabili che saranno posticipati o anche abbandonati. «Stiamo sottoponendo a verifica – ha reso noto – tutti gli investimenti in programma e quello che non è urgente sarà o cancellato o posticipato». Nel frattempo si delineano due scuole di pensiero sul delicato tema dei tagli: da una parte i sindacati – che hanno la metà dei voti del Consiglio di Sorveglianza – protesi verso un taglio diretto soprattutto delle spese in àmbito della ‘Ricerca e Sviluppo’; dall’altra parte il management orientato, invece a una rivisitazione delle spese soprattutto nel comparto delle ‘Risorse Umane’. Durante il suo discorso Muller ha voluto rassicurare i dipendenti del gruppo, affermando che VW farà il possibile «per mantenersi in vita e per salvaguardare i posti di lavoro».

Bernd Osterloh, capo del consiglio dei lavoratori di Volkswagen e massima autorità sindacale dell’azienda, ha spiegato che per il momento lo scandalo “non sta avendo impatto sull’occupazione” ma che “ne ha sui salari e quindi anche sui bonus dei lavoratori. Bisogna vedere come reagiranno i nostri clienti a questo scandalo”. La Volkswagen ha circa 600mila dipendenti sparsi nel mondo.

PERCORSO DOLOROSO – Il numero uno del colosso automobilistico ha poi reso noto che i 6,5 miliardi accantonati dal gruppo VW – per far fronte allo scandalo e riconquistare la fiducia dei consumatori – «non basteranno». «È chiaro – ha aggiunto – che i nostri ricavi e la nostra programmazione finanziaria saranno enormemente sotto pressione». Sul fronte dei consumatori, l’a.d. ha dichiarato che «in molti casi sarà sufficiente un aggiornamento del software, mentre alcuni veicoli richiederanno anche modifiche hardware».

SOLUZIONI TECNICHE ENTRO FINE OTTOBRE – Sia negli Stati Uniti – ove è scoppiato lo scandalo – sia in Europa, il colosso tedesco dovrà presentare, entro la fine del mese in corso, le soluzioni tecniche e le misure relative necessarie per rimettere in regola quei motori diesel ‘truccati’, protagonisti di uno scandalo senza precedenti che ha provocato una caduta delle azioni della casa automobilistica pari al 40%.

Siria Garneri 

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