sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Dieselgate. Perquisizioni in alcune fabbriche tedesche
Pubblicato il 08-10-2015


Volkswagen-wolfsburgAvviate perquisizioni negli uffici di Wolfsburg – quartier generale di Volkswagen – e di altre sedi in Germania del colosso tedesco al fine di trovare materiale relativo alle manipolazioni dei test sulle emissioni anti-smog, noto oramai come dieselegate. A deciderlo sono stati tre procuratori, supportati dall’ufficio di indagini penali dello Stato della Bassa Sassonia. L’azienda automobilistica fa sapere di aver consegnato un’«ampia” gamma di documenti agli inquirenti. La VW ha inoltre reso noto di aver sporto denuncia sulle emissioni truccate alla procura di Braunschweig – lo scorso 23 settembre – e di avere intenzione di collaborare con gli inquirenti. Sulla vicenda sono intervenuti il ministro e il viceministro delle Infrastrutture e Trasporti (Mit). 

DELRIO: INTRODURRE NUOVE PROVE SU STRADA – A margine del Consiglio Ue, il responsabile del Mit, Graziano Delrio ha dichiarato che «l’Italia ha ribadito – anche stamani alla Commissione Ue – che vuole essere assolutamente in linea con l’accelerazione dell’introduzione delle nuove prove su strada. Bisogna che sostituiscano quelle di laboratorio e siano il punto di riferimento per l’omologazione». Delrio ha poi aggiunto che il Ministero sta «dando la collaborazione tecnica necessaria per poter accedere rapidamente a un nuovo regolamento delle prove su strada e ad accelerarne la pratica».

NENCINI: NONOSTANTE SOLLECITAZIONI, ANCORA NO DATI – Durante l’audizione, oggi, in Commissione Trasporti a Montecitorio, il viceministro del Mit, Riccardo Nencini ha parlato di «frode», spiegando che il Ministero si accinge a fare «controlli innovativi che riguarderanno circa 1000 veicoli euro5 ed euro6» e che saranno effettuati «in laboratorio e su strada» e non riguarderanno solo Volkswagen. Nencini ha poi fatto presente che «nonostante il lavoro continuo di richiesta da parte del ministero dei Trasporti e la continua sollecitazione presso Volkswagen e l’ente di omologazione tedesca, non sono pervenuti dati formali e ufficiali» sul numero di vetture che circolano nel nostro Paese e che potrebbero essere coinvolte nel dieselgate. Il segretario del Psi ha infine precisato che il colosso automobilistico tedesco  ha fornito un numero di vetture che circolano in Italia, aggiungendo che la stessa VW non ha specificato né se si tratta dei veicoli richiamati o che potrebbero essere richiamati, né quando questo potrebbe accadere. «Volkswagen ci ha parlato di circa 650mila veicoli, ma non abbiamo una fornitura dei dati da parte della Kba (Kraftfahrt-Bundesamt, il maggiore omologatore delle auto in questione, ndr) dell’Epa (l’Enviromental Protection Agency, l’ente americano per la protezione dell’ambiente che ha avviato l’inchiesta negli Usa, ndr) e della stessa Volkswagen sul fatto che quel numero che ci è stato fornito è il numero di veicoli che sarà richiamato e quando» ha concluso Nencini.

Siria Garneri

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