venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Disoccupazione in Italia, per l’Ocse sale quella giovanile
Pubblicato il 12-10-2015


OCSE-Giovani disoccupatiStabile il tasso di disoccupazione nell’area Ocse ad agosto con la percentuale dei senza lavoro che si attesta al 6,8 per cento. È quanto si legge in un comunicato dell’organizzazione internazionale con base a Parigi. L’Ocse ricorda anche che il  tasso di disoccupazione nell’area aveva raggiunto il suo picco nel gennaio 2013 e da  allora si è ridotto di 1,3 punti percentuali. Nell’area dell’Ocse i disoccupati nello scorso agosto ammontavano a 41,5 milioni,  7,5 milioni in meno rispetto al gennaio del 2013, ma ancora 6,8 milioni in più rispetto al luglio del 2008, mese preso a riferimento dall’Ocse come l’ultimo prima dello scoppio della  crisi globale. Questo a dimostrazione che i livelli occupazionali pre-crisi sono ancora lontani.

Per quanto riguarda l’Italia l’Ocse registra dei progressi, anche se lievi nella percentuale complessiva della disoccupazione, ma anche un leggero peggioramento di quella giovanile.  Nei suoi dati sul mese di agosto, infatti l’Ocse conferma il passaggio sotto la soglia del 12%, fissando la disoccupazione all’11,9%. L’organizzazione parigina rileva invece una lieve risalita della disoccupazione giovanile italiana, che dopo il calo di quasi 3 punti percentuali tra giugno e luglio, dal 43% al 40,4%, ad agosto è passata al 40,7%. Si tratta di uno 0,3%, quindi un lieve spostamento dal dato precedente ma resta comunque un dato in peggioramento. Dati positivi sull’occupazione arrivano anche dall’Inps che nei primi otto mesi del 2015 ha registrato 319.102 contratti a tempo indeterminato in più rispetto allo stesso periodo del 2014. Il dato emerge dall’Osservatorio sul precariato dell’Inps, che evidenzia come le nuove assunzioni a tempo indeterminato nel settore privato stipulate in Italia, rilevate da Inps, sono state 1.164.866, il 34,6% in più rispetto all’analogo periodo del 2014.

Nello stesso giorno è intervenuto il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi che ha sottolineato la necessità di una “politica industriale europea” che “non c’e’ ancora”. Per Squinzi “le forze dell’impresa sono le uniche che possono consentire di trasformare questi segnali in un percorso di crescita duratura”. E parlando di ripresa Squinzi ha sottolineato che “tra le imprese si percepisce una maggiore fiducia, elemento essenziale in questa fase, perché può rimettere in moto gli investimenti, sbloccare i progetti tenuti fermi dall’incertezza, anticipare e dare più forza alla ripresa”. “Rispetto ai momenti più drammatici della crisi, ci troviamo in una situazione di maggiore stabilità: lo spread si è stabilizzato su livelli che certificano la fiducia dei mercati; gli strumenti della BCE dispiegano i loro effetti e le banche stanno lentamente ricominciando a dare sostegno all’economia; il prezzo del petrolio resta basso e il cambio rimane vantaggioso. Tutte condizioni favorevoli che disegnano una finestra di opportunità che deve assolutamente essere colta subito, perché potrebbe essere una apertura a tempo limitato – ha concluso Squinzi – Adesso è il momento per rafforzare i primi timidi segnali di ripresa dell’economia, che iniziano ad essere avvertiti anche al Sud”.

Redazione Avanti!

 

 

 

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