domenica, 11 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

EUROSFIDA
Pubblicato il 16-10-2015


Renzi sfida Europa

Dopo le slide bisogna metterci i numeri. Quelli veri. Per ora l’unica certezza è che la parte più consistente della manovra è in debito con l’aumento del deficit per 14.6 miliardi di euro. Il resto è da vedere. Non a caso le clausole di salvaguardia sono ancora lì anche se posticipate nel tempo. Oggi Renzi è tornato a difendere la sua creatura e il tesoro ha inviato a Bruxelles il Piano programmatico di bilancio sul quale la commissione dovrà esprimersi. “’L’economia italiana – si legge nella nota di accompagnamento – è in ripresa”. Nel documento viene indicato un pil a +0,9% per quest’anno e +1,4% per il 2016, ma si rileva che ”nonostante il trend recente sia piuttosto incoraggiante, il recupero dell’economia è allo stato iniziale”.

Renzi ha fatto subito la voce grossa verso la commissione che dovrà analizzare la manovra nel dettaglio.  “Bruxelles – ha detto – non è il maestro che fa l’esame, non ha i titoli per intervenire sulle scelte economiche del governo” ha afferma Matteo Renzi, ospite del programma ‘Attenti a noi 2′ su Radio 24. “In questi anni c’è stata subalternità psicologica dell’Italia verso gli eurocrati”. ”Certo di deve consigliare ma non ci deve dire la tassa da tagliare”. “L’Italia – ha spiegato il presidente del Consiglio – da molti soldi all’Europa e anche sul rispetto dei parametri inviterei a guardare i dati del deficit di altri paesi”. Il premier ha indicato la Spagna, che sfora il 3% e la Gran Bretagna che ”quest’anno ha fatto il 5% del deficit” ed ha approvato ”una riduzione di tasse da 20 miliardi finanziata in gran parte con il deficit”. Tecnicamente poi, ha aggiunto Renzi, ”non c’e’ trattativa”: se anche Bruxelles bocciasse la manovra un governo può confermarla e rimandarla così. “Ai cittadini (che sono anche elettori ndr) interessa il taglio delle tasse. Le tasse non sono più una cosa bellissima e anche da sinistra si è capito che sono una cosa da ridurre”. Poi Renzi difende la decisione del canone Rai in bolletta: “E’ una norma al riparo da impugnative. E’ l’applicazione di un principio liberale”. Il premier difende anche l’innalzamento a tremila euro del limite dei contanti: “I dati dimostrano che non è il limite ai contanti a ridurre l’evasione ma l’incrocio dei dati e misure che abbiamo preso come la fatturazione elettronica”.

Il Segretario del Psi Riccardo Nencini  ha sottolineato come nella legge di stabilità ci sia “attenzione al mondo del bisogno, all’Italia più fragile, come il finanziamento del fondo sociale per i disabili e misure volte a contrastare la povertà. Una parte del paese per troppo tempo rimasta senza ascolto”. Nencini parlando a margine di una manifestazione pubblica a Torino ha aggiunto che “questo è uno dei fattori piu’ rilevanti, insieme a misure utili a far ripartire l’economia come quelle a sostegno delle imprese che investono e assumono. Nella legge di stabilità sono contenuti provvedimenti per i quali i socialisti hanno condotto battaglie costanti: il miliardo prelevato dal gioco d’azzardo è una di queste. L’allentamento del patto di stabilità, che offre ai comuni la possibilità di utilizzare in maniera più incisiva i denari a loro disposizione, l’abolizione dell’Imu agricola che non graverà più sugli agricoltori, fondi per la casa. E’ sicuramente un buon inizio per ripartire”, ha concluso Nencini.

