venerdì, 2 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Dietro l’ira lavoratori Air France il mancato accordo
Pubblicato il 05-10-2015


Air France, tagli-Broseta aggreditoA volare stavolta non sono stati solo gli insulti. Dopo momenti di forte tensione a seguito dell’annuncio del nuovo piano di ristrutturazione di Air France Klm che prevede entro il 2017 2.900 esuberi, decine di dipendenti inferociti della compagnia aerea hanno fatto irruzione durante la riunione del comitato d’impresa. I dipendenti hanno strappato la camicia al direttore delle risorse umane, Xavier Broseta, che è stato così costretto a scappare a torso nudo, così come Pierre Plissonnier, il direttore generale, mentre il presidente di Air France, Frédéric Gagey, è riuscito ad allontanarsi velocemente. Il meeting, precisa la società, riprenderà nel pomeriggio di oggi.

La compagnia francese ha annullato i nuovi ordini con la Boeing e si era data tempo fino al 30 settembre per trovare un accordo con il sindacato dei piloti sulle “misure di produttività” per assicurarsi “un ritorno ai profitti durevole”. Ma secondo il gruppo Air France-Klm tutto è stato causato dal disaccordo con i piloti, arrivati al decimo giorno di sciopero il 23 settembre, la direzione ha deciso infine di rinunciare al progetto di creazione di una filiale europea della controllata low cost Transavia, motivo principale di disaccordo con i piloti. Ad annunciarlo alla radio Rmc era stato il segretario di Stato francese ai Trasporti, Alain Vidalies: “Il progetto Transavia Europe è abbandonato dalla direzione – ha dichiarato – Il progetto non è sospeso per tre mesi, è ritirato”. Air France inoltre ha affermato di essere stata danneggiata dalla concorrenza agguerrita delle compagnie low cost.

Ma secondo le fonti sindacali il braccio di ferro è nato dopo le richieste della compagnia aerea che aveva chiesto ai suoi dipendenti più ore di volo senza aumenti salariali, una misura che i piloti rigettano sostenendo che già adesso le loro condizioni sono peggiori di quelle dei colleghi di altre compagnie aeree, come Swiss Air, British Airways e Klm, quest’ultimo socio di Air France. Secondo la società francese i dipendenti dovrebbero aumentare la produttività del 17% per tornare di nuovo alla competitività. Inoltre secondo le stime fatte dal sindacato di categoria il taglio del personale sarebbe molto più alto di quello annunciato, arrivando a colpire 4.900 lavoratori, perché ad essere tagliate 37 tra rotte e frequenze non redditizie, con il ritiro di 14 aeromobili a lungo raggio. Mentre secondo il piano di ristrutturazione della compagnia i licenziati dovrebbero essere 2.900: 300 piloti, 1.900 assistenti di volo e altri 700 addetti del personale di volo.

Broseta-air-france-assalitoLa forte tensione di queste ore però ha spostato le carte in tavola, tra l’azienda che accusa il sindacato dei piloti di fare resistenza al piano «Perform 2020» e alcuni ministri francesi che hanno chiesto di riaprire i negoziati e di fare concessioni ai piloti. Appena pochi giorni fa infatti il ministro dell’Economia francese, Emmanuel Macron, aveva dato la colpa del mancato accordo al sindacato dei piloti che ha costretto la società ad “adottare misure più dure” in termini di occupazione. Ma il governo francese ha a “cuore” la questione visto che ha il 17,6% delle azioni della società. Tuttavia il premier Manuel Valls dopo la vicenda si è detto “scandalizzato”, esprimendo tutto il suo “sostegno” alla direzione e ha espresso “tutto il suo sostegno” alla direzione del gruppo. La situazione dell’azienda è “difficile”, ha detto il primo ministro, “ma ciò non giustifica mai tali comportamenti”.

Nel frattempo la direzione di Air France ha fatto sapere che in serata presenterà una denuncia per “violenza aggravata”. La compagnia ha voluto comunque sottolineare come gli aggressori fossero “individui isolati particolarmente violenti” e questo “mentre la manifestazione dei dipendenti in sciopero si svolgeva fino a quel momento serenamente”.

Maria Teresa Olivieri

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