martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Expo 2015. Incertezza sui conti, ma è un successo
Pubblicato il 21-10-2015


Expo-filePer ora l’Albero della Vita non si sposta. Resterà nell’area dell’Expo. Lo ha annunciato Giuseppe Sala, commissario unico di Expo 2015 e amministratore delegato di Expo 2015 S.p.A in una conferenza stampa per illustrare i risultati della manifestazione di cui peraltro ancora non si conoscono i conti veri.

“È molto più complesso – ha detto – smontare l’albero e rimontarlo. È un’idea troppo ardita, sembra semplice, ma dentro ci sono tecnologie delicatissime. Rimarrà lì, dobbiamo fare manutenzione nei mesi in cui lo terremo lì”. “Per quanto riguarda l’ultimo giorno di Expo, stiamo cercando di pensare agli orari più adatti, vogliamo creare una situazione festosa, abbiamo momenti istituzionali, faremo tutti contenti. Ci sarà un cantiere di smantellamento, ci sarà un sacco di lavoro, ma in senso positivo, perché il cantiere è altro lavoro. In questa fase, per evitare problematiche di sicurezza e mobilità, chi lavorerà entrerà dai varchi. C’è il tema di come far entrare le persone non accreditate, dal 2 novembre. Alla fine dello smantellamento stiamo ipotizzando che i tre gioielli, Palazzo Italia, Albero e Padiglione zero torneranno a rivivere. L’Albero della vita ha le sue peculiarità, lo show è soprattutto serale, abbastanza costoso, per manutenzione e tecnologia”.

Expo-albero vita

“Ci prendiamo del tempo per fare una riflessione, il percorso di ricostruzione e rinascita di questo sito prenderà del tempo, quindi garantire che questa area enorme sia viva nel frattempo è una buona iniziativa. Stiamo lavorando alla Cascina Triulza, chiederemo anche a loro di avere pazienza nel periodo di transizione, ma anche il ruolo della Cascina è centralissimo, arriva da un semestre di grande successo – continua Sala – La Fondazione si è candidata a fare da agenzia del riuso, ciò che rimarrà in Expo verrà venduto e in parte verrà donato, ogni decisione per cui si dona qualcosa deve passare sotto la verifica della Corte dei Conti”. “Expo è frutto di lavoro di tanti, sarebbe bello non disperderlo, le nostre aziende vogliono far parte di un pull che in altre forme rinasce, c’è stata una grande collaborazione, qualunque cosa succederà dopo sarà comunque frutto di una collaborazione tra pubblico e privato – ha concluso Sala – Palazzo Italia e Albero della vita riapriranno dalla primavera”.

Fin qui il tentativo di abbozzare un futuro per Expo, soprattutto per l’utilizzo dell’area e degli edifici. Per il resto Sala ha mantenuto lo stesso tono entusiasta utilizzato da esponenti del Governo e dallo stesso dal Presidente del Consiglio, per confermare, o convincere, complice le code ai tornelli per entrare, che la manifestazione è stata un successo.

“Abbiamo varcato – ha detto Sala ai microfoni di Rtl 102.5 – la soglia psicologica dei 20 milioni di biglietti emessi con sigillo fiscale dalla nostra piattaforma ticketing, quindi certi: è un traguardo importante, poi buttiamoci alle spalle i numeri e guardiamo ai contenuti di Expo”.

In realtà sui numeri Sala è stato non meno vago del recente passato. Il numero di per sé difatti vuol dire assai poco perché quello che conta è l’incasso. Il 5 aprile scorso spiegava che il break point, per i costi di gestione sarebbe arrivato dalla vendita di 24 milioni di biglietti – non 20 come dice oggi – al costo di 22 euro a biglietto. Ma, tra sconti e promozioni, il costo medio del biglietto dall’apertura in poi è man mano calato. Tant’è che la stima è stata poi rivista al ribasso, dichiarando che il pareggio sarebbe stato raggiunto a quota venti milioni, al costo di 19 euro a biglietto. Ma davvero sono stati venduti a 19 euro l’uno? Comunque anche se fosse andata così, l’Expo avrebbe incassato 380 milioni che si aggiungerebbero ai 380 di sponsor e royalties per un totale di 760 milioni. Mancano all’appello ancora 200 milioni.

Dunque siamo di fronte a un mistero tutto italiano destinato forse a durare a lungo. Di (quasi) certo si conoscono solo i costi finora sostenuti: un miliardo e 200 milioni circa per la costruzione del sito. Quasi un altro miliardo (960 milioni ) per la gestione e 160 milioni per l’acquisto dei terreni (che ne valevano 20). Totale: 2,4 miliardi di euro.
Dall’altra parte ci sono i soldi spesi: dallo Stato 737 milioni e altri 650 circa dalla Regione Lombardia.

Però è sbagliato limitarsi a questi conti perché Expo ha comunque portato milioni di persone in più in Lombardia e a Milano.

Sul fronte del turismo l’occupazione delle stanze di albergo nel capoluogo è stato vicina all’80% e oltre i confini di Milano – che dichiara un giro complessivo di affari attorno al miliardo, 700 albergatori dichiarano di aver beneficiato degli effetti della manifestazione.

Dati confermati indirettamente anche dalle società che gestiscono le carte di credito. Visa ha reso noto che l’incremento nei mesi di luglio e agosto delle spese effettuate a Milano rispetto all’anno precedente è stato del 29,3%, con un dato nazionale cresciuto del 13%.

Una ricerca della Bocconi ha quantificato l’indotto complessivo generato dai flussi turistici in 9 miliardi a cui si aggiungono gli effetti degli investimenti (2,3 miliardi), della Gestione Expo (1,3 miliardi) e degli effetti generati dagli investimenti stranieri (1,8 miliardi). Insomma Expo avrebbe messo in moto tra “impatti diretti e indiretti” una macchina da 14,2 miliardi.

Non secondario l’impatto mediatico sull’esterno, la spinta a nuove imprese, la valorizzazione del patrimonio immobiliare, ecc. ecc. che fanno dire ai ricercatori che alla fine ci sono altri 6 miliardi e spicci da aggiungere per un totale di ben 23,6 miliardi, di cui circa 10 di valore aggiunto.

Quanti di questi soldi rientreranno sotto forma di imposte e tasse? Gli imprenditori locali e quelli nazionali coinvolti nell’esposizione ci hanno sicuramente guadagnato, ma riusciranno lo Stato e la Regione a riprendere i soldi spesi e quelli che ancora dovranno spendere per dare un futuro all’area? In attesa dei conti veri, contentiamoci dell’entusiasmo di Sala.

Armando Marchio

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