Dai sindaci, che i giudizi non sono altrettanto positivi. Il leader della Uil Carmelo Barbagallo, ha manifestato le sue preoccupazioni sul fronte pensioni sul quale “è inaccettabile che, nonostante i proclami dei mesi precedenti, non sia stato affrontato il tema della flessibilità in uscita, operazione che avrebbe risolto non solo i problemi dei ‘pensionandi’, ma avrebbe creato nuovi spazi per i giovani”.  Tuttavia “un piccolo passo avanti è stato fatto – ha sottolineato Barbagallo da Bologna per l’assemblea della UilTrasporti Emilia Romagna – con l’introduzione del part time negli anni antecedenti al pensionamento: era stata una richiesta della Uil, proprio per favorire la cosiddetta staffetta generazionale, e su questo punto – ha concluso – il nostro giudizio è positivo”.  “L’aspetto più negativo – ha detto ancora Barbagallo – è il finanziamento risibile per il rinnovo dei contratti dei lavoratori del pubblico impiego: i 300 milioni stanziati per il 2016 equivalgono a un incremento di soli 8 euro mensili lordi”. “Uno Stato che non si preoccupa dei propri lavoratori è uno Stato che non crede nel lavoro”. Stessa posizione da parte della Cgil. “Più che delusi siamo molto molto arrabbiati e non rinunciamo a quell’obiettivo” ha affermato il segretario generale Susanna Camusso in merito alla flessibilità delle pensioni. “La discussione – ha aggiunto – è appena cominciata – e non la consideriamo la soluzione finale. Non si può pensare che questo tema venga rinviato, venga rinviato fuori manovra”.

Uno degli aspetti più criticati della manovra è l‘innalzamento all’uso del contante che viene letto da molti come un regalo agli evasori. Argomento sollevato anche dall’ex segretario del Pd Pier Luigi Bersani che non ha usato mezzi termini: “Renzi dovrebbe usare argomenti che, almeno, non insultino l’intelligenza degli italiani: uno che ha 3mila euro per fare un acquisto – ha spiegato – ha sicuramente la carta di credito in tasca. E’ che non vuole usarla. Semplificazione? E’ più semplice usare la carta di credito che sfogliare 3mila euro in contanti”. “Dobbiamo correggerla – avverte – questa decisione, perché dà un segnale molto preoccupante. L’evasione nel nostro Paese è un fenomeno colossale, non è il caso di aggredirlo con meccanismi terroristici, ma con gli strumenti di oggi: a cominciare dalla tracciabilità dei pagamenti. Negli Stati Uniti se vai a pagare un albergo in contanti chiamano lo sceriffo”.

Dello stesso tono e simili a quelle provenienti dai sindacati, le considerazioni sull’Imu: “Era più giusto fare come fece il governo Prodi – ha aggiunto Bersani -. Dobbiamo esentare le fasce più deboli. Ma perché devo regalare 2mila e 800euro al padrone di un palazzo mentre una modesta famiglia che ha un modesto appartamento in periferia ci guadagna solo 150 euro?”.

Il bollettino di Bankitalia
La Banca d’Italia, nel Bollettino economico, conferma la ripresa in corso e rivede al rialzo le stime del Pil 2015 che potrebbe “rivelarsi lievemente superiore allo 0,7%” stimato a  luglio. Dopo anni di flessione della domanda interna, Via Nazionale rileva il consolidamento della ripresa dei consumi privati e il graduale riavvio degli investimenti in capitale produttivo. In particolare, nel bollettino economico si rileva come in Italia l’attività economica abbia “ripreso a crescere dall’inizio del 2015, a ritmi intorno all’1,5 per cento in ragione d’anno. I segnali congiunturali più recenti – tra i quali l’andamento della produzione industriale, il rafforzamento della fiducia di famiglie e imprese e le inchieste condotte presso i responsabili degli acquisti – indicano la prosecuzione della crescita nel terzo trimestre a tassi analoghi a quelli della prima metà dell’anno”. Un’occasione ghiotta che Bankitalia esorta a sfruttare pienamente. Le condizioni “finanziarie e Monetarie” sono “eccezionalmente favorevoli”  e vanno sfruttate per ridurre il debito. Per la Via Nazionale  la graduale “riduzione delle imposte è coerente con l’esigenza di diminuire l’elevata pressione fiscale” che frena la crescita. Per Banca d’Italia “gli interventi più direttamente efficaci sono quelli di riduzione del carico sui fattori della produzione”, mentre l’abolizione della tassa sulla casa “potrebbe avere effetti circoscritti sui consumi”. Una visione insomma opposta a quella del governo e in linea con quelle di Bruxelles. Sull’aumento dell’occupazione Bankitalia afferma che è legata almeno per un quarto alle misure del governo: un terzo di questa quota è legato al Jobs act e due terzi agli sgravi contributivi per le assunzioni stabili.

Ginevra Matiz

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento