mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Expo. Per il futuro forse
un’area per l’Innovazione
Pubblicato il 13-10-2015


“Dopo Expo – Un’Area per l’InnovazioneL’affluenza è ancora da record ed è nel vivo del suo fermento più fervente, ma il conto alla rovescia verso l’ipotetica chiusura è già cominciato. Stiamo parlando dell’Expo, che sta registrando in questi ultimi mesi un’affluenza altissima; tanto che, sebbene la sua durata sia in programma fino al 31 ottobre prossimo, già si è ventilata la probabilità di prorogarlo ulteriormente in via del tutto eccezionale. Non è una soluzione da escludere in vista delle vacanze natalizie e delle lunghe festività invernali sino all’Epifania. La partecipazione forse superiore alle aspettative ovviamente potrebbe portare a questi cambiamenti dell’ultimo minuto.

Tuttavia, di certo, nessuna possibilità è da escludere. Per saperne di più c’è da attendere il 15 ottobre prossimo, quando si terrà il convegno dal titolo “Dopo Expo – Un’Area per l’Innovazione”, dalle ore 18 alle 20 presso La Permanente di Milano, nel contesto di #MILANO2016: la piattaforma di idee per il futuro di Milano. Sarà l’occasione per discutere di varie ipotesi e proposte, tra cui appunto quella voluta da ‘Competere‘ che propone di creare la cosiddetta “Area per l’Innovazione” citata nel titolo del convegno: ovvero una zona giuridicamente indipendente, cioè con un’autonomia legale, economica, amministrativa e politica. Sull’esempio di quanto effettuato già ad Hong Kong, Singapore o Dubai, per citare alcuni casi emblematici. La zona Expo potrebbe essere il luogo adatto secondo Pietro Paganini, esperto di innovazione e sviluppo economico docente della John Cabot University e presidente di ‘Competere’. Così come altre location idonee egli le individua “in zone svantaggiate come la piana di Gioia Tauro”.

“Le Aree per l’Innovazione attirano, infatti, investitori e investimenti produttivi, che a loro volta generano occupazione, crescita e benessere” ha spiegato; ed è questo il motivo principale del senso dell’iniziativa di crearne una nell’Area Expo: un modo per rilanciare l’economia e il turismo e far sì che l’Italia non sia più fanalino di coda in Europa e a livello mondiale, ma che diventi più competitiva a livello internazionale. Facendo sì anche che non sia l’ennesima cattedrale nel deserto, come ne esistono molte nel nostro Paese, o che non sia sede di abbandono e degrado, che gravi e pesi sul bilancio nazionale e del Comune di Milano; ma che, al contrario, si trasformi in un’area fortemente sviluppata che ricordi la portata simbolica dell’evento stesso che ha ospitato dell’Expo, affinché sia un punto di partenza e non d’arrivo. Un trampolino di lancio, il motore che avvii una locomotiva potente, volano di una nuova economia che segua il cambiamento dei tempi, rispecchiando la rivoluzione che nel piccolo è stata effettuata con Frecciarossa e Frecciargento per i treni, soprattutto proprio per quelli in direzione di Milano e dell’Expo in particolare.

Il dibattito sarà articolato in varie sezioni e settori, poiché interverranno esperti di ogni categoria per portare il loro contributo, in quanto è una decisione che riguarda scelte che hanno a che fare con il futuro dell’Italia e della sua economia, non solo di Expo. L’introduzione sarà affidata a Claudio De Albertis (Presidente ANCE, l’associazione nazionale costruttori edili – La Triennale). Di “Un’Area per l’Innovazione: attirare investimenti produttivi ed evitare soluzioni riempitive”, parleranno poi Pietro Paganini (di Competere.eu, che mette in atto idee e politiche per uno sviluppo sostenibile, come cita il suo slogan di presentazione), Guido Bardelli (della Compagnia delle Opere, “un’associazione imprenditoriale di rilevanza nazionale nata nel 1986 e dal 1999 anche per Roma e Lazio, non lucrativa, che promuove lo spirito di mutua collaborazione e assistenza tra i soci, per una migliore valorizzazione delle risorse umane ed economiche, nell’ambito di ogni attività esercitata sotto forma di impresa, sia profit sia non profit”, con “una concezione del mercato e delle sue regole in grado di comprendere e rispettare la persona in ogni suo aspetto, dimensione e momento della vita”), Giovanni Mameli (dello Studio Fantozzi, che si occupa di Diritto Tributario Europeo e della Compatibilità delle norme tributarie nazionali con quelle UE).

Di “Milano: una tra le cento città del mondo”, discuteranno in seguito Salvatore Carrubba (de ‘Il Sole 24 Ore’), Mario Abis (della ‘IULM’), Giampiero Borghini (già sindaco di Milano), Simone Crolla (di ‘AmCham Italy’, l’American Chamber of Commerce, un’organizzazione privata senza scopo di lucro. Inoltre Massimo Sideri (de ‘Il Corriere della Sera’), Luca Beltrami Gadola (di ‘Arcipelago Milano’, il settimanale milanese di politica e cultura che dirige) e l’architetto Pierluigi Nicolin tratteranno in merito ad “Urbanistica ed integrazione territoriale”. Infine il tema “La politica sosterrà la competizione e l’innovazione” sarà al centro dei discorsi tenuti da Giammarco Brenelli di Competere.eu. Interverranno anche alcuni esponenti politici tra cui Alessandro Alfieri (del PD), Umberto Ambrosoli (della lista civica Con Ambrosoli Presidente – Patto Civico), Giulio Gallera (di FI), l’ex ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini (FI) e l’altro ministro del governo Monti Corrado Passera (Italia Unica).

Un’occasione per decidere del futuro dell’Expo, al fine di farne un’esperienza duratura, che non sia effimera e passeggera, ma da replicare. Guardando e considerando anche alle future Olimpiadi di Tokyo del 2020 e di quelle del 2024 per cui Roma ha già presentato la propria candidatura. Per far sì che si parli di Italia come di uno Stato unito, forte, stabile, dignitoso, encomiabile, a livello mondiale. Più che di chiudere e abbassare le saracinesche sembra il caso e il momento di (ri)aprirle per ricominciare: il 31 ottobre non deve essere una data di fine lavori, ma di lavori in corso per costruire il futuro.

Barbara Conti 

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Commenti all'articolo
  1. Barbara condivido il tuo ottimo scritto su EXPO 2015-2016.Intanto si dovrebbe posticipare la chiusura temporanea al 31.12.2015.Nei due mesi di proroga andrebbero stimolate le coscienze degli organizzatori preposti affinchè l’EXPO milanese in un imminente futuro possa diventare una valida AREA DELLA INNOVAZIONE.Manfredi Villani.

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